Appunti di viaggio – 20080910

Pirati al volante

Questa mattina, alle 10:52, ho rischiato di essere ucciso sulla strada.
Stavo viaggiando sulla Strada Statale 353. Uscito da Pozzuolo vedo che il semaforo dell’incrocio che porta a Lavariano passa al giallo. Viaggio a bassa velocità, mi trovo ad una cinquantina di metri dall’incrocio. Rallento e mi fermo. Nell’esatto istante in cui sono fermo scatta il rosso. Innesto la prima ed alzo lo sguardo al retrovisore.
Terrore!
Un camion sta arrivando a velocità sostenuta. E’ rosso. Vedo i fanali diventare sempre più grandi, non accenna a rallentare. A destra ho un po’ di spazio, ho la marcia innestata, sterzo tutto e dò gas. Il camion a pochi metri da me dà una frenata, sbanda a sinistra e mi sfila accanto. Passa ad una spanna circa dallo specchietto sinistro. Vengo investito dall’aria calda spostata dal mezzo pesante. Attraversa di gran carriera, in pieno rosso, l’incrocio. Per fortuna non passa nessuno. Gli pianto una suonata di clacson.
Dopo un po’ scatta il verde. Vedo il camion che si allontana sul rettilineo prima di Mortegliano. Sbanda ogni tanto. Non può correre come vorrebbe perché ci sono troppe auto e fugoni in mezzo. Senza pensare parto e lo seguo. Lentamente lo raggiungo, all’altezza di Mortegliano. Svolta in una laterale. Un’auto si frappone, ma ce l’ho davanti.
In quel momento penso “volevi ammazzarmi, ed io adesso ti prendo a sberle”. Avrebbe dovuto essere molto grosso, molto bravo e molto resistente quel camionista per sfuggirmi in quel momento. L’adrenalina in circolo è a concentrazioni elevate. Dopo il primo attimo di stordimento, nei cinque minuti passati a seguire il camio, è montata la rabbia. Se fossi riuscito a fermarlo in quei minuti, sono certo che avrebbe le mie cinque dita stampate in faccia.
Poi ragiono.
Perché devo finire in galera?
Se gli dò una sberla, quello mi denuncia.
Questo individuo ha rischiato di ammazzare me ed altre persone. E’ un pirata della strada, è lui che deve essere messo a piedi, privato della patente di guida. Perderebbe il lavoro? La mia vita vale di più, immensamente di più del suo lavoro.
Ma non sapevo come fregarlo. Che faccio? Chiamo la Polizia Stradale e gli racconto cosa è successo? Non so se questa cosa possa servire. E poi non lo posso continuare ad inseguire. Devo andare a lavorare anche io!
Così ho deciso. Gli fotografo la targa, poi ci penso. Dal basso della mia ignoranza è stato sfiorato un omicidio colposo, il mio. E non mi pare una bella cosa.

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3 Risposte to “Appunti di viaggio – 20080910”

  1. Libru » Appunti di viaggio - 20080910 Says:

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  2. Andrea Says:

    Pubblichiamo la targa sulla Scintilena, almeno andiamo in galera in due e ci facciamo compagnia raccontandoci di come si sta bene in grotta!

  3. bepoglace Says:

    Lascia perdere Andrea, hai famiglia tu!

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