Il caso Marrazzo

Il “caso Marrazzo” imperversa sui mezzi d’informazione. È uno scandalo, dei più classici, che vede un uomo politico di primo piano, governatore di una regione, coinvolto in una torrida vicenda di sesso e droga. Pare un film, poco originale peraltro.
Ora c’è il solito balletto che di politico non ha nulla. Marrazzo si autosospende, lasciando al suo vice il compito di governare il Lazio, fino alla scadenza del mandato naturale della giunta regionale, per andare poi ad elezioni nei tempi previsti prima dell’esplosione del caso. Il Popolo della Libertà, all’opposizione in regione Lazio, sostiene che la procedura non sia regolare e che sia invece necessario andare subito ad elezioni. Votare fra due mesi o fra quattro cambia qualcosa? Nell’ottica di una politica da quattro soldi, ovvero della politica che si fa oggi in Italia, si. Votare oggi significherebbe favorire il PdL, sull’onda emotiva dello scandalo. Marrazzo è in quota Partito Democratico e si è scoperto che era solito tenere comportamenti immorali. Immorali per la maggioranza degli italiani, compresi quelli di sinistra. Perché nella nostra cultura, indiscutibilmente intrisa di cattolicesimo, tradire la propria moglie con un trans che si prostituisce è immorale. Il fatto che questo genere di cose venga fatto da molte più persone di quanto ci piacerebbe ammettere è irrilevante. Proprio perché siamo intrisi di cultura cattolica: certe cose si fanno, si dicono in confessionale, ma non bisogna farle emergere.
Personalmente credo che Marrazzo avrebbe dovuto dimettersi immediatamente, lasciare l’ordinaria amministrazione al proprio vice (se disponesse dell’idonea delega legale) o ad un Commissario di Governo. Sostengo fortemente che lo debba fare, non perché chi va coi trans sia indegno di governare: i gusti sessuali di Marrazzo sono affari suoi. Il problema è che quest’uomo, invece di denunciare i carabinieri che lo ricattavano, ha assecondato le loro richieste. Questo non è un comportamento accettabile per chi ha l’incarico di governare. Trovo già sufficientemente squallido che una persona tradisca la propria moglie, ma che addirittura si abbassi ad assecondare un ricatto, lo trovo indecente oltre ogni misura. Allo stesso tempo credo che la posizione dei quattro carabinieri debba essere vagliata con cura, e che debbano essere trattati con la maggiore severità possibile. Se le accuse a loro carico verranno confermate in fase processuale questi uomini, che hanno giurato di difendere lo Stato e le sue Leggi, si rivelerebbero dei farabutti, avrebbero usato della propria posizione di servitori dello Stato per compiere un reato.
Come cittadino sono profondamente disgustato.

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