Appunti di viaggio – 20080812

Fastidio. Oggi tutto sembra un fastidio. Dev’essere il caldo afoso portato dallo Scirocco. Quando sono uscito di casa per fare un giro in bici, alle sei di sera, sentivo odore di mare. Udine dista 29 km dal margine della laguna. Se si sente odore di acqua marina significa che il vento spira da Sud, e porta umidità sulla pianura. Porta acqua ed energia. Per scatenare temporali. Se per caso arriva aria fredda dalle Alpi, sono guai. Venerdì scorso una tempesta ha fatto molti danni nella fascia fra il Tagliamento e la costiera triestina. Due persone sono morte a Grado perché un albero è crollato sulla loro tenda. Padre e figlio. Il padre teneva vicino il figlio per rassicurarlo, aveva paura del temporale. Nemmeno l’amore di un padre può fermare un albero che ti crolla sulla testa.
Ad ogni modo mi sono fidato. Ho fatto un giretto in bici, giusto per muovere le gambe. Pulire i muscoli dall’acido lattico accumulato domenica. Forse avrei dovuto farlo ieri. Alla fine invece di fare una passeggiata pedalando ho provato a fare un po’ di corsette. Ho percorso solo 20 km, ad una media ridicola di 24 km/h, ma ho fatto qualche scatto a 35 km/h e lunghi tratti a 26 o 27.
Uso una bicicletta che definirei “normale”. Oggi le chiamano city bike. Bicicletta. Col carter sopra la catena, il portapacchi, il campanello, ovviamente i fanalini collegati ad una dinamo. Rigorosamente lampadine ad incandescenza.
Non amo la bici. Dal 1976 al 1998 è stato il mio unico mezzo di trasporto. La prima bicicletta acquistata coi miei risparmi fu quella che comprai a 10 anni. Ci andai a scuola ogni giorno fra le medie e le superiori. Il pomeriggio, durante l’estate, ci giravo tantissimo. Con il mio amico Alessandro facevamo 40 km senza accorgercene. Un giorno portammo con noi un amico, che non aveva le nostre abitudini, dopo 32 km crollò e dovemmo andare a chiamare i suoi genitori perché lo andassero a prendere in auto. Qualche volta sono andato a fare il bagno nelle Valli del Natisone in bicicletta. 30 km all’andata, 30 km al ritorno. E nessun pensiero.
Mi fa ridere pernsare che oggi, a quasi vent’anni di distanza, mi sento particolarmente valido quando percorro 40 km nel tardo pomeriggio. Oggi poi ho i pantaloni a salopette da ciclista. In lycra, con l’imbottitura per difendere fondoschiena a testicoli. Quando indosso la salopette mi sembra di essere Freddie Mercury. Lui però stava molto meglio di me. Accidenti.
La bicicletta è l’emblema della mia adolescenza. Gli altri avevano il motorino. Il Ciao della Piaggio. Lo elaboravano in modi improponibili. Pensavano che così corresse di più, ma nella maggior parte dei casi il motorino invece dei 50 km/h finiva per farne 45 o 40. Però facevano molto rumore. E li dipingevano in modi strani. C’era molta fantasia e certi garage diventavano officine. Oggi non si può più. Non perché lo vieti la legge, come allora, ma perché gli scooter sono elettronici al 100% e nessuno riesce a metterci mano senza mezzi fantascientifici. Ad ogni modo niente nostalgie. Ho provato sia i vecchi Ciao degli amici di un tempo che gli scooter moderni. Voto per gli scooter. Tirano via come schegge, hanno una tenuta di strada che è molto migliore e, sopra tutto, frenano in modo decente. Con gli scooter in Grecia tiravamo via a 60 o 70 km/h sulle strade di montagna senza paura. E senza casco … stupidaggini di gioventù, fatte a trent’anni.
Fatto sta che oggi in bicicletta riuscivo a fare degli scatti. Allora sentivo un bruciore salire sui quadricipiti femorali. Quel fuoco che ti dice “guarda che non abbiamo abbastanza ossigeno”. E’ bellissimo. Una sensazione che per me è splendida. I muscoli che chiedono ossigeno, i polmoni che si aprono, l’aria corre avanti ed indietro fra naso e bocca. Il respiro prende il ritmo seguendo il movimento delle gambe. Il cuore accelera, poi rallenta un po’ e prende anche lui il ritmo giusto. Si inizia a provare la fame. Ma non è gola, non voglia di mangiare, è bisogno di carboidrati. E’ il fegato che grida “DATEMI CARBURANTE!!!”.
Bello. Bello. Bello! Nonostante la bicicletta.

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Una Risposta to “Appunti di viaggio – 20080812”

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