L’ora di Cesare Battisti

Il Tribunal Federal brasiliano ha aperto uno spiraglio per l’estradizione verso l’Italia di Cesare Battisti, terrorista rosso condannato per alcuni omicidi. Del caso Battisti avevo già parlato quando il Ministro Genro gli aveva concesso lo status di rifugiato politico in Brasile (vedi il post qui).
Ora toccherà al Presidente Lula decidere, dato che il Tribunal Federal ha scaricato la responsabilità sulla massima carica dello stato. La tesi del presidente del Tribunal Federal, utile a concedere l’estradizione, è che Battisti sia un criminale comune e non un criminale politico. La teoria è funzionale alla norma brasiliana che vieta di concedere l’estradizione a chi è soggetto a persecuzioni politiche nel paese richiedente.
Il caso di Battisti è particolare. Si è reso responsabile, direttamente ed indirettamente, di omicidi. Ma questi sono stati compiuti nell’ambito di una precisa strategia politica, ovvero con l’intento di attaccare la democrazia della Repubblica Italiana, imponendo con un atto rivoluzionario un regime differente, idealmente comunista. Bisogna ricordare che all’epoca del terrorismo anche il Partito Comunista Italiano si era schierato a difesa della Repubblica e della sua Costituzione democratica. Battisti faceva parte di quei gruppi, minoritari ma pur sempre attivi, che rifiutavano i meccanismi democratici e ritenevano giusto imporre un modello politico attraverso la violenza, la lotta armata.
Battisti e gli altri terroristi sono degli assassini, e questi li equiparerebbe effettivamente a criminali comuni, ma il loro principale reato non fu quello di avere ucciso delle persone, quanto piuttosto quello di avere tentato di uccidere la democrazia, usando metodi violenti per cambiare l’ordinamento della Repubblica, invece di adottare i metodi democratici.
Al momento credo che sia bene lasciare al Brasile questa scappatoia, per consentire loro di restituire Battisti alla giustizia italiana, fermo restando che in linea di principio i reati di cui Cesare Battisti si è macchiato sono sia civili (omicidio) che politici (attacco alla democrazia). In un paese dove condannati ed indagati sguazzano dalle fogne fino ai palazzi del potere, speriamo almeno di potere mettere in carcere un terrorista, un nemico della democrazia.

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Una Risposta to “L’ora di Cesare Battisti”

  1. anosia Says:

    E’ il primo commento che abbia letto sul caso che mi sembra ragionato

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