Alitalia

La faccenda vista da un cittadino indignato

Trattativa fallita. La CAI lascia. Si va al fallimento. I dipendenti Alitalia esultano.
O sono troppo stupido per capire, o c’è qualcosa di realmente contorto in questa vicenda. Che comunque riassume in sé molti dei mali dell’Italia.
L’Alitalia, compagnia aerea di bandiera, un tempo “di Stato”, è ridotta al fallimento. Mancheranno i passi legali, ma di fatto incassa meno di quanto spende ed ha esaurito i soldi, insomma è sul lastrico.
Per risolvere il problema mille discorsi e manovre. Si fanno avanti linee aeree di altri paesi che, nella logica moderna del trasporto aereo e della finanza, vogliono aggregare più compagnie per creare delle super-società in grado di assorbire gli urti di un’economia mondiale disastrata. Ma le proposte di Air France fanno insorgere un po’ tutti. Primeggia il Presidente Berlusconi che, indignato, chiama gli imprenditori italiani ad un gesto d’orgoglio. Non diamo la nostra compagnia di bandiera in mano agli stranieri!
I sindacati, rappresentanti dei lavoratori, si mettono di traverso. La trattativa con Air France salta. Dopo un po’ viene creata una società italiana, questa CAI, che prende a trattare.
Non si discute semplicemente di prezzo, ovvero di quanti soldi sborsare per acquistare una compagnia aerea che, pur avendo aerei e slot, non vale formalmente un fico secco, dato che è piena di debiti. Si discute del personale e del piano industriale.
Da sempre gira voce che Alitalia fosse un importante “refugium peccatorum”, scatolone deputato ad accogliere raccomandati da ogni parte. Posti garantiti e pagati profumatamente a disposizion dei politici, che lo hanno riempito di personale in eccesso. Oggi, all’improvviso, scopriamo che Alitalia è un esempio di pazzia aziendale. Sembra creata non per garantire i traspoti aerei, ma per garantire stipendi da favola a centinaia di amici degli amici.
Ogni ora una buona nuova. Ora spunta la notizia secondo cui per ogni aereo cargo dell’Alitalia ci sarebbero più di venti piloti! E’ matematica pura, se ci sono più di venti piloti per un aereo, significa che le alternative sono solamente due. La prima è che un paio di equipaggi volino regolarmente, mentre gli altri prendano lo stipendio per stare a terra. La seconda è che tutti gli equipaggi volino una volta al mese e passino il resto del tempo a terra. E’ solo un esempio, le voci che girano sono ben peggiori.
Voci, voci, solo voci. Secondo me c’è da interessare la Magistratura, altro che voci, bisogna verificare, se le cose stanno come dicono qualcuno deve essere punito. Il Paese intero?
Il piano industriale proposto dalla CAI prevede di eliminare un certo numero di dipendenti. I così detti “esuberi”. Dal punto di vista industriale, gente che non serve. Umanamente parlando, famiglie da sfamare. Doppio punto di vista. Bisogna considerare entrambi.
Tuttavia mi chiedo quale sia il ruolo dei sindacati oggi. Difendono, giustamente, chi lavora ed ha lavorato. Ma allo stesso modo difendono il posto di quelli che non hanno mai fatto niente, salvo prendere lo stipendio. C’è una bella differenza.
Oddio, scommetto un euro che fra gli esuberi da eliminare, in lista, ci sarebbero quasi solo onesti lavoratori, mentre i fannulloni raccomandati resterebbero dentro l’Alitalia anche dopo la futura trasformazione, sperata trasformazione, perché l’Italia resta sempre l’Italia ed il modo di fare dei politici non è cambiato veramente negli ultimi vent’anni.
Il problema non è da poco. Abbiamo di fronte un carrozzone che ci serve, ma va sistemato, rinforzato. Bisogna liberare l’Alitalia dai nullafacenti, distinguendoli da chi lavora, e ridimensionare la mangiatoia per farla diventare una compagnia aerea che garantisce voli. L’Alitalia di ieri era inefficiente, aveva prezzi elevatissimi per noi passeggeri, era in perdita ed è fallita.
Io credo che non si possa uscire da questa situazione fino a quando non si griderà “il Re è nudo”. Ovvero, fin tanto che dipingeremo l’Alitalia come un’azienda normale, con dipendenti tutti utili e tutti impegnati, non ne verremo fuori. Qualcuno deve pur dirlo: là dentro è pieno di gente che ruba lo stipendio!
Forse l’unico modo per liberarsi dei parassiti e tenersi i lavoratori autentici è andare al fallimento, chiudere bottega e ricostruire una nuova azienda. Ma privata, fuori i politici dai piedi, altrimenti la torneranno a riempire di raccomandati.

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Una Risposta to “Alitalia”

  1. Faby Says:

    Credo che mai parole più sagge furono scriite, sono una di quelle persone volenterose che hanno tentato senza raccomandazione di lavorare anni fa per Alitalia, niente, picche, no raccomandazione no lavoro.
    Credo anch’io che gli esuberi ci siano a discapito di gente che ha vosglia e bisogno di lavora e di guadagnare.
    Non vedo perchè per noi piccoli dipendenti di ditte e stuidi privati nessun riguardo, eppure abbiamo gli stessi diritti, niente mobilità e niente cassa integrazione, addirittura neanche un sindacato (che paradossalmente forse è meglio), se perdiamo il lavoro ci tocca trovarne un’ altro sperando di non dover scendere a troppi compromessi e se la ditta fallisce altrochè esultare, a casa non si mangia e allora meglio in mano ai banditi che falliti, altrimenti ci aspettano i ponti e l’elemosina(che ora è pure vietata).
    Viva l’Italia e i Piloti (che di sicuro non finiranno a fare le colf per mantenere famiglia e figli)

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