Appunti di viaggio – 20080909

Lavoro di squadra. Cambiamenti in corso. Passare una intera giornata a discutere su come lavorare in futuro è snervante. Immaginare sviluppi, programmi, confrontare idee. Intrattenere relazioni, crearne di nuove, cercare l’appoggio ed il compromesso. Fa parte della vita.
Può provocare un mostruoso mal di stomaco, scompensi assortiti a pressione, battito cardiaco, umore ed attitudini serali.
Ti svegli al mattino e ti senti un leone. I muscoli svegliati dal nuoto dei giorni passati. Il cuore che pompa felice di potere tornare a fornire la potenza necessaria ad affrontare chissà quali fatiche. Invece rimane fustrato. Deve solo fornire ossigeno al cervello di uno seduto su una poltroncina da ufficio. Mentre le orecchie gridano vendetta tormentate da auricolari che gracchiano la voce stridula di interlocutori connessi alla rete dei cellulari. Telefoni che girano filmati, scattano foto, gestiscono software, riproducono brani musicali e, nel tempo libero, telefonano.
Il mondo è fatto così, quello sensibile intendo. Dobbiamo interagire con decine di altri individui. Arriva una telefonata. Sei altrove. Chiedono di essere richiamati. Richiami. Nessuno risponde. Nel frattempo sul cellulare ti hanno trovato in cinque, ponendoti cinque problemi diversi, formulando almeno una decina di domande differenti, cui devi dare una risposta subito, ostentando sicurezza.
Una collega rimane un po’ male, l’ho capito dal tono della voce, perché le chiedo di richiamare il pomeriggio, non ho le informazioni richieste a memoria o sotto mano. Incredibile, ogni tanto il mio mostruoso database mentale fa cilecca, o non contiene i dati che interessano in quel momento. Fioccano telefonate, devo interrompere colloqui e riunioni per rispondere, sono persone “alte in grado”, non si può lasciare suonare a vuoto. Mi chiedono di risolvere problemi che le loro strutture non sono in grado di affrontare. So che nel 90% dei casi non mi diranno neppure “grazie”. Avrò l’onore di essere nuovamente contattato alla bisogna, perché sono diventato un’autorità.
Sembra una presa in giro.
E’ una solenne presa in giro.
Undici anni di lavoro, studio, crescita professionale. Altro che balle. Aggiornarsi è l’unico modo per stare al passo, per fornire servizi utili. Che servono, altrimenti non si sognerebbero di venirmi a rompere le scatole a tutte le ore dal lunedì al venerdì, talvolta anche il sabato. Ma quando si tratta di pagare, la mano che è tanto lesta sulla tastiera del telefono, ha un crampo. Grippa. Si inceppa il meccanismo fine di regolazione dei movimenti muscolari.
La mano umana è una macchina splendida, incredibile. Eppure non sembra essere stata creata per firmare contratti e dispositivi di pagamento. Tranne la nostra ovviamente, quella di chi lavora e non regge i cordoni della borsa.
Ce strache!
Po’ bon, anche per oggi è finita. Alla televisione non c’è nulla, sempre che non voglia guardarmi uno stuolo di ragazzine in concorso per Miss Italia. Si scrivono due scemenze sul blog, si sistema la galleria fotografica, una telefonata utile (almeno una) alla morosa. Vorrei scattere una foto alla luna, stassera è splendida. Ma la becco sempre a mezza crescente, diventerò monotono.
Takšno je življenje.

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Una Risposta to “Appunti di viaggio – 20080909”

  1. Libru » Appunti di viaggio - 20080909 Says:

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