Omosessuali, matrimoni ed adozioni

Qualcuno potrebbe obiettare che l’Italia ha ben altri problemi a cui pensare, ma avere un’opinione non richiede troppo tempo e sopra tutto, esistono migliaia di persone per cui questo è un problema serio.
Al momento l’ordinamento legislativo italiano non prevede il matrimonio fra due persone dello stesso sesso. Presupposto fondamentale per contrarre matrimonio è quindi essere una coppia formata da due persone di sesso diverso, una femmina ed un maschio. Questa è la così detta famiglia naturale, ovvero il tipo di coppia che deve necessariamente esistere per procreare. Fino a prova contraria le cose stanno proprio così, per definizione la riproduzione sessuale avviene con scambio di materiale genetico fra un maschio ed una femmina. La femmina produce una cellula definita “uovo” ed il maschio una cellula definita “spermatozoo”. La femmina ospita, nei mammiferi placentati, l’embrione che si sviluppa dall’unione delle due cellule succitate.
Quindi, ognuno di noi è necessariamente figlio, biologicamente parlando, di una donna e di un uomo. E su questo non ci piove.
Ma storicamente sono sempre esistite delle famiglie in cui i “figli”, o per lo meno non tutti i figli, non erano realmente figli biologici di una coppia. Esistono da sempre persone che sono state allevate da genitori adottivi, o da un genitore biologico ed uno adottivo. Questo non crea stupore.
L’ordinamento italiano prevede l’adozione legale, ovvero quel processo a seguito del quale una persona che è nata da una data coppia diviene legalmente figlia di un’altra coppia. In sostanza i genitori biologici rimangono sempre gli stessi (non è possibile altrimenti), ma quelli legali cambiano.
Per chi è cattolico il matrimonio è uno dei Sacramenti fondamentali. Si tratta di un patto fra un uomo ed una donna di fronte a Dio ed ai membri della Chiesa, per cui i due contraenti si impegnano a rispettare determinate regole ed a unire i propri destini in modo indissolubile finché morte non li separi.
Per lo Stato il matrimonio è un contratto legale fra due individui che assumono reciproci obblighi e diritti, fino a quando non decidano la rescissione legale del contratto stesso.
Molti degli obblighi e diritti individuati dal matrimonio religioso coincidono con quelli del matrimonio civile. Per esempio impegnarsi ad avere domicilio comune. Il matrimonio civile tuttavia non ha come presupposto essenziale l’impegno a generare figli, mentre il matrimonio cattolico è presupposto necessario per la procreazione e genera un certo “obbligo” a procreare. Se infatti gli sposi non intendono avere figli, il matrimonio può essere annullato al termine di un processo particolare.
E veniamo agli omosessuali. In questo caso il termine “omosessuale” è neutro, ovvero non si riferisce ai soli maschi, ma a tutti gli individui che sono attratti da persone del loro stesso sesso.
Gli omosessuali formano coppie, indiscutibilmente, ovvero insiemi di due persone che hanno una relazione basata su un reciproco sentimento di amore. Non discuto qui il concetto di “amore” perché temo non sia universale come i poeti da strapazzo pretendono di farci credere (ed evito il concetto teologico di “amore”). Fatto sta che due persone dello stesso sesso si possono amare e formare una coppia. Pare che gli omosessuali siano una frazione significativa della popolazione, c’è chi parla del 3%, chi del 5%. Ad ogni modo, in un paese di 60 milioni di abitanti, dovrebbero esserci fra 1.800.000 e 3.000.000 omosessuali. Non sono pochi.
Gli omosessuali sono stati discriminati a partire dal Medioevo, quando cioè si è perso un aspetto particolare della cultura greca e romana, dove l’omosessualità non costituiva un problema. L’Europa è stata convertita al Cristianesimo, una religione orientale, monoteista, nata in seno alla cultura ebraica, dove l’omosessualità viene nettamente condannata. Tant’è che l’atto sessuale fra due omosessuali maschi viene definito “sodomia”, richiamando il nome di una delle città che, secondo i testi sacri ebraici (adottati ovviamente anche dai cristiani), vennero distrutte dall’ira di Dio a causa della perdizione dei loro abitanti.
Un dato di fatto è che tutti noi europei siamo fortemente permeati dalla cultura ebraico-cristiana ed abbiamo acquisito una fortissima fobia nei confronti dell’omosessualità. Non mi piace il termine “omofobia” perché letteralmente significherebbe “paura dell’uguale”. Un individuo eterosessuale non ha necessariamente paura di chi appartiene al suo stesso sesso, semplicemente non ne viene attratto. È assolutamente normale, o dovrebbe esserlo, che un uomo intelligente e dotato di senso estetico riconosca la bellezza di un altro uomo. Questo non significa che vorrebbe fare del sesso con lui. Molte persone sono comunque veramente omofobiche, in particolare i maschi, e non ammetterebbero mai di trovare “bello” un altro uomo, per paura di essere additato come gay. E questo è molto interessante. Perché le femmine non sono ossessionate dall’omofobia, mentre i maschi lo sono? Sospetto che il motivo vada cercato nell’antica cultura europea. Sappiamo che fra greci e romani erano frequenti i rapporti omosessuali, o peggio ancora, i rapporti omosessuali pedofili. Di rapporti omosessuali fra donne ne conosciamo tutto sommato pochi. Sappiamo che Alessandro Magno era gay, così come si dice che lo fosse Gaio Giulio Cesare, ma di donne ricordiamo solamente Saffo, la poetessa di Lesbos. Temo che le donne non si considerino a rischio omosessualità, mentre gli uomini si, eccome! Quando un uomo è di fronte ad un altro uomo che manifesta in modo chiaro la propria omosessualità, c’è sempre dell’imbarazzo. L’uomo eterosessuale ha paura, letteralmente striscia contro il muro per paura di essere “preso alle spalle”. Una donna che incontri una lesbica può essere messa a disagio solo se questa la corteggia, ma lo stesso vale se incontra un uomo. Il maschio eterosessuale invece parte dal presupposto che il gay ci provi, per principio. Probabilmente perché il maschio sa che l’uomo ci prova sempre e comunque? È un simpatico problema suo. Personalmente non ho mai provato questo genere di imbarazzo per cui non ne comprendo pienamente l’origine.
Ma torniamo alle nostre coppie omosessuali. Stanno insieme, si amano, vorrebbero sposarsi. Ma non possono, perché la legge non lo prevede.
Le associazioni che rappresentano gli omosessuali hanno tentato diverse volte di fare approvare in Parlamento delle leggi che permettano i matrimoni omosessuali, per potere finalmente regolarizzare la posizione di tante coppie che di fatto esistono, ma sulla carta non sono altro che “amici che dividono l’appartamento”. Esistono momenti in cui questa differenza si fa sentire. Per esempio quando uno dei due componenti della coppia si ammala. L’altro non ha il diritto di stargli accanto come se fosse un coniuge. Quando uno dei due muore, l’altro non può ereditare i suoi beni, men che meno godere del trattamento pensionistico. Ed in fine una coppia omosessuale non può adottare dei figli per compensare l’evidente impossibilità di averne attraverso la normale riproduzione biologica.
Ogni tentativo di risolvere questi problemi si è scontrato con l’opposizione ferma e potente della Chiesa Cattolica. I cattolici giustamente devono obbedienza al Papa e, costituendo tutt’ora la netta maggioranza della popolazione italiana, hanno impedito che leggi a favore delle coppie omosessuali venissero create in Parlamento.
Chiarisco da subito che sono nettamente e fortemente favorevole al matrimonio fra omosessuali, ma sono contrario alle adozioni da parte di coppie omosessuali. Libera opinione personale.
Quando due persone si amano hanno il diritto di formare una coppia, e non c’è Papa che possa cambiare questa cosa. Si amano indipendentemente dal fatto di avere due cromosomi X od un X ed un Y. Si amano anche se la società comunque vada li discrimina. Si amano anche se questo dispiace alle loro famiglie di origine e probabilmente anche a gran parte dei loro amici. Poco tempo fa mi è capitato di sentire un uomo dire “non ho mica chiesto io di essere gay”. Non possiamo fargli una colpa, lo sono e basta. Fra l’altro, non fanno male a nessuno. Non sono un pericolo per la società. Chiedono solo di potersi sposare, prendersi impegni reciproci ed acquisire diritti che spettano ad ogni coppia. Ed in fondo vedere due persone che si amano è terribilmente bello!
E veniamo ai figli. Una coppia omosessuale non può averne. Anche molte coppie eterosessuali non ne possono avere. Per le seconde esistono tecniche di fecondazione artificiale o l’adozione di figli biologici altrui. Per gli omosessuali l’adozione è negata dalla legge.
Credo che i componenti di una coppia omosessuale possano essere ottimi genitori. Ma purtroppo una famiglia naturale è composta da due individui di sesso differente. Ognuno di noi è stato cresciuto da una madre e da un padre, con caratteri e caratteristiche differenti. Due omosessuali sono molto simili, non hanno le stesse caratteristiche di una coppia eterosessuale. Quindi, a mio parere, non possono essere idonei a simulare una famiglia biologica.
Ci ho pensato molto prima di arrivare a questa conclusione, sopra tutto perché la mia parte irrazionale mi dice “ma chi se ne frega, se sono capaci di amare sono genitori perfetti”. E mi dico anche che è ingiusto, profondamente ingiusto, che due persone non possano avere la gioia di allevare dei figli. Ma la mia parte razionale di mi dice che il problema non è risolvibile, né dal punto di vista biologico, né da quello psicologico. Sarò felice di cambiare idea, dato che non seguo precetti religiosi al riguardo, ma per ora la penso così.
Sono comunque fermamente convinto che il matrimonio debba essere un diritto garantito anche gli omosessuali, è un contratto legale a coronamento di un rapporto sentimentale, non un fatto biologico. Spero sinceramente che prima o poi le pressioni dei cattolici si indeboliscano e che finalmente gli omosessuali possano vedere riconosciute legalmente le coppie che di fatto esistono ed attraversano insieme il mare di sta vita complicata, sostenendosi talvolta molto meglio di quanto sappiano fare reciprocamente due eterosessuali. Un augurio a tutte le ragazze ed i ragazzi costretti ad amarsi nell’ombra.

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