Fischi per fiaschi

L’informazione che non mi piace

E’ rimbalzata sui media una triste storia di cronaca, che riguarda una ragazzina venduta dai genitori come sposa ad un uomo. La vicenda è venuta a galla quando la dodicenne ha partorito in ospedale. I medici si sono evidentemente resi conto che c’era qualcosa di terribilmente strano ed hanno consentito l’avvio di indagini. I risultati sono stati soprendenti (in senso negativo). A undici anni la ragazzina è stata venduta dai suoi genitori alla famiglia dello sposo per una cifra pari a 17.000 Euro, un anno dopo ha dato alla luce una bambina qui in Italia.
La storia in altre aree del mondo sarebbe purtroppo vista senza stupore alcuno. In Italia, dove questo genere di cose non accade da almeno un secolo (non crediate di più) ha avuto il giusto rilievo ed ha destato scandalo. Quello che mi ha fatto impressione, a parte l’inumanità di questa vicenda umana, è che noi italiani non abbiamo capito niente. I giornali hanno detto che la ragazzina è serba ed è stata venduta ad un cossovaro di religione mussulmana. Hanno aggiunto che la stessa ragazzina avrebbe detto che quanto le è accaduto nella regione da cui proviene “è normale”. C’è una pericolosa commistione fra correttezza dell’informazione e superficialità.
Probabilmente la ragazzina è cittadina serba, mentre lo sposo “acquirente” è cittadino del territorio del Kosovo. La sostanza dei fatti non cambia, ma chi conosce i serbi e la loro cultura sa molto bene che in Serbia non è per nulla normale che accadano cose del genere. I Serbi sono gente civile e degnissima, forse dovremmo conoscerli prima di giudicarli. E poi giudicare un popolo è sempre un’operazione pericolosa, si cade nei luoghi comuni, che sono sempre sbagliati.
In Italia poi siamo abituati a fare confusione con leggerezza fra cittadinanza, nazionalità e cultura. Forse è un complesso che ci portiamo dietro, perché nel fondo del nostro cuore sappiamo di essere tutti cittadini di un grande Paese, ma che questo non coincide con una sola nazione. Siamo portati allo sciovinismo, ma c’è anche tanta ignoranza, troppa.
Sospetto che la ragazzina “serba” non sia per nulla serba. In Italia non ci degnamo di capire cosa succede e cosa c’è al dilà dell’Adriatico. Questo mare per gli italiani è un muro.
Siamo dei pasticcioni. Confodiamo i Rom coi Rumeni, il che non è cosa da poco. Ora consideriamo Serbi gente che probabilmente non lo sono. La cosa straordinaria è che nessuno si sogna ancora di chiamare Italiano un ragazzino con la pelle nera nato nel nostro paese, che è cittadino italiano, cresciuto in Italia e magari parla la nostra lingua molto meglio di tanti indigeni.
Tutta questa ignoranza e questa confusione giovano solo a chi vive sul razzismo ed a chi fa male il proprio mestiere. Si, perché cari amici giornalisti, il dovere di un professionista è verificare le cose prima di scriverle. Altrimenti bisogna fare come me in questo articolo: si dichiara di fare ipotesi. Ben diverso da spacciare congetture per verità.

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2 Risposte to “Fischi per fiaschi”

  1. rabishe Says:

    ho letto con attenzione il suo articolo….ma non capito…cosa pensa che sia allora questa ragazza?di che nazionalità?vuole dire forse kosovara…io lo sono e non escludo che i genitori abbiano potuto vendere la figlia dandola in sposa, questo 20 anni fa è successo; adesso non ne ho più sentite di storie del genere….di dodici anni poi??!!!!non credo proprio.
    Comunque cosa pensa che sia questa ragazzina, se non serba allora cosa?
    Attenzione,io non voglio dire che sia serba eh…perchè non lo so sinceramente e non mi permetterei di dire qualcosa tanto per…

  2. bepoglace Says:

    Non posso fare ipotesi fondate, ma sono dell’idea che i giornalisti italiani abbiano fatto molta confusione. In questo paese al momento c’è la moda di raccontare storie terribili sui popoli dei Balcani. Tutto quello che ho scritto infatti è dubitativo, l’unica cosa su cui mi sento in grado di fare ipotesi è che le notizie riportate dai giornali siano confuse, non so se per ignoranza, o per comodità politica. Conosco serbi, albanesi, macedoni, montenegrini ed ascolto cosa mi raccontano delle loro terre e della loro gente. La storia è terribilmente autentica, ma dubito sull’indicazione certa dell’etnia. Non mi piace confondere i documenti con l’identità vera delle persone e sopra tutto non mi piace l’idea di dare tutte le colpe sempre e solo ad uno o due popoli, come se il male fosse di qualcuno e non fosse presente in tutta l’umanità.

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