Animali e animalisti, ambiente e ambientalisti

Parto da una notizia riportata dall’Ansa: “La nipotina del Che ha la rivoluzione nel sangue: Lydia Guevara si è spogliata per la Peta, l’associazione americana per i diritti degli animali, con lo slogan “Start a Vegetarian Revolution”, dai vita a una rivoluzione vegetariana.” Potete leggere l’articolo intero sul sito Ansa.
E’ solo un pretesto per tornare su un argomento che mi è caro, ambientalismo ed animalismo. Credo che ciascuno di noi sia libero di pensare e dire ciò che gli pare, così come è libero di fare ciò che crede meglio a patto che questo non danneggi altri. Quindi ognuno mangi ciò che vuole e più gli aggrada. Ma non mi piace ascoltare prediche di chi crede di avere la verità in tasca.
Credo che nessuna persona sana di mente sia disposta a sostenere il diritto umano a maltrattare gli animali. Ma da questo a giungere sulle posizioni insostenibili degli animalisti ne passa molto. Quando poi si arriva al vegetarianesimo animalista si è al massimo.
Un argomento estremamente forte portato dai vegetariani è quello di tipo ambientale. In sostanza sostengono che non mangiare carne risolva un grosso problema ambientale: quello dello sterminio degli animali. Questo avrebbe potuto essere vero fino a 7000 anni fa circa, ma da allora l’uomo mangia prevalentemente animali allevati e non i selvatici. Esiste ancora oggi la caccia, ma non è l’unica fonte di carne, anzi è quella meno importante per più di metà della popolazione mondiale. Teniamo conto del fatto che le popolazioni legate alla caccia in modo esclusivo sono pochissime. Lo sono per esempio quasi tutti i gruppi nativi del bacino delle Amazzoni. Come unica alternativa avrebbero l’agricoltura. E qui casca il palco, insieme all’asino, con tutti i suonatori. Partendo dal presupposto che l’uomo sia erbivoro (e non è vero), per procurarci vegetali a sufficienza dovremmo coltivare la terra.
L’Unione Europea ha 494.988.486 abitanti ed una superficie pari a 4.326.253 Kmq. Considerando che un fabbisogno energetico medio per abitante potrebbe ragionevolmente aggirarsi su circa 1800 Cal, ci servirebbe un bel po’ di cibo. Diciamo circa 890.979.274.800 Cal/giorno, moltiplicato per 365 giorni (facciamo finta di non fare mai Quaresima) siamo a 325.207.435.302.000 Cal/anno. Tradurre in cibo questa quantità di calorie non è facile, innanzitutto perché l’uomo non si può nutrire esclusivamente con amido, tanto per fare un esempio, ma per comodità fingiamo che tutte le calorie debbano venire per forza dal grano. Fanno 101.627.323.531 Kg di grano tenero all’anno. Con un calcolo molto aprossimativo ci servono 14.518.189 ha coltivati a frumento, ovvero 145.182 Kmq in tutta Europa. Bene, ci stanno. Ora consideriamo però che questo significa convertire in modo irreversibile in campo coltivato una superficie interessante. Su cui, per ottenere le produttività richieste, dovremo utilizzare fertilizzanti ed impiegare erbicidi. Insomma, per produrre il grano tenero necessario per fornire il pane a tutta Europa dovremmo coltivare una bella superficie ed impiegare fertilizzante (circa 3 Kg di azoto / 100 Kg di frumento) ed i così detti “pesticidi”.
Bisognerebbe fare un bilancio, ovvero capire se e come sia più conveniente coltivare rispetto ad allevare animali da macello. Sostanzialmente credo che non cambierebbe molto, perché la quantità di energia che serve ad una persona per vivere (e la giusta dose di proteine, vitamine ed altre sostanze) è sempre la stessa. Il punto è che diventare vegetariani non risolve un problema ambientale. I vegetali sono coltivati in campo, non nascono sui banchi del fruttivendolo! I campi sono la negazione totale della biodiversità e dell’integrità ecologica. Lo scopo del campo è ospitare una ed una sola specie. Dove ci sono campi inoltre non ci devono essere altri erbivori. Capiamoci: un tempo l’Europa era coperta da foreste, l’agricoltura ha fatto sì che gran parte di queste scomparissero e non è certamente diventando vegetariani che si tornerà indietro. Siamo tutti pronti a protestare contro la distruzione delle foreste tropicali, ma siamo consapevoli del fatto che la nostra pancia piena dipende dalla distruzione delle foreste europee?
Ognuno cerchi le soluzioni che ritiene migliori, ma ricordiamoci sempre che il mondo reale è più ampio del metro quadrato su cui siamo seduti.

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