La vita nascosta

Un ambiente inimmaginabile, quello delle acque sotterranee, viene svelato nel nuovo volume della collana Habitat. Il ventesimo volume della serie, realizzato dal Museo Friulano di Storia Naturale di Udine per conto del Ministero dell’Ambiente, fa il punto sulle conoscenze relative ad ecosistemi che, pur essendo molto diffusi e più vicini a ciascuno di noi di quanto si possa sospettare, sono i meno noti.
Le acque sotterranee, siano esse entro sistemi carsici od in grandi falde alluvionali, sono ambienti estremi, dove la vita ha raggiunto livelli di adattamento incredibili ed in cui viene conservato un tesoro di biodiversità insospettabile. Ogni acquifero ospita delle specie endemiche ed esclusive, ovvero che esistono solo in quella massa d’acqua sotterranea. In definitiva, per quanto poco studiate, probabilmente le faune sotterranee sono su scala continentale quelle maggiormente diversificate e dunque più preziose dal punto di vista scientifico.
Nel corso della presentazione dei nuovi volumi della collana Habitat il dottor Fabio Stoch, autore del volume sulle acque sotterranee ed uno fra i maggiori esperti europei di stigofauna, ha voluto ricordare anche l’importanza delle acque sotterranee per ecosistemi ad esse collegati, come quelli di risorgiva, o semplicemente per l’uso umano. L’inquinamento diffuso delle acque superficiali fa sì che la grande maggioranza dei centri abitati italiani siano oggi serviti da acquedotti che prelevano acque sotterranee, alla sorgente o attraverso pozzi. L’esistenza di faune estremamente specializzate ed endemiche dimostra che le acque sotterranee sono effettivamente “protette” e dunque di adeguata qualità per l’uso umano. Dall’altro lato il progressivo inquinamento delle acque sotterranee sta producendo due effetti contestuali: la distruzione di elementi faunistici unici al mondo e la deplezione di una risorsa essenziale per l’uomo. Gli scarichi diretti al suolo o nelle acque superficiali, ma ancor più l’uso dissennato di fertilizzanti, insetticidi e fitofarmaci nelle aree con suoli estremamente permeabili, uniti ad un prelievo eccessivo ed incontrollato delle acque di falda, stanno creando problemi di estrema gravità, sia dal punto di vista ecologico che sanitario.
Gli organismi che vivono nelle acque sotterranee sono ottimi indicatori dello stato degli acquiferi. Quando qualche specie scompare repentinamente significa che qualcosa non va, che l’acquifero ha subito modificazioni ad opera dell’uomo. Conservare questo tesoro di biodiversità è un dovere per società che si reputano avanzate dal punto di vista culturale ed economico, allo stesso tempo farlo significa tutelare una risorsa primaria come l’acqua.
Sperare che chi ha la responsabilità politica di gestire il nostro territorio legga il volume Acque sotterranee è forse utopistico, ma se ciò accadesse forse potremmo finalmente iniziare a mettere in atto una gestione responsabile, a salvaguardia sia della fauna stigobia che dell’umanità.

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