Caucaso

Un nome che evoca atmosfere esotiche. Montagne altissime e scintillanti di ghiacci. Il confine fra Europa ed Asia verso Sud. Così ci hanno insegnato a scuola.
In questi giorni una guerra si combatte in Georgia. Una fra le tante. Il crollo dell’Unione Sovietica ha destabilizzato un intero continente e, sebbene siano passati quasi vent’anni, la situazione politica non si è ancora assestata. Non lo può fare, in un mondo che non ha più orientamenti chiari.
La Russia ha trovato un buon pretesto per invadere la Georgia. Tutto è iniziato in Ossezia Meridionale, una regione che formalmente fa parte della Georgia, ma si è dichiarata da tempo repubblica indipendente. In Ossezia vivono moltissimi russi. Pare che gran parte degli abitanti dell’Ossezia Meridionale abbia la cittadinanza russa. Il governo georgiano ha deciso di dare una stretta all’indipendenza dell’Ossezia Meridionale, mandando l’esercito a prendere il controllo della zona. O per lo meno a provarci. I russi erano presenti in zona con una “forza di interposizione”, formalmente a protezione dei loro cittadini. Pare che i militari georgiani abbiano ucciso una decina di soldati russi. Tanto è bastato per dare il via all’intervento. I georgiani bombardano l’Ossezia Meridionale, i russi bombardano i georgiani. L’esercito russo, più potente, invade buona parte del territorio della Georgia.
In verità il problema è, come sempre, molto più complesso. Non riguarda la semplice voglia di indipendenza degli osseti, di cui a Mosca non importa un bel niente.
La Georgia ha avviato un processo di avvicinamento alla NATO. Se aderisse all’alleanza le forze armate americane potrebbero avere basi sul versante meridionale del Caucaso alla luce del sole. Oggi i consiglieri militari USA devono ancora fingere di non esserci. Per la Russia significherebbe essere circondata da due lati dalla NATO. Ragionamenti da guerra fredda? Si, non è mai finita. La “guerra fredda” non è stata la contrapposizione fra il sistema comunista e quello capitalista, ma fra due grandi potenze mondiali: Russia e Stati Uniti. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica la Russia ha impiegato un po’ di tempo a riprendersi, ma ce l’ha fatta. Boris Eltsin ha iniziato il lavoro, ma Vladimir Putin lo ha portato a compimento. Oggi la Russia è un paese aperto all’economia di mercato, produce ed esporta risorse essenziali per l’Europa (petrolio e sopra tutto gas). E’ ritornata in sella e nonostante la crescita economica cinese, è ancora una superpotenza, con un arsenale nucleare sterminato, con forze armate di dimensioni imperiali, un territorio immenso. Gran parte dell’Eurasia è sotto il controllo di Mosca.
Vladimir Putin, da buon ex ufficiale del KGB, non ha promosso la democrazia. Ha preso il controllo del paese. Si è accordato con gli ex compagni, ha chiuso due occhi sull’attività della criminalità organizzata, ha sostenuto i gruppi di affari più o meno leciti. La Russia oggi è un paese più ricco, ma i russi sono rimasti poveri come ai tempi del comunismo. Con uno svantaggio: oggi ogni cosa deve essere acquistata a suon di denaro. Quindi se sei povero potresti non avere una casa calda e qualcosa da mangiare. Si aspettavano una nuova primavera di libertà, invece sono passati dalla dittatura del proletariato (del Partito) a quella della così detta mafia russa. Volete vedere chi domina oggi la Russia? Fatevi un giro a Cortina d’Ampezzo. Quando vedete qualche armadio di due metri che spalleggia un tizio, accompagnato da una bionda con due metri di gambe, carichi di gioielli e vestiti costosi, allora avete di fronte un russo. Gente che è pronta a pagare qualunque cosa a prezzi doppi rispetti ad un miliardario italiano (miliardario in euro).
Ora gli USA si dimostrano un po’ scocciati. Invitano la Russia a ritirarsi dalla Georgia. Ma non possono alzare troppo la voce, perché sono in grosse difficoltà economiche e stanno combattendo due guerre in Asia. L’Europa fa la parte più patetica in questo quadro. I russi ci tengono letteralmente per il collo. L’inverno si avvicina. Se Gasprom chiude i rubinetti, l’Italia batte i denti. Ed all’Italia va anche bene, perché ha un clima tutto sommato mite. Immaginate altri paesi, senza il gas russo. Ed immaginate le centrali termoelettriche a gas che si fermano. Alzare la voce con i russi non è possibile. A meno che non si voglia fare l’enorme idiozia di invadere la Russia. Ci hanno provato Napoleone ed Hitler. Due che si sono rotti le corna su quelle pianure. E se non ci fossero morti decine di migliaia di poveretti partiti dai nostri paesi, potrebbe anche non importartci molto. Il discorso è che la Russia è grande, è potente, è sterminata e non conosce bene il significato del termine “diplomazia”.
I russi faranno quel che gli pare in Georgia, e noi staremo a guardare. Come siamo stati a guardare quando gli americani hanno inventato una scusa per attaccare l’Iraq, come quando ci hanno coinvolti nella guerra contro la Serbia, come ogni volta in cui i giganti modiali si scontrano. Noi europei, che continuiamo a fare i furbi per soddisfare piccoli interessi locali, travestiti da nazionalismo, rimarremo marginali e deboli.
L’idea che Putin possa ridermi in faccia mi infastidisce, parecchio. Ho comprato quaranta quintali di legna da ardere per la mia stufa.

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