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	<title>Bepo Glace Blog</title>
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		<title>Sella Nevea: delusione in quota</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 11:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì scorso sono stato a sciare per la prima volta in questa stagione. Il tempo non prometteva nulla di buono, ma le nevicate erano previste solo a partire dal pomeriggio. Dunque al mattino eccoci in due agguerritissimi (Alb e io), a Sella Nevea per iniziare la stagione. Io avevo, oltre tutto, gli sci e la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=915&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì scorso sono stato a sciare per la prima volta in questa stagione. Il tempo non prometteva nulla di buono, ma le nevicate erano previste solo a partire dal pomeriggio.<br />
Dunque al mattino eccoci in due agguerritissimi (Alb e io), a Sella Nevea per iniziare la stagione. Io avevo, oltre tutto, gli sci e la giacca nuovi da provare.<br />
Al parcheggio non c&#8217;erano molte auto, ma quello che mi ha stupito è la serie di targhe slovene. Strano, c&#8217;è il collegamento con Bovec, che senso ha per loro fare più strada e venire a Sella Nevea? Il collegamento è una delle cose che mi incuriosivano di più, dopo il grande restyling della stazione sciistica<span id="more-915"></span>.<br />
Innanzitutto, perplesso di fronte alla cabinovia che sale in quota verso il rifugio Gilberti. Le cabine sembrano vecchie, quasi fossero state acquistate di seconda mano, non dico rovinate, ma per lo stile. La cabinovia inoltre è lenta. La tratta è relativamente breve, ma da un impianto nuovo ci si aspetta che schizzi su verso il cielo. Niente di tutto questo, si tratta di una cabinovia riflessiva. Tutto sommato non male per riposarsi un po&#8217;, lascia anche tempo per chiacchierare con altri sciatori, ma mi aspettavo qualcosa di meglio da un impianto nuovo.<br />
Arrivati su, decidiamo di fare la pista principale e scendere nuovamente a Sella. La neve è poca e si vede. La conseguenza più evidente è che la preparazione del fondo non può essere adeguata, o forse non lo può essere da noi in Friuli. Anche dove il fondo è duro (come piace a me), non è per nulla regolare. Tant&#8217;è vero che diventa impegnativo provare gli sci nuovi. La visibilità è terribilmente scarsa, a causa della spessa coltre di nubi che genera la disgraziata luce diffusa, ma per quello non ci si può fare nulla (la soluzione c&#8217;è, ma costa un mucchio).<br />
Beh, il pistone di Sella è sempre un bel pistone. Non capisco cosa abbiano esattamente migliorato facendo saltare in aria non so quanta roccia e trafficando con le macchine. A me sembra poco migliorata rispetto al passato.<br />
Poi ci buttiamo verso Prevala. Il mitico collegamento.<br />
La funivia che porta verso Sella Prevala è bella grossa. Capacità di 100+1. Due corriere per cabina.<br />
Arrivati su ci troviamo sulla classica &#8220;bretella di collegamento&#8221;. Scendiamo fino al più vicino impianto sloveno e partiamo su verso il monte forato. L&#8217;impianto sloveno, per quanto relativamente nuovo, continua a dare la sensazione di &#8220;vecchio&#8221;. La pista che scende dietro al monte Forato/Prestreljenik è deludente. A fronte di uno sforzo immane per costruire una pista su un versante di gradoni di calcare forati da decine di voragini carsiche, il risultato è una pista non esaltante, strettina e breve.<br />
Dopo un paio di giri esplorando le misere possibilità della nuova zona slovena, con inevitabile incontro con sassi emergenti in piena pista, ci ritiriamo mestamente sul versante settentrionale friulano.<br />
La pista che scende dalla sella alla conca di Prevala è un&#8217;altra delusione. Con un vallone così, dove abbiamo sciato &#8220;liberi&#8221; non so quante volte in passato, ti aspetti un pistone largo. Invece la pista è un po&#8217; costretta. Dopo un breve tratto è evidente che per arrivare giù alla seggiovia bisogna mollarsi &#8220;a uovo&#8221; per la massima pendenza. In sostanza, il dislivello su cui sciare sul serio è veramente modesto, anche questa volta a fronte di uno sforzo notevole per creare l&#8217;impianto di risalita.<br />
Alla fine ci limitiamo a fare su e giù per il caro vecchio pistone di Sella Nevea, dove abbiamo passato buona parte dell&#8217;adolescenza.</p>
<p>A fine giornata sono rientrato a casa con l&#8217;amaro in bocca. Abbiamo finanziato pesantemente il miglioramento delle stazioni sciistiche regionali, con denaro pubblico in quantità non indifferente. Con i nostri soldi hanno massacrato un pezzo di montagna molto bello, cui fra l&#8217;altro sono molto affezionato come escursionista e speleologo. Se tutto questo fosse servito a creare una figata di polo sciistico, lo capirei. Ci mancherebbe, scio da trent&#8217;anni e so bene che il mio hobby ha costi elevati, soprattutto ambientali. A Sella Nevea ho invece avuto la sgradevolissima sensazione che il denaro pubblico sia stato buttato via e che lo scempio pasaggistico degli impianti non trovi giustificazione in piste che sono decisamente deludenti per chi ha sciato su metà Alpi.<br />
Rimango affezionato al pistone di Sella Nevea, ma se devo pagare 31 Euro per fare su e giù lungo un&#8217;unica pista, preferisco andare altrove e divertirmi su piste più lunghe, diversificate e ben preparate. Mi dispiace, ma il mio giudizio è fortemente negativo. Delusione in quota, in questo caso Promotur bocciata su quasi tutto il fronte.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bepoglace.wordpress.com/915/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bepoglace.wordpress.com/915/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bepoglace.wordpress.com/915/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bepoglace.wordpress.com/915/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bepoglace.wordpress.com/915/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bepoglace.wordpress.com/915/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bepoglace.wordpress.com/915/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bepoglace.wordpress.com/915/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bepoglace.wordpress.com/915/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bepoglace.wordpress.com/915/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bepoglace.wordpress.com/915/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bepoglace.wordpress.com/915/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bepoglace.wordpress.com/915/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bepoglace.wordpress.com/915/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=915&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Evoluzione</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 18:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi economica, e politica, sconvolge l&#8217;Italia, l&#8217;Europa ed il mondo intero. Negli ultimi due anni sono stato puntuale nel commentare diverse vicende politiche e fenomeni sociali, ma da qualche tempo questo blog tace. Forse perché è difficile riuscire ad esprimere un pensiero in una situazione che, per come viene presentata dai media, è non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=909&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi economica, e politica, sconvolge l&#8217;Italia, l&#8217;Europa ed il mondo intero. Negli ultimi due anni sono stato puntuale nel commentare diverse vicende politiche e fenomeni sociali, ma da qualche tempo questo blog tace. Forse perché è difficile riuscire ad esprimere un pensiero in una situazione che, per come viene presentata dai media, è non solo intricata, ma addirittura disperata.<br />
Ora l&#8217;Italia è passata ad un governo &#8220;tecnico&#8221;<span id="more-909"></span>, un governo che pur sostenuto da un ampio schieramento parlamentare, non nasce da un progetto democratico. Il Presidente Monti non è un politico, non è stato eletto dal popolo in Parlamento, ma è stato scelto dal Presidente Napolitano ed accettato dal Parlamento, ricevendo l&#8217;incarico di fare quadrare i conti del Paese, in modo da raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2014. In sostanza, l&#8217;Italia deve arrestare l&#8217;aumento del proprio debito, spendere esattamente quanto incamera, non un centesimo di più.<br />
Per l&#8217;Italia è uno sconvolgimento notevole. Abbiamo basato gran parte del nostro passato benessere (passato con buona pace dell&#8217;ottimista Berlusconi) su un debito allegramente in crescita. Oggi siamo costretti ad assecondare gli umori dei mercati finanziari, che terrorizzano il mondo con le proprie altalenanti esplosioni di crisi, crolli ed impennate, ma più che altro crolli clamorosi e poco entusiasmanti riprese.<br />
In questo quadro il cittadino viene chiamato a sacrifici. Aumenti della tassazione, come quelli dell&#8217;IVA o delle accise sui carburanti. E tagli.</p>
<p>Personalmente trovo deprimente ciò che si prospetta. Senza entrare nel merito del giusto o sbagliato, equo od iniquo. Consola la sobrietà formale del nuovo governo della Repubblica, fa disperare la promessa concreta di lacrime e sangue. Le nostre lacrime, il nostro sangue.</p>
<p>In questa fase, credo che smetterò di commentare le vicende politiche e sociali del Paese. Non he ho la forza, come temo di non avere la forza per affrontarle nella vita reale, quella di ogni giorno, delle persone che devono fare i conti, lavorare, controllare la spesa. Noi, nelle nostre case, il pareggio di bilancio l&#8217;abbiamo sempre realizzato. Ora inizio a temere che il debito pubblico si arresti trasformandosi in debito privato.</p>
<p>Vorrei parlare di altro. Probabilmente così sarà.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bepoglace.wordpress.com/909/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bepoglace.wordpress.com/909/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bepoglace.wordpress.com/909/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bepoglace.wordpress.com/909/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bepoglace.wordpress.com/909/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bepoglace.wordpress.com/909/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bepoglace.wordpress.com/909/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bepoglace.wordpress.com/909/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bepoglace.wordpress.com/909/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bepoglace.wordpress.com/909/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bepoglace.wordpress.com/909/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bepoglace.wordpress.com/909/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bepoglace.wordpress.com/909/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bepoglace.wordpress.com/909/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=909&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Cane senza denti che abbaia</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 15:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; Umberto Bossi. Dovrebbe avere, per lo meno, la decenza di tacere. Dopo avere consentito al Governo di varare una manovra che uccide le autonomie locali, di fatto impedendo il tanto reclamato &#8220;federalismo&#8221;. Ora Bossi parla ancora di secessione della padania. Di milioni di persone pronte a combattere per questo ideale. Patetico. Ci sarebbero milioni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=904&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; Umberto Bossi. Dovrebbe avere, per lo meno, la decenza di tacere. Dopo avere consentito al Governo di varare una manovra che uccide le autonomie locali, di fatto impedendo il tanto reclamato &#8220;federalismo&#8221;. Ora Bossi parla ancora di secessione della padania. Di milioni di persone pronte a combattere per questo ideale. Patetico.</p>
<p>Ci sarebbero milioni di persone pronte a combattere ancora per l&#8217;Italia unita, ma il punto è un altro. <strong>La padania non esiste</strong>, né storicamente, né di fatto. Se <strong>le rivendicazioni dei sudtirolesi, dei valdostani, degli occitani, dei ladini, dei friulani, delle comunità germanofone della Carnia e Canal del Ferro, dei resiani, dei sardi, degli sloveni del Natisone e di quelli del Carso, sono storicamente e culturalmente legittime ed indiscutibili</strong><span id="more-904"></span>, le rivendicazioni di questi sedicenti &#8220;padani&#8221; non hanno né capo, né coda, né senso, a parte quello di consentire ad un vecchio cane rauco e senza denti di continuare ad abbaiare per prendere i voti con cui andare in Parlamento a mangiare a sbafo, sulle spalle di noi onesti cittadini, magari piazzando un figlio inetto in qualche posto di comodo e ben retribuito.</p>
<p>Se il vecchio <i>cjan sdenteât</i> riprende a latrare raucamente, significa che ha bisogno di voti, dunque c&#8217;è puzza di elezioni nell&#8217;aria. Forse prima di un eventuale referendum che tolga alle segreterie dei partiti il potere di decidere chi fare eleggere. Questo potrebbe salvare un certo trota.</p>
<p>So che migliaia dei miei conterranei hanno venduto anima e didietro a questi lombardi, ma esiste più di qualcuno che ha il cervello in Europa ed il cuore in Friuli. Per la padania, non c&#8217;è posto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bepoglace.wordpress.com/904/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bepoglace.wordpress.com/904/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bepoglace.wordpress.com/904/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bepoglace.wordpress.com/904/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bepoglace.wordpress.com/904/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bepoglace.wordpress.com/904/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bepoglace.wordpress.com/904/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bepoglace.wordpress.com/904/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bepoglace.wordpress.com/904/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bepoglace.wordpress.com/904/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bepoglace.wordpress.com/904/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bepoglace.wordpress.com/904/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bepoglace.wordpress.com/904/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bepoglace.wordpress.com/904/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=904&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Se non ora, quando?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 14:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo della Repubblica Italiana ha altalenato per giorni e giorni, nel tentativo disperato di creare una manovra finanziaria che ci consenta di raggiungere il pareggio di bilancio entro un paio d’anni, senza però dispiacere troppo agli italiani. Il risultato dell’altalena è stato un guazzabuglio indecente, da cui esce una manovra che fino all’ultimo momento [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=900&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo della Repubblica Italiana ha altalenato per giorni e giorni, nel tentativo disperato di creare una manovra finanziaria che ci consenta di raggiungere il pareggio di bilancio entro un paio d’anni, senza però dispiacere troppo agli italiani.<br />
Il risultato dell’altalena è stato un guazzabuglio indecente, da cui esce una manovra che fino all’ultimo momento ha contorni confusi. I punti fermi che mi sembrano emergere sono però importati.<span id="more-900"></span></p>
<p>Innanzitutto ci stanno dicendo che lo devono fare perché lo impone l’Europa. Capiamoci, l’Unione Europea è giustamente preoccupata per il fatto che un paese stia facendo debiti su debiti. È ciò che avremmo dovuto fare noi con alcune regioni, già decenni or sono. Abbiamo un debito in crescita vertiginosa ed ogni misura che prendiamo si risolve in un aumento di spesa, magari a favore dei soliti noti, ma dall’esterno cosa pensereste voi se foste un tedesco? Che sti terroni di italiani debbano smetterla di fare debiti. Mezza Italia lo dice dell’altra mezza da un bel pezzo, dovremmo capire il problema.</p>
<p>Il punto è che l’UE non ha detto al nostro governo “aumenta l’IVA che pagano tutti i cittadini, ma non aumentare le tasse a chi ha un reddito sopra i 90mila euro”. No, non l’ha detto. L’UE suggerisce flessibilità, ma non ha detto al nostro governo di sorpassare, con una norma che non centra nulla, lo statuto dei lavoratori.</p>
<p>Il governo si è fatto eleggere promettendo riforme, che non ha fatto, federalismo, che non solo non ha fatto, ma che ha definitivamente affondato mettendo le regioni in ginocchio, ha promesso crescita, che non c’è stata. Ha promesso efficienza, di cui non si vede l’ombra.</p>
<p>Ora il governo dice di non mettere le mani nelle tasche degli italiani. Come no, aumentare l’IVA da 20% a 21% significa fare pagare di più a chi ha di meno. Perché alla fine dei conti quell’aliquota viene imposta su molti beni che compriamo spesso. Che ne so, le lamette di ricambio per il rasoio? Per ora non è il pane, ma è già in programma l’intervento sugli alimentari. E comunque, se aumenta l’IVA al consumo, i vostri soldi da domani varranno di meno.</p>
<p>Ma c’è di peggio, perché il governo, pur di non tassare chi è molto oltre la soglia del dignitoso benessere, taglia. Credete che i tagli agli enti locali colpiranno i così detti “fannulloni di stato”? No, quelli lo stipendio ce l’hanno, garantito! I tagli colpiranno i servizi che gli enti locali erogano a favore dei cittadini. E colpiranno chi meno ha. Perché al benestante, poco importa se non ci saranno posti all’asilo, o se per fare una risonanza magnetica dovrà andare all’ambulatorio privato, quelli che saranno colpiti sono gente che si trova stipendi (non tanto sicuri) sotto i 1500€ al mese. Gran parte di voi insomma.</p>
<p>Vedete, i sacrifici che ci stanno chiedendo colpiranno tutti, ma qualcuno subirà di meno. Io, per esempio, non sono ricco, non ho uno stipendio fisso, probabilmente perderò metà del lavoro, la vita mi costerà di più, ma non ho figli. Stanno cavando il pane di bocca ai vostri figli, e nel farlo danno la colpa all’Europa, che invece ha detto “sistemate i conti in modo credibile”, non ha detto “fatelo così”.</p>
<p>Vi voglio vedere scendere in strada, ma non con bandiere di partito. Non voglio vedere bandiere rosse, o di altri colori di parte. Sono deluso da tutti i partiti, inoltre questo non è un problema di partiti, è un problema di confronto fra gli italiani e coloro che hanno immeritatamente il potere di decidere del loro futuro.<br />
Vorrei vedere solo due bandiere: il tricolore ed il blu stellato. Smettiamo di prendercela con la UE per gli errori dei nostri politici, non cascate nell’inganno, smettete di indignarvi, lo dovete ai vostri figli: vi dovete incazzare! Se non ora, quando?</p>
<p>Teniamoci in contatto, è ora di fare nascere qualcosa che non esca dalle segreterie dei partiti o dalla mente dei professionisti della politica. E&#8217; ora di muoverci come popolo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bepoglace.wordpress.com/900/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bepoglace.wordpress.com/900/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bepoglace.wordpress.com/900/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bepoglace.wordpress.com/900/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bepoglace.wordpress.com/900/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bepoglace.wordpress.com/900/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bepoglace.wordpress.com/900/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bepoglace.wordpress.com/900/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bepoglace.wordpress.com/900/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bepoglace.wordpress.com/900/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bepoglace.wordpress.com/900/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bepoglace.wordpress.com/900/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bepoglace.wordpress.com/900/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bepoglace.wordpress.com/900/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=900&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Necessità di cambiamento</title>
		<link>http://bepoglace.wordpress.com/2011/08/31/necessita-di-cambiamento/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 13:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A dritta! Anzi no, babordo! Avanti tutta! No, no, macchine indietro!! La manovra finanziaria più o meno viene predisposta in questo modo. Ne abbiamo sentite di tutti i colori. Prima la patrimoniale, che però non è stata affrontata perché avrebbe toccato da un lato i risparmi dei poveracci, ma dall&#8217;altro il tesoro dei ricconi. Poi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=892&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A dritta! Anzi no, babordo! Avanti tutta! No, no, macchine indietro!!<br />
La manovra finanziaria più o meno viene predisposta in questo modo.</p>
<p>Ne abbiamo sentite di tutti i colori. Prima la patrimoniale, che però non è stata affrontata perché avrebbe toccato da un lato i risparmi dei poveracci, ma dall&#8217;altro il tesoro dei ricconi. Poi sentiamo parlare di &#8220;contributo di solidarietà&#8221;. A partire da redditi di 90.000€, ma anche questo non va bene, perché significa fare pagare più tasse a coloro che occupano i posti chiave del Paese. Allora proviamo a toccare le pensioni, ma anche no, forse si. Tagliamo alle regioni, ma le mettiamo in ginocchio. Allora proviamo a fare fuori le province, fermo restando che si fanno fuori i consigli provinciali, mica i dipendenti. Ma lo faremo più avanti. Alla fine la gran trovata: lotta all&#8217;evasione. Sono vent&#8217;anni che sento parlare di lotta all&#8217;evasione. So che io dichiaro il doppio di certi commercianti &#8230; come mai?<span id="more-892"></span></p>
<p>L&#8217;impressione che si ha è che il Governo stia cercando di ragranellare Euro a destra ed a manca, ma non avendo forza sufficiente, si ritiri con timore di fronte alla reazione delle categorie interessate. Probabilmente alla fine pescheranno il denaro dalle tasche di chi non appartiene ad una corporazione, o comunque non ad una corporazione potente. Io sono certamente fra questi.</p>
<p>Ho letto le linee generali delle proposte del PD, principale partito di opposizione e, nelle intenzioni, di alternativa. Mi sembrano confuse, affette anch&#8217;esse da populismo, troppo affascinate da un liberismo che ricorda il primo Tremonti e va nella direzione opposta rispetto a quella segnata dal referendum sui servizi pubblici locali, per altro sostenuto dal PD.</p>
<p>Insomma, la classe dirigente italiana è nel panico! Non sanno dove pescare sti 45 miliardi di Euro. Nel frattempo gli investimenti languono, le norme a tutela di risorse, beni comuni, paesaggio ed ambiente vengono considerate carta straccia, ma per gli imprenditori tutto è comunque fermo a causa della paralisi delle procedure.<br />
Il politico non definisce una politica, il funzionario si protegge la schiena bloccando tutto. Normale in Italia.</p>
<p>Qualcuno reclama &#8220;togliete tutte le regole per due anni e vi facciamo vedere la ripresa&#8221;. Come no, la ripresa in stile cinese o da terzo mondo?<br />
Dall&#8217;altro lato, i sindacati che reclamano diritti senza rendersi conto che le condizioni non sono più quelle di 20 anni fa. Ti chiudo l&#8217;azienda, sciopera pure, che mi frega, ho chiuso!</p>
<p>Intanto, nonostante le maree di mezze verità che ci passano i media, è chiaro che siamo nei guai. Problemi di disoccupazione in aree dove non ce n&#8217;era da decenni, problemi per chi deve vivere o sopravvivere. I giovani che ormai si trovano in condizioni ottocentesche, tutto è precario, si lavora come braccianti agricoli del passato, oggi si, domani no, dopodomani forse, chi lo sa?</p>
<p>Di fronte a questo quadro provo una sensazione di rabbiosa impotenza. Persino un incompetente come me riuscirebbe a formulare una politica fiscale migliore, in questo momento. Come me altre centinaia, migliaia di persone, abituate a gestire la propria vita, i propri conti, senza fare affidamento sulla sicurezza del posto fisso. Gente come noi è cresciuta in condizioni tali da potere divenire la classe dirigente, non del futuro, ma di oggi. Eppure non possiamo accedere alla plancia di comando, perché una schiera di politici di mestiere ed un sistema elettorale costruito apposta per fare sì che la democrazia sia controllata dalle segreterie dei partiti, ci precludono la strada.</p>
<p>Non ci resta che la via di una civile e pacifica protesta. Non è più tempo di indignarsi, non è il momento di pensare ad interessi privati e di categoria. Il nostro Paese ha bisogno di una scossa, ha bisogno di gente nuova, con cervelli nuovi, ha bisogno di scelte coraggiose.</p>
<p>Non saranno i partiti a permettere questo cambiamento. Serve acqua fresca, e non sto parlando di vecchie idee di gente cresciuta in vecchie scatole politiche. Sto parlando di gente che non avrebbe mai voluto fare politica in vita propria, ma si trova costretta, quando la sua patria viene così vilmente aggredita, a non restare indifferente.<br />
Ho quasi 40 anni, ho sempre seguito la politica, ma non avrei mai pensato di arrivare a questo punto: oggi invece di essere qua, nel mio ufficio a lavorare, vorrei essere in Parlamento.</p>
<p>Coraggio, diamoci da fare e cambiamo!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bepoglace.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bepoglace.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bepoglace.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bepoglace.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bepoglace.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bepoglace.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bepoglace.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bepoglace.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bepoglace.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bepoglace.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bepoglace.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bepoglace.wordpress.com/892/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bepoglace.wordpress.com/892/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bepoglace.wordpress.com/892/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=892&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La tempesta</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 20:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hei! Dico a voi! Ma non era pieno di gente intelligente in Italia? Beh, ora che c&#8217;è un problema molto serio da affrontare, ma sento dire solo idiozie. Ma come! Non c&#8217;era un manipolo di eroici intellettuali pronti a governare il Paese salvando il popolo dal baratro? Adesso verrà fuori che gli intellettuali sono quelli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=888&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hei! Dico a voi! Ma non era pieno di gente intelligente in Italia?</p>
<p>Beh, ora che c&#8217;è un problema molto serio da affrontare, ma sento dire solo idiozie. Ma come! Non c&#8217;era un manipolo di eroici intellettuali pronti a governare il Paese salvando il popolo dal baratro?</p>
<p>Adesso verrà fuori che gli intellettuali sono quelli che apprezzano l&#8217;arte, mica quelli che sanno sviluppare una politica sociale ed economica di emergenza per sopravvivere a questa marea di merda (pardon).</p>
<p>Quello che sta accadendo è intrinseco nel sistema. Fa parte della nostra economia, come certe malattie cronico degenerative vengono generate da processi intrinseci nel funzionamento del nostro organismo.<span id="more-888"></span></p>
<p>Qualcuno pensa che fin tanto che la nostra economia non sarà stata rasa al suolo, fin tanto che non saremo in fila per il pane con la tessera annonaria (libreta, per gli intellettuali), fintanto che non avremo visto scappare persino gli immigrati, perché almeno in Africa non serve il riscaldamento, questo fenomeno non si fermerà. Finché non saremo dissanguati, non cesserà per il semplice fatto che ci sarà qualcosa da perdere per tutti e guadagnare per pochi.</p>
<p>Molti dei soldi di cui stiamo parlando, oltre tutto, non esistono! Sono una scommessa del &#8220;mercato&#8221;. Non c&#8217;è un pezzo di pane dietro a quei soldi, o un sasso, qualcosa di concreto. Nel mercato finanziario girano miliardi che non hanno neppure un corrispettivo in banconote e monete!</p>
<p>I grandi esperti di economia mi diranno di tacere, che non capisco niente. Oh certo, io <strong>non capisco niente di economia e finanza</strong>, però quelli che non sanno dove sbattere la testa siete voi. Indubbiamente qualcuno ci starà guadagnando, molto anche, ma nel complesso, il sistema sta scricchiolando.</p>
<p>Quando arriva una tempesta e si avvicina troppo rapidamente, non la possiamo evitare. L&#8217;unica reazione sensata è prepararsi, prendere le misure necessarie per sopravvivere, ben sapendo che comunque vada qualcosa potrà andare storto. Non è detto che ce la faremo, non tutti se non altro.</p>
<p>E&#8217; un concetto familiare per chi è abituato a confrontarsi col mondo in modo non controllato, non garantito. L&#8217;italiano medio soffre della patologia psicologica dell&#8217;americano medio: la dipendenza dalla sicurezza. L&#8217;illusione della sicurezza. La ricerca di una assoluta sicurezza. Non esiste, non può esistere. Possiamo mentire, ignorare, ficcare la testa nella sabbia come gli struzzi, ma non c&#8217;è certezza, non esiste sicurezza.</p>
<p>Mi vengono in mente quelli che mi guardano con gli occhi sbarrati se racconto delle ascensioni in montagna o delle esplorazioni in grotta, della discesa in apnea oltre i dieci metri di profondità (fra l&#8217;altro, non sta gran cosa). Ma sei pazzo! E&#8217; pericoloso! E basta con sta storia! Tutto è più o meno pericoloso, anche mangiare il gelato.</p>
<p>Oggi abbiamo milioni di persone che credevano di vivere in un sistema sicuro ed immutabile. Il famoso posto fisso, per esempio. Da molto tempo sappiamo che i giovani il posto fisso lo trovano difficilmente (io sono invecchiato senza trovarlo, ma non sono molto intelligente e preparato). Chi lavora nelle aziende crede che ci sarà sempre uno statuto dei lavoratori, che ci sarà sempre un potere contrattuale, che l&#8217;azienda esisterà sempre e che se non dovesse più esistere ci saranno uno stato od una regione pronti a finanziare gli ammortizzatori sociali.<br />
Ma, se l&#8217;azienda non ce la facesse? Se lo stato avesse debiti talmente elevati da non trovare più nessuno disposto a fargli credito? E se in fin dei conti tutti quei soldi che crediamo esistano, improvvisamente scomparissero come una bolla di sapone?<br />
Cosa farete domani mattina, illusi della sicurezza, scenderete in strada a bruciare cassonetti e spaccare vetrine? Piuttosto inutile, anzi controproducente. Vi butterete tutti giù dalla rupe come i leggendari lemming?</p>
<p>Ok, ragazzi, non scherziamo. Siamo insieme sulla stessa barca. Non c&#8217;è una manovra che ci possa mettere al riparo dalla tempesta, ormai ce l&#8217;abbiamo sopra. Spero che abbiate indossato abiti impermeabili e salvagente. L&#8217;unica cosa intelligente da fare è affrontare insieme la cosa.</p>
<p>Purtroppo dubito. L&#8217;uomo è un animale sociale fino a che si tratta di fare feste, ma quando si tratta di soldi, prevale la voglia di fregare il prossimo tuo, fregando in verità te stesso.<br />
Certo che se avessimo un equipaggio ben composto, magari con un capitano assolto alle Nautiche di Lussino, forse dalla tempesta ne usciremmo. Barca va dove vento mena, ma con un buon comando, tanta disciplina e un po&#8217; di fortuna, se ne potrebbe venire fuori senza perdere il carico.</p>
<p>Beh, indiferente, comanda chi pol, ubedissi chi deve.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bepoglace.wordpress.com/888/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bepoglace.wordpress.com/888/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bepoglace.wordpress.com/888/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bepoglace.wordpress.com/888/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bepoglace.wordpress.com/888/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bepoglace.wordpress.com/888/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bepoglace.wordpress.com/888/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bepoglace.wordpress.com/888/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bepoglace.wordpress.com/888/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bepoglace.wordpress.com/888/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bepoglace.wordpress.com/888/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bepoglace.wordpress.com/888/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bepoglace.wordpress.com/888/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bepoglace.wordpress.com/888/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=888&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Stomaco e coscienza</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 09:06:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Lunedì scorso sono stato a pescare sul fiume. Il “mio” fiume, il Natisone, quello su cui ho pescato, fatto il bagno, giocato a slavare (fare rimbalzare ciottoli piatti sulla superficie dell’acqua). Erano anni che non andavo a pescare con l’idea di catturare un pesce per la cena. Erano insomma anni che non andavo a pescare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=885&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì scorso sono stato a pescare sul fiume. Il “mio” fiume, il Natisone, quello su cui ho pescato, fatto il bagno, giocato a slavare (fare rimbalzare ciottoli piatti sulla superficie dell’acqua).<br />
Erano anni che non andavo a pescare con l’idea di catturare un pesce per la cena. Erano insomma anni che non andavo a pescare “sul serio”. Le condizioni erano quelle giuste<span id="more-885"></span> per catturare, a spinning, una trota marmorata di dimensioni accettabili. Lo conosco quel fiume, conosco quei pesci, non sono mai certo di potere prendere un bel pesce, ma so quando è probabile che accada. Lunedì era uno di quei giorni che un pescatore vero avrebbe scelto per andare. E siamo andati. La cosa ha dei risvolti interessanti dal punto di vista morale e tecnico, forse addirittura politico, dato che si tratta di capire quale modello adottare nei rapporti fra uomo, natura e risorse naturali.</p>
<p>Il culmine del pomeriggio di pesca: in una buca dove ero quasi certo si trovasse qualche bel pesce, sale una trota ed azzanna il mio rotante. Non mollo la tensione un attimo, anzi tendo a tirare fino a flettere tutta la canna, la guido verso una zona tranquilla. Quando ce l’ho davanti mi rendo conto a colpo d’occhio che è abbondantemente di misura. Ma sono senza guadino. Che fare?<br />
Alla fine faccio la cosa meno elegante, ma più funzionale, le caccio la mano in bocca e stringo. File di denti dovunque, anche sul palato e sulla lingua, si conficcano nella pelle. Sono denti robusti, ripiegati all’indietro per trattenere le prede, in questo caso le impediscono di liberarsi dalla mano del predatore.  La porto nell’acqua bassissima, mi inginocchio, la misuro a spanne: due e mezza. La mia spanna misura 23 cm, due e mezza significa 57 – 58 cm. La guardo. Bel pesce, anche se la marmorizzazione sui fianchi è rossastra, un ibrido fra trota marmorata e fario. Va bene, cosa ne faccio? Sono partito per la cena, questa basterà per me ed i miei genitori ad occhio. Chiedo scusa al pesce ed al fiume, quindi la uccido rapidamente.<br />
Alla fine mi ritrovo con la canna spezzata (l’ho calpestata io quando ho dovuto appoggiarla per prendere il pesce) e la mano sinistra che gronda di sangue. Non è sangue della trota. L’idea di usare i suoi denti per trattenerla è stata buona, ma il pesce non era congelato, mi ha lasciato due bei tagli su indice e medio della mano sinistra. È giusto così. A casa scopro che pesava 1760 grammi. Finisce in forno e fornisce ben due cene alla famiglia. Buona e con la carne leggermente “salmonata”.</p>
<p>Erano sette anni che non portavo a casa un pesce dal fiume o dal mare. Molti pescatori “sportivi” non saranno d’accordo con me, anzi immagino la disapprovazione della schiera di coloro che rilasciano tutto ciò che catturano (il così detto no kill), ma io mangio carne e pesce regolarmente.<br />
Il problema è quello del rapporto uomo – natura – risorse </p>
<p>La mia visione della pesca è forse arcaica, ma molto chiara. Viviamo in un mondo dove tutto è industrializzato. Compresa la produzione del cibo. Se mangiamo un pesce, sempre più spesso proviene da un allevamento. Costano meno di quelli selvatici. Una trota allevata la puoi portare a casa per 5 €/kg, selvatica non la trovi neppure al mercato. Un branzino proveniente da allevamento in gabbie flottanti lo porti a casa per 8 – 9 €/kg, uno selvatico non lo paghi meno di 22 – 24 €/kg. Capiamoci, la qualità è differente, ma solo se il nostro palato è stato educato ce ne accorgiamo. Nella mia famiglia nessuno, a parte me, è in grado di distinguere un “branzin de cheba” (allevato in gabbie) da uno selvatico. Dunque è ovvio che si guardi al prezzo.<br />
La stessa cosa accade con la carne. Abbiamo allevamenti sterminati di polli e manzi, mantenuti in condizioni che sono ovviamente inumane (sono animali, non umani) ma indecenti persino per una “bestia”. Li troviamo poi al supermercato sotto forma di fettine, dentro le vaschette di plastica. Quello è il nostro rapporto con gli animali che mangiamo. Disumano, questo si, perché la gran parte di noi non si rende conto di mangiare un essere vivente, che un animale è stato fatto crescere in condizioni schifose ed ucciso per fornire la fettina nella vaschetta di plastica.<br />
La gente ama gli animali ed odia caccia e pesca, ma non odiano gli allevamenti intensivi.</p>
<p>Tutti hanno una visione della caccia che discende dall’emotività indotta dalla letteratura e dai mezzi di comunicazione. Il cacciatore cattivo che uccide la mamma di Bambi, tanto per capirci.</p>
<p>Oh, ma non hai bisogno di andare a caccia oggi! Siamo nel 2011: vai al supermercato e compri la carne!</p>
<p>Li porterei in un allevamento di polli, questi animalisti da salotto, anime sensibili. Capiamoci: è più schifoso uccidere un animale nato nel suo ambiente e vissuto libero e sereno fino a quel momento, o è più indecente sostenere il mercato di milioni di animali fatti nascere in scatole di plastica e fatti crescere in condizioni che nessuna mente sana concepirebbe come accettabili?</p>
<p>Il gioco è semplice, facciamo finta di non sapere cosa ci sia dietro al banco del supermercato, a quella carne e pesce in vaschetta, perché semplicemente trattiamo quel cibo come fosse un oggetto a-biologico. Non è parte del corpo di un animale, è una bistecca. Non ha il pelo morbido, gli occhi dolci, non assomiglia al peluche che avevamo da piccoli. È un pezzo di roba di colore fra il giallino ed il rossiccio, che si mette sul fuoco e diventa mangiabile. Alla fine questi amanti degli animali divengono i peggiori nemici della natura, giustificando un sistema fatto di agricoltura industrializzata, di allevamenti intensivi, di mercato.</p>
<p>Io sono invece consapevole del fatto che ogni grammo di carne o di vegetali che ingerisco derivano dall’uccisione di un essere vivente. Estendo la cosa anche ai vegetali perché non sono riuscito a trovare significative differenze fra i due regni. Forse la lattuga non avrà un sistema nervoso, ma non penso che per questo abbia meno diritto di vivere.<br />
Lasciamo stare le considerazioni di tipo filosofico-religioso. Nulla di ciò che facciamo per vivere è privo di conseguenze su altri esseri viventi. Questo è facilmente dimostrabile. Possiamo fare finta di non saperlo, come l’amico degli animali che compra il petto di pollo al supermercato, ma non cambia le cose. La realtà dei fatti è che quella trota, uccisa da me sul fiume, vale come la trota uccisa dall’allevatore prima di passarla al reparto di trasformazione. La differenza sta nel fatto che io sono consapevole di avere ucciso una delle quindici – venti trote che vivono in quel tratto di Natisone, so quanto tempo ha impiegato per crescere, so dove è nata, probabilmente ho anche visto il nido dove i suoi genitori avevano deposto le uova (da molti anni ne faccio la conta su quel fiume). Forse l’avevo già vista quella trota, durante un censimento ittico, magari l’ho pesata e misurata quando aveva due anni. Di certo molte volte sono stato a guardarla dalla riva, mentre cacciava al crepuscolo. Per ciò sapevo che era lì. Per questo motivo le ho chiesto scusa, se ho preso la sua carne per sfamarmi, mentre voi, amanti degli animali, quando pagate il filetto al supermercato, al massimo imprecate perché quel prezzo vi sembra eccessivo. Chi è il peggiore fra noi?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bepoglace.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bepoglace.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bepoglace.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bepoglace.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bepoglace.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bepoglace.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bepoglace.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bepoglace.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bepoglace.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bepoglace.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bepoglace.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bepoglace.wordpress.com/885/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bepoglace.wordpress.com/885/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bepoglace.wordpress.com/885/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=885&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>SI! E adesso?</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 17:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dati sul sito del Ministero dell&#8217;Interno parlano chiaro, circa il 57% dei cittadini italiani aventi diritto al voto, si sono espressi in occasione dei referendum che interessavano nucleare, servizi pubblici locali, tariffa dei servizi idrici e legittimo impedimento dei componenti del Governo. I dati parlano chiaro anche riguardo alla volontà espressa da quel 57%: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=883&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I dati sul sito del Ministero dell&#8217;Interno parlano chiaro, circa il 57% dei cittadini italiani aventi diritto al voto, si sono espressi in occasione dei referendum che interessavano nucleare, servizi pubblici locali, tariffa dei servizi idrici e legittimo impedimento dei componenti del Governo.<br />
I dati parlano chiaro anche riguardo alla volontà espressa da quel 57%: il 95% circa di loro ha votato si, ovvero ha chiesto di abrogare le norme proposte dall&#8217;attuale Governo ed approvate da un Parlamento che dovrebbe essere espressione della volontà popolare.</p>
<p>Non sono forte in matematica, ma il 95% del 57% fa in totale circa il 54% degli aventi diritto. In pratica, è come se il 54% degli italiani avesse detto di no a quattro provvedimenti varati da questo Governo. La maggioanza assoluta degli elettori si è espressa in tal senso.</p>
<p>Dare un significato politico ai referendum non mi è mai piaciuto, ma quando il 54% degli italiani boccia ben quattro norme, significa che qualcosa è cambiato.<span id="more-883"></span></p>
<p>Quelle norme erano state approvate dal Parlamento, ma il Popolo, che delega il Parlamento stesso, ha detto oggi di non essere daccordo. In sostanza il Popolo ha fatto chiaramente capire che l&#8217;attuale Governo e l&#8217;attuale Parlamento non esprimono più la volontà popolare.</p>
<p>Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha sempre sostenuto di essere stato &#8220;eletto dal popolo&#8221;. Questo è sempre stato ovviamente falso. Il Presidente del Consiglio dei Ministri viene incaricato dal Presidente della Repubblica, a sua volta eletto dal Parlamento, eletto dal Popolo. Il Governo poi viene sottoposto al voto di fiducia da parte del Parlamento, eletto dal Popolo.</p>
<p>Ora, se il 54% degli italiani manda un segnale di questa portata al Governo, significa che questo non ha più la fiducia del Popolo. Se il Parlamento continua a sostenere il Governo, significa che questo Parlamento non esprime più la volontà popolare.</p>
<p>La conseguenza logica di quanto è accaduto con le elezioni amministrative e con i referendum abrogativi è che il Presidente del Consiglio rimetta il suo mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, il quale dovrebbe sciogliere le Camere ed avviare l&#8217;iter per nuove elezioni democratiche.</p>
<p>Il problema che mi pongo però non è quello di &#8220;cacciare Berlusconi&#8221;. Non mi è mai interessato veramente farlo. Ciò che mi interessa è che l&#8217;Italia sia ben governata e che le decisioni prese servano a garantirci le migliori possibilità di benessere per il futuro.</p>
<p>I referendum ora ci impongono di elaborare una politica energetica nuova, senza nucleare, ma anche tenendo conto del fatto che i combustibili fossili si esauriranno, sono inquinanti ed aumentano l&#8217;effetto serra. Inoltre le fonti energetiche alternative, le così dette &#8220;rinnovabili&#8221; hanno bisogno di essere usate e gestite bene, perché i processi produttivi non sono assolutamente privi di effetti negativi sull&#8217;ambiente.</p>
<p>Dobbiamo pensare un piano energetico nazionale serio, ragionato, basato su ragionamenti complessi, su solide basi scientifiche e con grandi competenze tecniche. Non dobbiamo accontentarci di mettere nel cassetto ancora una volta il nucleare: dobbiamo trovare il modo di rifornire l&#8217;Italia di energia, ad un prezzo ragionevole e con il minore impatto ambientale possibile.</p>
<p>Non nego che ho paura di questo passo. L&#8217;ignoranza, l&#8217;analfabetismo scientifico italiano, rendono il passo molto difficile. I politici potrebbero sbagliare, le lobby potrebbero spingere in direzioni sbagliate per la collettività ma redditizie per alcuni investitori. Dobbiamo usare il cervello, e farlo presto.</p>
<p>Lo stesso vale per quanto riguarda i servizi locali e soprattutto quelli idrici. Questo Paese ha problemi immensi, ci sono intere regioni in costante crisi, impianti lunghi milioni di km che hanno perdite mostruose. L&#8217;acqua non è una risorsa infinita. E&#8217; rinnovabile entro certi limiti, ma non del tutto. Le acque superficiali in Italia sono quasi dovunque non potabili, a causa dell&#8217;inquinamento da fonti civili ed industriali. Spesso le acque sotterranee hanno subito analogo destino, a causa di scarichi sul suolo o di una errata gestione delle attività agricole e zootecniche. Dobbiamo fare serie riflessioni sull&#8217;argomento, ed i politici dovranno ascoltare chi è in grado di portare contributi seri, oggettivi, scientificamente validi. Al momento non accade questo. I consulenti più amati e gli accademici di sucesso troppo spesso cedono alla tentazione di assecondare le lobby.</p>
<p>Ed il legittimo impedimento? C&#8217;è poco da dire, la legge è uguale per tutti. Certo i magistrati non devono usare il potere che il Popolo dà loro per perseguitare i politici, ma questi devono accettare di essere cittadini come tutti noi. Se il Magistrato ti chiama, tu devi rispondere, così come facciamo tutti.</p>
<p>E adesso?</p>
<p>E adesso cerchiamo di trovare soluzioni. Per la governabilità del Paese, per i suoi tanti e grandi problemi. Non è più il tempo di limitarsi a dire &#8220;no&#8221; o a votare &#8220;si&#8221;, è venuto il momento di prendere in mano il nostro destino. Con questa legge elettorale sarà difficile, ma non impossibile. Ora credo che possiamo dirlo di nuovo, incoraggiamo questo Paese: forza, Italia!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bepoglace.wordpress.com/883/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bepoglace.wordpress.com/883/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bepoglace.wordpress.com/883/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bepoglace.wordpress.com/883/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bepoglace.wordpress.com/883/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bepoglace.wordpress.com/883/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bepoglace.wordpress.com/883/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bepoglace.wordpress.com/883/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bepoglace.wordpress.com/883/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bepoglace.wordpress.com/883/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bepoglace.wordpress.com/883/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bepoglace.wordpress.com/883/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bepoglace.wordpress.com/883/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bepoglace.wordpress.com/883/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=883&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Referendum</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 17:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Referendum e democrazia Il 12 e 13 giugno i cittadini italiani di età maggiore di 18 anni saranno chiamati ad esprimersi su alcuni quesiti, attraverso l’istituto del referendum. Il referendum è uno strumento democratico molto potente, ma non piace agli italiani. Non perché gli italiani siano contrari alla democrazia, ma perché di questo strumento è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=869&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Referendum e democrazia</p>
<p>Il 12 e 13 giugno i cittadini italiani di età maggiore di 18 anni saranno chiamati ad esprimersi su alcuni quesiti, attraverso l’istituto del referendum.<br />
Il referendum è uno strumento democratico molto potente, ma non piace agli italiani. Non perché gli italiani siano contrari alla democrazia, ma perché di questo strumento è stato fatto un uso distorto in passato, in particolare nel periodo in cui forze politiche prive di una base elettorale, riuscivano a raccogliere firme a sufficienza a sostegno di referendum riguardanti gli argomenti più diversi.</p>
<p>Questa volta abbiamo la possibilità di esprimerci su quesiti molto importanti. Direi di importanza storica per la nostra società.<span id="more-869"></span></p>
<p>Innanzitutto dovremo decidere la sorte di una norma che riguarda la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Il quesito referendario è sostanzialmente incomprensibile e, così come viene espresso, non permette ai cittadini di esercitare il proprio diritto di decisione.</p>
<p>Leggiamo il quesito: Volete voi che sia abrogato l&#8217;art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 recante «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria», convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall&#8217;art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante «Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia», e dall&#8217;art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante «Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea», convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale?</p>
<p>Per chi conosce la lingua “burocratese” il quesito è comprensibile, se non fosse che richiede la conoscenza di un paio di norme e delle modifiche subite da queste, compreso quanto disposto con la decisione 320/2010 della Corte Costituzionale, ovvero un documento lungo un chilometro di carta, scritto in un linguaggio incomprensibile al cittadino medio.</p>
<p>Cosa dice dunque l’articolo che dovremmo abrogare in toto?</p>
<p>Mi sembra molto interessante il Comma 2:</p>
<p>2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità.</p>
<p>In pratica, i servizi pubblici locali vengono affidati ad imprese, più o meno private. In realtà rientrano in questa previsione anche società costituite da enti pubblici. Per esempio comuni. Ma stiamo parlando di servizi molto importanti. Possiamo rischiare?<br />
Il problema del privato è che il suo scopo è fare utili. La legge può obbligare la società affidataria a garantire “il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni” ma siamo sicuri che funzioni? Se l’acquedotto che alimenta il vostro paese venisse acquistato da una grossa società straniera, le cose andrebbero meglio rispetto ad oggi?</p>
<p>Il problema non è contrapporre il locale allo straniero, ma stabilire se i servizi ai cittadini debbano essere oggetto di mercato. A quanto pare le norme europee spingono in quella direzione, dato che la UE nasce su basi economiche, da un’idea di mercato comune, non di unità fra i popoli. I tecnocrati economici comunitari vedono di buon occhio il liberismo e la concorrenza sfrenata, ovviamente ben sapendo che le grosse società dei loro paesi sono forti. Noi italiani siamo deboli, come al solito, perché non ci siamo mossi nel momento in cui dovevano essere prese le decisioni.</p>
<p>Servizi essenziali per la popolazione devono essere messi al sicuro, garantiti nel rispetto del primo principio: equità e solidarietà. Quei servizi devono essere garantiti a tutti e senza guadagni. Bisogna pareggiare il conto fra entrate ed uscite, ma fare attivo significa avere chiesto ai cittadini più di quanto era necessario. Solo una gestione pubblica dei servizi garantisce che non si ecceda nella ricerca dell’utile economico. Se un Comune va in attivo con la gestione dell’acqua, utilizza quell’attivo per fornire altri servizi alla comunità. Se una società privata va in attivo, porta quei soldi altrove, e non ci sono ricadute sulla comunità locale.</p>
<p>Questo è il grosso problema della privatizzazione. Chi la sostiene dice che il sistema pubblico non funziona, che sia inefficiente, pesante, costoso. Cerchiamo di farlo funzionare, magari vigilando maggiormente su come i pubblici funzionari spendono il nostro denaro, ma non cediamo all’idea che privato è sempre bene, mentre pubblico è sempre male.</p>
<p>Non nego che il pubblico funzioni male. Non posso dire che siano tutti luoghi comuni quelli che vengono proposti sui dipendenti pubblici, così come non posso negare che l’assurdità di molte regole generi una burocrazia asfissiante. Ma la soluzione non è lasciare briglia sciolta all’imprenditore, il cui solo interesse è guadagnare di più, indifferente ai bisogni della popolazione.</p>
<p>Guadagnare è un diritto, crescere è un diritto, fare impresa è un diritto, ma ci sono ambiti da cui le imprese devono restare fuori. Vogliamo consentire ai privati di entrare nel campo dei servizi? Va bene, cambiamo la regola.</p>
<p>Potremmo stabilire che i servizi pubblici locali possano essere affidati a società costituite da più soci, in cui almeno il 75% della proprietà sia pubblica. Lasciamo pure che i privati acquistino il 25% di società che gestiscono i servizi idrici, per esempio, ma il 75% sia pubblico. Potremmo addirittura obbligare i Comuni a creare queste società, istituendole in forma privata, ma detenendone la proprietà. E se un Comune non ha abbastanza risorse? Si deve alleare.</p>
<p>Esistono Comuni troppo piccoli per farcela da soli. Pensiamo a quelli di montagna. Il territorio montuoso rende tutto più costoso. Costruire e mantenere un acquedotto per esempio è più costoso che in pianura. Il basso numero di abitanti fa sì che il costo della rete sia eccessivo. Se l’acquedotto mi costa 10mila € all’anno ed il mio paese ha 1000 abitanti, dovrei chiedere ad ogni cittadino 100€, ma se l’acquedotto costasse 50mila€ all’anno, dovrei chiedere ai cittadini ben 500€ all’anno per ciascuno. Una famiglia di tre persone dovrebbe versare 1500€ all’anno al Comune. Evidentemente impossibile. La stessa cosa accade quando parliamo di distribuzione dell’energia elettrica, di reti telefoniche, ancor più se parliamo di smaltimento dei rifiuti e di depurazione degli scarichi.</p>
<p>La soluzione dei liberisti è: dai tutto in mano al privato, è più efficiente. Ma se la gestione del servizio costa 50mila €, il privato può ridurne il costo solo riducendo il servizio. Oppure chiederà una tariffa da 500€ a persona all’anno, più qualcosa che serve per andare in attivo, a guadagnare. Mentre un soggetto pubblico si accontenterebbe di pareggiare il bilancio.</p>
<p>Immaginiamo che il nostro piccolo Comune confini con altri due Comuni di pari dimensione.  Supponiamo che i tre Comuni facciano un accordo per gestire insieme il servizio idrico. Abbiamo ora 3000 abitanti. Il lavoro necessario per fare funzionare l’acquedotto può essere suddiviso fra i tre Comuni. Non più tre squadre di operai, ma una sola, non più tre uffici tecnici, ma uno solo. È vero che così si potrebbero perdere posti di lavoro? È falso. Ai Comuni, migliorando il rendimento della loro macchina amministrativa e dei servizi, avanzerebbero risorse umane e finanziarie, con cui potrebbero fornire più servizi. Un privato invece licenzierebbe i dipendenti di troppo e porterebbe gli utili altrove, in qualche bella banca di un paradiso fiscale.</p>
<p>Questa ipotesi, in fondo, è intelligente, ma non piace. La gente fatica ad identificarsi con le proprie istituzioni. Si sente dire “il Comune deve …” oppure “la Regione deve …”, come se questi fossero soggetti estranei, lontani. Invece il Sindaco viene eletto dai cittadini, così come il Consiglio Comunale, e sono loro ad amministrare il Comune. Allora perché questo distacco?</p>
<p>Il motivo è storico, per lo meno qui in Friuli, e dipende dalla perdita della possibilità di gestire in modo comune il territorio e le risorse. Da secoli ormai i “comuni” sono l’espressione di una macchina amministrativa centralizzata, non il primo livello dell’amministrazione della cosa pubblica. Un tempo non era così: i cittadini erano partecipi della gestione e dell’uso di ciò che era comune, secondo regole condivise e molto precise. Ma stiamo parlando di un sistema che scomparve all’inizio del Rinascimento, almeno cinque secoli fa, e nessuno di noi ne ha memoria.</p>
<p>Oggi dunque siamo abituati a vedere l’amministrazione pubblica come un elemento estraneo, opprimente, diverso da noi, che non ci appartiene. Spesso le amministrazioni sono rette da politici, scelti da dei partiti, secondo meccanismi che sono estranei al nostro mondo. Spesso arriviamo alle elezioni e ci troviamo di fronte persone che non stimiamo, che non vorremmo mai avere come amministratori, ma sono state scelte dalle segreterie dei partiti. A volte abbiamo di fronte schiere di candidati che non ci piacciono e si finisce per non votare, o votare “il meno peggio”. Col risultato che alla fine gli eletti, per noi, rimangono sempre dei “loro”, distaccati, diversi, dotati di un potere che non sembra provenire dal popolo. Eppure la Costituzione lo dice chiaramente “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Insomma, l’Articolo 1 della legge fondamentale dice che a comandare siamo noi tutti, il popolo!</p>
<p>Allora direi che sia il tempo di tornare a comandare veramente. Scegliamo con cura i nostri rappresentanti. Che esistano pure i partiti, come è giusto che sia, ma rifiutiamoci di accettare i candidati che ci impongono. Chi ci amministra deve avere la nostra fiducia, e solo allora saremo pronti a capire che i servizi pubblici, devono essere pubblici per forza!</p>
<p>Inizierei andando a votare il 12 e 13 giugno, abrogando una serie di norme che tendono a togliere al popolo la sovranità, a tutto vantaggio di alcuni.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bepoglace.wordpress.com/869/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bepoglace.wordpress.com/869/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bepoglace.wordpress.com/869/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bepoglace.wordpress.com/869/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bepoglace.wordpress.com/869/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bepoglace.wordpress.com/869/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bepoglace.wordpress.com/869/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bepoglace.wordpress.com/869/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bepoglace.wordpress.com/869/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bepoglace.wordpress.com/869/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bepoglace.wordpress.com/869/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bepoglace.wordpress.com/869/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bepoglace.wordpress.com/869/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bepoglace.wordpress.com/869/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=869&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>96° anniversario della Grande Guerra</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 12:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riusciremo mai ad aprire gli occhi? A comprendere veramente cosa accadde in quei tragici anni? Nel maggio 1915 il re d&#8217;Italia dichiarò guerra al suo alleato austriaco, dopo avere verificato la possibilità di guadagnarci qualcosa in termini territoriali. Il risultato fu ridicolo, dal punto di vista territoriale, ma mostruoso dal punto di vista umano. Morirono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bepoglace.wordpress.com&amp;blog=3225217&amp;post=865&amp;subd=bepoglace&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riusciremo mai ad aprire gli occhi? A comprendere veramente cosa accadde in quei tragici anni?</p>
<p>Nel maggio 1915 il re d&#8217;Italia dichiarò guerra al suo alleato austriaco, dopo avere verificato la possibilità di guadagnarci qualcosa in termini territoriali.<br />
Il risultato fu ridicolo, dal punto di vista territoriale, ma mostruoso dal punto di vista umano. <strong>Morirono 650.000 soldati italiani, 947.000 rimasero feriti.</strong></p>
<p>Ancora oggi in Italia si usano parole simili a quelle degli interventisti del 1915, o dei fascisti che celebravano la &#8220;grandezza&#8221; di quella guerra.<span id="more-865"></span> Persino la più alta autorità della nostra Repubblica, il Presidente Giorgio Napolitano, continua ad usare in onore dei così detti 150 anni di unità nazionale (ma allora Trieste ed Udine non sono Italia?), toni e termini perfettamente analoghi a quelli del 1915, del tutto inadeguati ad un oggi che ha superato e dimostrato la follia di quella guerra.</p>
<p>Oggi viviamo in uno stato, la Repubblica Italiana, che &#8220;<strong>ripudia la guerra</strong> come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali&#8221;.<br />
Questo Stato fa parte dell&#8217;Unione Europea. Oggi non ho neppure più bisogno di esibire dei documenti per andare da Udine a Vienna o a Lubiana. E tutto questo non certo grazie all&#8217;orrore della Prima Guerra Mondiale, quanto piuttosto al superamento di quell&#8217;orrore.</p>
<p>La I Guerra Mondiale è stata una immane ed <strong>inutile carneficina</strong>, dove dei poveracci sono stati costretti ad uccidere altri poveracci, a tutto vantaggio di alcuni politici e regnanti. Tutti noi dovremmo ricordare con disprezzo quella guerra, ed invece di declamare le lodi ad una bandiera lorda di sangue degli innocenti, dovremmo <strong>andare nelle strade e strappare le targhe che le dedicano a dei bastardi criminali ed assassini come Diaz, Cadorna e tutti gli altri generali che mandarono al massacro centinaia di migliaia di giovani</strong>.</p>
<p>VIVA LA VITA!</p>
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