Sicurezza, diritti, discriminazione, confusione

Il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, ha preso una posizione decisa nei confronti del così detto “pacchetto sicurezza” proposto dall’attuale Governo italiano. Secondo Hammarberg le misure che l’Italia intende addottare “violano i diritti umani e i principi umanitari e possono provocare ulteriore xenofobia” (Fonte: Adnkronos).
Non dico che Hammarberg abbia del tutto torto, non posso farlo perché come tutti i cittadini italiani ho un’idea piuttosto vaga di quanto il Governo ha previsto nel pacchetto sicurezza. I media riportano frammenti di notizie, pareri provenienti dalle più disparate aree culturali del paese, ma come al solito non abbiamo le idee chiare sui provvedimenti adottati ed in via di adozione. Certo è che la coalizione che oggi sostiene il Governo dell’On.le Berlusconi ha fatto della questione sicurezza un cavallo di battaglia, elemento fondamentale in campagna elettorale e quindi priorità di governo.
Per quanto io sia contrario alla politica del Presidente Berlusconi nella maggioranza dei casi, non posso che rilevare un fatto: il Governo sta affrontando i temi che aveva portato in primo piano durante la campagna elettorale. Che lo faccia nel modo giusto o sbagliato è un altro discorso.
Le misure del pacchetto sicurezza stanno generando molte critiche, alcune giuste, altre che non condivido. Per esempio non ho ancora capito cosa ci sia di così drammatico nell’idea di raccogliere le impronte digitali di coloro che vivono nei campi nomadi. Questa è una delle misure proposte, a quanto mi è dato sapere. Quando feci la visita di leva presero le mie impronte e la cosa non mi fece per nulla impressione. Lo Stato sa chi sono, dove vivo, che mestiere faccio, conosce fino all’ultimo centesimo i miei guadagni, ma la cosa non mi fa sentire meno libero, né mi preoccupa minimamente.
Capiamoci, se mi dicessero che vogliono tatuare un numero sul braccio a tutti i nomadi per identificarli, allora penso che andrei su tutte le furie. Ma il Ministro Maroni non è uno sprovveduto, ed anche se molti militanti del suo partito metterebbero volentieri i reticolati attorno ai campi dei Rom e dei Sinti, lui non lo ha proposto. Chi vive in questo Paese dovrebbe rispettare le sue leggi ed essere noto alle autorità, non ci trovo niente di male in questo. Credo che moltissimi Rom e Sinti siano daccordo con me! Ma ovviamente questo discorso vale anche per gli industrialotti lombardi, che spesso vogliono evadere le tasse, o che risparmiano sulle dotazioni di sicurezza, o magari che fanno lavorare in nero gli extracomunitari. Vale per tutti, la legge, e questo principio deve essere condiviso.
Pare che l’Italia abbia l’espulsione facile, ovvero che l’attuale Governo tenda a respingere gli immigrati clandestini anche se ci sono ragionevoli timori per la loro incolumità una volta rimpatriati. Questo mi sembra plausibile, la gente chiede di respingere i clandestini ed il Governo ha un forte spirito populista. Credo che prima di respingere un immigrato sia necessario verificare perché ha scelto la via della clandestinità. Se lo ha fatto con dolo deve essere respinto, se invece è in fuga di fronte a persecuzioni, deve essere aiutato. Mi rendo conto che questo implica un impegno enorme da parte delle forze dell’ordine e determinerebbe spese incredibilmente elevate per lo Stato, tuttavia è l’unico modo in cui si dovrebbe comportare un Paese che si ritiene, con buona ragione, civile.
D’altro canto sono costretto a ricordare che i governi retti da uomini di sinistra non hanno brillato in fatto di solidarietà. Non mi pare di ricordare grandi impegni a favore dei perseguitati.
Un caso controverso, ai tempi della presidenza Dalema fu sicuramente quello di Abdullah Öcalan. Pur sapendo che in Turchia rischiava la pena di morte, l’Italia lo invitò a levarsi dai piedi, senza neppure avviare una verifica per la concessione dell’asilo politico. Certo, all’epoca Öcalan venne invitato a lasciare il paese, non estradato in Turchia, ma se la forma appare diversa, la sostanza è che venne spinto in territori meno sicuri, dove venne puntualmente catturato dai turchi. Era considerato un terrorista, ma allora avremmo dovuto trattenerlo, non farlo allontanare. I terroristi si arrestano e processano, non si invitano a lasciare l’Italia! La verità è che la Turchia è un partner commerciale importante per il nostro Paese e quindi il nostro Governo non poteva permettersi di provocare un incidente diplomatico. Sono le stesse ragioni per cui l’Italia non batte ciglio quando si propone (sbagliando) di fare entrare la Turchia nell’Unione Europea.
Ciò che mi preoccupa, in realtà, è l’impossibilità di capire che tipo di misure realmente verranno prese per gestire i problemi dell’immigrazione, delle popolazioni nomadi, delle aree di illegalità. Ho l’impressione che si agisca con eccessiva fretta, individuando delle soluzioni da osteria, che non portano mai a risultati. Inoltre non ho ancora capito se ci saranno o meno tagli finanziari per le forze dell’ordine. Intanto si mettono in campo tremila militari, che bontà loro fanno un altro mestiere nella vita e sono pochi.
L’impressione che ho è che manchi una discussione seria, un ragionamento, una valutazione tecnicamente attuabile dei problemi del Paese. Insomma, a parte le questioni puramente ideologiche, non vorrei che anche questa volta le cose venissero fatte “all’italiana”.

Annunci

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: