Appunti di viaggio – 20080810

San Lorenzo, cadono le stelle. Siamo entrati nel pieno dell’isteria ferragostana. Follia collettiva in cui ti devi rilassare. Ed in genere ne esci con la necessità di un mese di analisi ed ansiolitici almeno fino alla prossima sberla nevrotico emotiva di Natale. Un lavoraccio. Il problema è che non esiste un allenamento specifico per le “ferie d’agosto”. Sono una prestazione sportiva per il sistema nervoso centrale. Dovremmo andare tutti a Beijing alle Olimpiadi. Ma forse il governo cinese non ci permetterebbe di essere nervosi. In Cina sembra non sia permesso fare niente.
La giornata doveva essere splendida, con cielo terso. L’aveva promesso il servizio meteorologico regionale. Invece ci sono nubi. Ho voglia di andare in montagna, non ci vado da quando sono stato con Alessio sui Brentoni. Anche quella fu una giornata nuvolosa.
La montagna questa settimana sarà piena di gente. Siamo sotto ferragosto. Ho dovuto rinunciare a percorrere la via ferrata “dei 50” con Alberto. Troppo lunga per me. Parliamo di un dislivello totale in salita fra i 1300 ed i 1400 metri. Almeno dieci ore di cammino e ravanata. Ho paura che i muscoli non mi assistano in discesa. Muscoli stanchi = storte. Meglio andare avanti con calma nell’allenamento. Restituire al corpo l’abitudine a fare fatica sul serio.
Ripiego su una passeggiata in Val di Suola, sopra Forni di Sopra. Così passo a trovare il mio amico che gestisce il rifugio Flaiban Pacherini. Fino al rifugio il dislivello è solo di 700 metri. Poi si vedrà.

Forni di Sopra è un bordello. C’è quasi più gente che a Cortina ed a Courmayeur. Non ci si muove. Quando siamo pronti a moverci dall’auto mio padre attacca un’invettiva, contro “quelli che ogni anno vanno in vacanza sempre nello stesso posto per remenarsi fra la casa e l’osteria”. Penso che piuttosto che fare una cosa del genere sia meglio lavorare. Ma non sottoscrivo l’anatema.
Dicono che io sia un intollerante, ma la mia idea in verità è: “fai quel che ti pare, finché non rompi le palle a me”.
Chi se ne frega di come sta gente passa le proprie ferie. Affari loro, dico io. Penso che, d’altro canto, loro ritengano degli imbecilli quelli che durante le ferie faticano, o girano l’Italia in modo scomodo con roulotte al seguito. A me è piaciuto molto farlo, coi miei genitori, da quando avevo 2 anni fino ai 18. Poi ho smesso. Non perché ce l’abbia su coi miei, ma per me “vacanza” significa stare in pace. E stare in pace vuole dire vivere, tenere ritmi, girarmi come piace a me. Con la famiglia non si può fare. Genitori, bambini, cani, gatti, canarini, nonni … bello. Ma se sei legato in quel modo 350 giorni all’anno, se già devi accettare e sopportare orari, appuntamenti, obblighi sociali per tutto l’anno. Ma perché uno dovrebbe farlo anche in vacanza?
Perché la gente è fatta così. Affari loro. L’importante è che non pretendano che io non sopporti ste menate anche in quei pochi, pochissimi giorni, che formalmente sono “liberi”. Quei giorni in cui mi dovrei “rilassare”, ricaricare le pile. Anche perché vorrei capire come si fa a tirare avanti per anni senza avere un periodo di relax. Anna osserva che sono sempre scontento. Ha ragione. Negli ultimi anni mi rompe persino andare al raduno speleo. Anche quello sembra un obbligo sociale.
Ma insomma! Lasciatemi difendere i villeggianti. A queste persone piace “bagolare” fra la strada principale di Forni di Sopra e l’area giochi oltre il fiume. Per loro è rilassante percorrere la strada forestale che va in piano verso la Dria. Benedetta l’ora in cui lo possono fare. Mio padre inveisca pure contro chi non fa come lui. In fondo è l’unica cosa “normale” che fa. Tutti disprezzano chi è diverso. Tutti dicono che “quello è scemo” perché non fa come loro. A me, sinceramente, fa piacere vedere sta gente rilassata. Mi fa ancora più piacere sapere che non si faranno mai tre ore di cammino per andare al Passo di Suola, averli tutti lassù mi avrebbe dato fastidio. Vivere e lasciar vivere. Ognuno viva come gli pare. Per primo io!

PS: alla fine siamo arrivati al Passo di Suola. Bel posto panoramico, una vista mozzafiato sui torrioni dolomitici del gruppo del Pramaggiore. Il dislivello in totale pare che sia sui 1100 metri, non male per un giovane mal messo ed un ultrasettantenne.

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Una Risposta to “Appunti di viaggio – 20080810”

  1. Libru » Appunti di viaggio - 20080810 Says:

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