Ce la faremo

Oddio la crisi! E’ vero, c’è una crisi economica in atto, bella grossa anche. Non lo dico perché ascolto le notizie riguardo alle borse, non lo dico neppure perché guardo cosa e quanto acquista la gente nei negozi dove vado. La crisi la percepisco perché vedo chiudere fabbriche, vedo aumentare il precariato e sopra tutto perché da anni sostengo che l’economia che abbiamo costruito non poteva reggere.
Non è una critica del capitalismo, anche se mi duole ammettere che un po’ di ragioni Marx ce l’aveva, ma piuttosto una constatazione del fatto che l’economia consumista liberista ha sfidato le leggi della fisica, nella usuale illusione che ciò che l’uomo crea sia prossimo al divino. Siamo onnipotenti? No, non lo siamo. Si parlava di “creazione della ricchezza” e si parlava di “crescita”. Capiamoci, la ricchezza si può creare solo se è effimera, virtuale. Se io dispongo di un sasso, ho un sasso. Posso anche convincere qualche imbecille di avere due sassi, ma nel momento in cui dovremo costruire un muretto salterà fuori che il sasso è uno solo. Ed allora casca il palco, con tutti i suonatori, e travolge il pubblico, ovvero noi.
La nostra economia si è basata sull’idea della creazione della ricchezza e della crescita, tant’è vero che fino ad oggi una “diminuzione della crescita” era vista come una crisi. In fatto di economia sono ignorante, di finanza non capisco nulla, è evidente. Ma conoscendo le leggi della natura ho fatto una considerazione basata sulla banalizzazione di uno dei principi fondamentali della fisica: nulla si crea e nulla si distrugge.
Ciò che mi preoccupa oggi è che i nostri economisti si ostinano a volere conservare un sistema che non si regge in piedi. Stanno trovando metodi bizzarri per soccorrere l’economia finanziaria e quella detta “reale”, iniettando capitali inesistenti nel sistema, muovendo masse di denaro virtuale. Con il fumo non si acquista la farina per fare il pane. La grandissima scocciatura di tutto quello che sta accadendo è che nella storia le crisi economiche sono sempre state seguite da grandi guerre. E questo mi darebbe piuttosto fastidio, perché vorrei essere il primo nella mia famiglia a passare un’intera vita senza vedere guerra.
Ad ogni modo sono ottimista. Ce la faremo. L’umanità uscirà anche da questa crisi, forse con una società cambiata, diventeremo tutti generalmente più poveri, mentre chi è ricco diventerà più ricco, come è sempre accaduto. L’illusione idiota della ricchezza per tutti, nata negli anni ’80 tramonterà, ma questo non mi tocca, perché sono stato educato secondo principi inaccettabili per quasi tutti i miei coetanei. A me è stato insegnato che l’importante non è cambiare cellulare ed avere vestiti alla moda, ma avere la minestra in tavola ed avere vestiti che tengono caldo. Ciò non ostante vi posso garantire che non sono mai stato triste, a volte incazzato, altre depresso, ma triste mai, perché fare shopping o non farlo, non cambia la vita di una persona.

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