Varie ed eventuali

Ne ho sentite tante negli ultimi due giorni, che non saprei da dove cominciare.

Il Subcomandante Tremonti e le banche
Innanzitutto la sconfitta del subcomantante Tremonti contro il capitale. Si perché se ricordate bene il nostro Ministro dell’economia stava strigliando da un po’ le banche e, nel decreto anti crisi, aveva previsto delle misure che ne limitassero la capacità di stritolare le imprese italiane, specie quelle piccole e medie, che costituiscono la vera colonna vertebrale dell’economia del Paese. Alla fine queste norme sono scomparse: le banche hanno vinto. Questo è un caso strano ma forse non raro di esponente del liberismo economico spinto (per intenderci, quello che è fondamento dell’ideologia di Berlusconi), che tenta di mettere regole anti-liberiste a favore non del mondo finanziario dominante, ma di un paese che ha bisogno di ossigeno economico. E l’ossigeno sono sempre gli investimenti e la capacità di crescere e rinnovarsi, che ovviamente dipende dalla disponibilità di denaro da investire. Dato che nel sistema attuale le aziende non sono portate ad accumulare credito, devono procurarselo presso le banche. Queste ultime, forti del fatto che in Italia non si sono fatte affondare dalla crisi, stringono i cordoni in uscita e rastrellano il più possibile in entrata. Con un atteggiamento ovviamente egoista e sopra tutto dannoso per l’economia “reale”. Ma a loro poco importa. E questa volta anche il Ministro capitalista e liberista è stato sconfitto dal capitale finanziario. Quando il rottweiler di casa ti stacca un polpaccio …

Ronde e botte
Nella notte fra sabato e domenica in Versilia si sono incontrati, scontrati e menati due gruppi contrapposti che sono stati definiti dai media “ronde rosse” e “ronde nere”. Due gruppi di esagitati insomma, in cerca di buoni motivi per menare le mani. Sono quel genere di soggetti che, secondo me, scelgono lo schieramento cui aderire con la stessa coscienza con cui scelgono la squadra di calcio gli ultras: nessuna. Hanno bisogno di sfogare frustrazioni e fastidi, sono spesso una manica di individui ignoranti, senza interessi e prospettive, che occupano il proprio tempo in questo modo. Questa volta sono riusciti a finire in televisione. Il famoso (famigerato?) Decreto Sicurezza ha dato una veste legale a gruppi di persone perbene ed a gruppi di disgraziati. E ce ne stiamo accorgendo. Così le forze dell’ordine, umiliate dalla faccenda delle ronde, si trovano persino costrette ad intervenire per controllare ste benedette ronde, che sono certo diventeranno un problema in più per l’ordine e la sicurezza. Come se ce ne fosse bisogno. Per favore, signor Ministro Maroni, dia più mezzi a Polizia e Carabinieri, sono professionisti, loro devono pensare alla nostra sicurezza, i “volontari” è meglio che facciano volontariato nelle case di riposo se proprio vogliono mettersi a disposizione della collettività.

Afghanistan
L’attività militare sta aumentando in vista delle elezioni. Il contingente italiano si trova ad ingaggiare combattimento con i così detti talebani, sempre più spesso. Ieri sera alla televisione hanno annunciato che si pensa di usare i Tornado in appoggio alle truppe di terra e non solo come ricognitori. Sono basito. Il Tornado è sopra tutto uno strumento fatto per quello, non un ricognitore armato! Bisogna rendersi conto che coi talebani il guanto di velluto non va usato, quella è una guerra, e va combattuta come tale. Quelli sparano, sparano per uccidere, sparano per riconquistare un paese e tornare a gettarlo nel terrore di un regime di pazzi fanatici religiosi con un’etica medievale. Io mi rendo conto che è facile parlare da una sicura casa italiana, ma se i talebani dovessero vincere, sarebbe una vera tragedia per l’Afghanistan. I talebani vanno fatti a pezzi, distrutti, non dispersi, annientati! E penso che gran parte dei musulmani del mondo siano daccordo con me: il loro comportamento è come una immensa bestemmia.
Solo un dubbio mi rode: da che parte stanno gli afghani? Capiamoci, è impossibile che delle truppe irregolari resistano e si rafforzino senza l’appoggio della popolazione locale. E l’appoggio non si ottiene con la forza e la paura. Quanto gioca l’orgoglio di gente che non ama vedere gli stranieri sulla propria terra? Gli afghani non sembrano avere tanta voglia di farsi liberare, preferirebbero arrangiarsi da soli probabilmente, e nel mucchio, fra stranieri che hanno almeno la loro stessa fede religiosa e stranieri che sembrano alieni ai loro occhi, chi scelgono? Ho paura che i comandanti sul campo stiano continuando nell’errore commesso dai russi proprio in Afghanistan, e dagli americani in Viet Nam: quello di non preoccuparsi della popolazione, dei suoi sentimenti, della sua visione delle cose. E sopra tutto, temo che stiano continuando a comportarsi come se di fronte avessero un esercito regolare. La forza della guerriglia è proprio questa: combattere in modo estraneo alla logica degli ufficiali avversari, che ragionano come se fossero Napoleone su un grande ed ordinato campo di battaglia europeo. Non è così signori, la guerra che si combatte laggiù non assomiglia ad una guerra di campagna! Se volete qualche consiglio, andate a cercare gli ultimi comandanti partigiani ancora vivi in Europa e chiedete a loro come si combatte in quelle situazioni.

Annunci

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

3 Risposte to “Varie ed eventuali”

  1. Andrea Says:

    Hai messo molta carne al fuoco, qua, Bepo.
    Tremonti è un liberista pentito. Nessuna vergogna. Succede, hai un’idea, ti accorgi che i risultati sono negativi, correggi il tiro. In un’azienda sarebbe un comportamento normale. In politica no, ci sono interessi che vengono lesi, e a volte sono interessi di corporazioni piu forti di te. Prodi ha espresso la sua stima ed il suo appoggio a Tremonti. Perche lui, come Draghi, uomo della Goldman-Sachs, sa.
    Sa che quando il padrone chiama, a volte su uno yacht al largo di Ostia, bisogna chinare il capo.
    Baciamo le mani.
    Il capitalismo era quello di Ford, quello del “bisogna che ogni operaio della Ford sia in grado di comperarsi la macchina che produce”.
    Il capitalismo finanziario di oggi fa soldi sulla carta, guarda non piu in la di domani, arraffa e scappa. Non è tassato. Il lavoro si tassa. La rendita, comprare soldi a poco in Giappone e rivenderli a tanto in Islanda, non paga dazi. Poi alla fine l’Islanda fallisce. Ci si sposta da un’altra parte.
    Io sono pro-capitalismo. Quello globale di oggi non lo è piu. O almeno non è piu funzionale alla crescita dei popoli.
    Guarda al faro del mercato, gli USA: non producono piu niente, 2/3 del pil sono i consumi delle famiglie. A credito. I soldi glieli presta la Cina che detiene BOT americani per quasi 200 miliardi di dollari. Insolventi. Il disastro per 2 popoli. In questo clima la Goldman Sachs ha fatto utili da record. E piazza i suoi uomini nelle banche centrali, ed ha uffici a Bruxelles dai quali indica, consiglia, raccomanda caldamente.
    Il capitalismo-global è un morto che cammina, produce in Oriente a costi bassi carabattole destinate a rimanere invendute sugli scaffali in occidente, dove il potere di acquisto è in caduta libera. Il prezzo del disastro lo paghera la gente, stai tranquillo, non le banche.

  2. bepoglace Says:

    Diciamo che il capitalismo fordista è stato un modello importante per molti decenni, fino all’avvento del capitalismo finanziario. Ma la storia del capitalismo in ultima analisi si può fare risalire almeno agli albori del concetto di “capitale”, ed allora dovremmo ammettere che esisteva un capitalismo della borghesia italiana durante il medioevo.
    Il problema è probabilmente quello del liberismo, che piace molto a chi fa finanza e non produce nulla di tangibile. Un capitalismo con delle regole e sopra tutto che non coinvolga nel mercato ogni aspetto della vita e della società, non è per nulla un cattivo sistema. Anzi, direi che ha dimostrato di essere un sistema che può migliorare decisamente le condizioni di vita di tutti i componenti della società, con buona pace dei comunisti che invece si appellano ad un sistema egualitario che porti tutti equamente a vivere male. Tuttavia elementi comunisti nella società ritengo siano utili e necessari. Non comunisti nel senso marxista, ma piuttosto nella traccia di un comunismo originario che fa parte del patrimonio culturale europeo da molti secoli prima della nascita di Marx e delle sue teorie.

  3. Andrea Says:

    Concordo pienamente con quanto scrivi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: