L’aggressione a Berlusconi

Il fatto che qualunque cittadino venga aggredito e subisca delle lesioni è di per sé grave, ma quando a subire tale sorte è il Presidente del Consiglio della Repubblica, la cosa assume una rilevanza particolare. Indipendentemente dal fatto che si possa essere daccordo con la politica di Silvio Berlusconi o meno (ed io non sono daccordo con lui) è inaccettabile l’idea che qualcuno si rallegri del fatto che una persona sia stata aggredita e ferita. Esistono diversi motivi per dolersi di quanto è accaduto a Milano. Innanzitutto il danno subito da una persona, che è sempre e comunque un fatto estremamente grave.
In secondo luogo il fatto che quella persona ricopra un’importante carica della Repubblica e che vi abbia avuto accesso attraverso metodi democratici.
Infine è estremamente grave immaginare quale incredibile danno abbia subito il dibattito democratico in Italia, proprio nel momento in cui il Presidente del Consiglio lamenta continui attacchi da parte di un altro potere dello Stato.
Tutti coloro che si rallegrano delle ferite di Berlusconi sono a mio avviso due volte imbecilli. Innanzitutto perché manifestano la propria inciviltà gioendo del male altrui. In secondo luogo perché questo episodio non fa che dare forza alla teoria secondo cui Berlusconi è perseguitato da un movimento che alimenta odio nei suoi confronti. Questo piccolo attentato lo santifica, lo rende un martire e questo sembrano averlo capito in pochi.
Infine mi dolgo del fatto che un parlamentare della Repubblica, il dott. Antorio Di Pietro, abbia dimostrato di non essere all’altezza del compito che gli è stato assegnato dal Popolo, manifestando in modo chiaro e sconcertante una inciviltà che è inaccettabile fra coloro che si ritengono difensori della libertà e della democrazia. Spero sinceramente che dopo questa (ennesima) esternazione Di Pietro venga definitivamente isolato ed emarginato dalle forze che hanno la pretesa di creare in Italia un’alternativa a Berlusconi.
Nel frattempo, auguro una pronta guarigione a Silvio Berlusconi.

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Una Risposta to “L’aggressione a Berlusconi”

  1. Margarone Francesco Says:

    Di getto, alcune riflessioni personali:

    La violenza è da condannare, ma tutta e in ogni forma, anche quella verbale ed ideologica. Oggi Berlusconi soffre, e mi dispiace. Ma deve comunque rendirsi conto che anche lui ha seminato fino a ieri odio; e con lui tanti altri furbi che usano la politica solo per tenere il culo al caldo e fare i loro interessi. E di costoro ce ne sono in tutti i settori del parlamento, ben nascosti dalle tante parole che sputano a spese di chi li paga: i citttadini, che, sempre più spesso e in forme sempre più sofisticate, vengono continuamente imbrogliati e manipolati, sotto l’ombrello della “democrazia”, parola sempre più abusata e prostituita ad interessi altri che il servizio alla comunità.
    La vita di Berlusconi e quella di tanti altri “pezzi grossi” vale esattamente tanto quanto quella di ogni altro singolo cittadino. L’inciviltà è quella di chi assegna valore diverso alle persone in funzione delle cariche che hanno; e quella di chi usa del suo “potere” per perseguire scopi che nulla hanno a che fare con la dignità delle persone.

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