Il senso della misura

Udine al servizio del pallone, costi quel che costi?

Da lungo tempo era programmato allo stadio Friuli di Udine un concerto di Vasco Rossi. L’evento è decisamente importante, dato che il grande rocker riesce sempre a muovere un vero e proprio popolo di fan. Tutto a posto, il Comune di Udine, proprietario dello stadio, mette a disposizione la struttura. Poi, una brutta sera, arriva una richiesta da parte della federcalcio per lo stadio. La nazionale di calcio dovrebbe fare una partita due giorni prima del concerto di Vasco. La notizia l’ho appresa dai media locali, non che possa sapere esattamente cosa accade nelle stanze di palazzo D’Aronco, ma l’idea che mi sono fatto non è per nulla soddisfacente.
Il Comune non ci pensa su due volte e si mette a disposizione del Dio Pallone (è una bestemmia?). Poi però qualche rotella nel cervello inizia a girare: si può preparare lo stadio per il concerto in due giorni? Riusciranno i nostri eroi a montare il palco in due giorni? Oh, no, ci vuole più tempo. Mica potranno montare l’impianto e fare il sound check alle otto di sera del giorno in cui si tiene il concerto.
Iniziano frenetiche trattative e riunioni. Da cittadino informato attraverso i media ho capito che al Comune non passa nemmeno per la mente l’idea di dire di no alla partita di calcio, mentre si cerca una soluzione raffazzonata per fare il concerto. A casa mia, quando prendiamo un impegno, lo manteniamo. Il Comune di Udine ha detto di si ad Azalea Sound per organizzare il concerto di Vasco allo stadio Friuli molto prima che la FIGC inviasse il suo ordine. Perché a casa mia quello della federcalcio è un ordine, mica una richiesta. Fatto sta che il Comune, pur di servire il calcio, religione indiscutibile di ogni cittadino della Repubblica, è ben disposto a fare migrare Vasco altrove. Magari in Veneto o a Trieste, indifferente, perché alla nazionale di calcio non si può dire di no. A costo di venire meno ai patti, di rimangiarsi la parola data, di perdere sia un’occasione che la faccia verso un’organizzazione che probabilmente non avrà più una favorevole immagine di Udine. Insomma, non solo la città rischia una figuraccia, perché chi viene meno ai patti è indegno di stima, ma potrebbe tagliarsi fuori da un sistema di iniziative dello spettacolo che proprio non possiamo perderci. Perché Udine è la Solit-Udin come si intitola un pezzo della DLH Posse. La gente si lamenta che non c’è mai nessuno in giro, non succede niente, non c’è mai un concerto, mai una cosa per trovarsi e divertirsi fra giovani e quasi-giovani. Adesso i nostri amministratori rischiano di giocarsi quello che c’era. E sinceramente non la trovo una buona idea. A parte il mio disprezzo per lo spettacolo del calcio, che non viene certamente condiviso dagli altri cittadini, vi sembra una situazione accettabile questa? Secondo me no.
I giornali locali riportavano due giorni fa l’entusiasmo del Sindaco Honsell per il Rototom Sunsplash, iniziativa da studiare, sostenere ed imitare, perché porta tanta gente in Friuli con la musica. Ora nel comune da lui retto si gioca quasi un concerto importante. Accidenti, non mi ha nemmeno dato il tempo di posare la matita copiativa con cui l’ho votato alle elezioni comunali che già mi crea problemi il Magnifico!
Comunque spero sempre che in Comune rinsaviscano e che in caso di incompatibilità dicano di no alla nazionale di calcio, per lasciare che Udine ospiti il concerto del grandissimo Vasco. Vado al massimo!

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