Il caso afghano

In Afghanistan, durante un’operazione di polizia condotta dalle forze governative afghane, in un ospedale presso Lashkar Gah, gestito dall’organizzazione Emergency, sono stati trovati armi ed esplosivi. Secondo le autorità afghane quel materiale era destinato all’esecuzione di un attentato contro il governatore della provincia. Nel corso dell’operazione sono stati arrestati tre cittadini italiani, sospettati di avere dato appoggio ai talebani, fornendo loro una base logistica presso l’ospedale.
Come al solito l’informazione è importante. In un primo momento è circolata la voce che i tre italiani avessero confessato di essere collaborazionisti, di avere cioé inteso appoggiare l’azione dei talebani contro il governatore. Successivamente il Governo afghano ha smentito la notizia, dichiarando che i tre sono sospettati, attualmente sotto interrogatorio, ma non hanno confessato nulla. E’ giunta poi voce che il magazzino dove si trovavano le armi e l’esplosivo non fosse direttamente controllato dal personale italiano.
Gino Strada, il fondatore di Emergency, ha immediatamente dichiarato che l’operazione di polizia ha un evidente scopo intimidatorio. Strada ritiene che le autorità afghane e l’ISAF vogliano cacciare Emergency dal paese, per evitare la presenza di testimoni scomodi, che potrebbero raccontare al mondo come i “buoni” non si comportino sempre “da buoni”.
Alla rabbia di Strada fa da contraltare la posizione del Ministro degli Affari Esteri, Frattini. Il Ministro ha dichiarato, in un’intervista al Mattino, riportata anche dal sito web del Ministero (l’articolo si trova qui): “Prego con tutto il cuore che le accuse siano infondate perché sarebbe una vergogna per l’Italia”. Il Ministro poi commenta la notizia di manifestazioni fuori dall’ospedale di Lashkar Gah dicendo “Sono civili che chiedono la chiusura dell’ospedale dal quale dicono che si entra ed esce con le armi. Denunciano una troppo stretta contiguità con i talebani. Fortunatamente la popolazione civile ha capito che i talebani sono i nemici. E che una cosa è curare i feriti altro è avere contatti diretti o indiretti con quei nemici”.
Il nostro Ministro degli Esteri in sostanza sembra considerare estremamente probabile l’ipotesi d’accusa, ovvero che l’ospedale di Emergency funga da punto logistico d’appoggio per i talebani.
Non c’ero, non ho informazioni di prima mano, non sono neppure mai stato in Afghanistan, quindi non posso sapere se le accuse della polizia afghana ai nostri connazionali siano credibili o meno, ma posso fare delle considerazioni riguardo alla vicenda.
Innanzitutto le armi e l’esplosivo: sono stati trovati in un deposito annesso all’ospedale di Lashkar Gah. Possono essere stati messi lì dai talebani, o dai servizi afghani, magari da quelli americani? Non lo possiamo sapere, certo è che nessuno fa qualcosa senza motivo. I talebani potrebbero trarre vantaggio dall’uso di un ospedale come base logistica. Innanzitutto è improbabile che un ospedale gestito da un’organizzazione non governativa occidentale sia oggetto di attacco da parte dell’ISAF. Se io fossi un talebano vorrei nascondermi nella casa accanto al comando ISAF, perché si sa benissimo che i militari non hanno mai capito come funzionino terrorismo e guerriglia. Certo un ospedale è un buon posto dove nascondere armi ed esplosivo, ma un comandante talebano informato dovrebbe sapere che Emergency non gode della fiducia del governo afghano, né evidentemente di quello italiano. Quindi non è una buona idea mettere un deposito sotto la tutela di quell’ospedale. Questo elemento sembrerebbe sfavorire l’ipotesi di un vero deposito organizzato dai talebani. Ma non è detto che questi siano intelligenti e ben informati.
Che interesse avrebbero i servizi afghani o quelli occidentali nello screditare Emergency? Come ha detto Strada, può darsi che parlando coi civili feriti il personale di Emergency disponga di una enorme mole di informazioni, riguardo ad azioni maldestre delle forze armate alleate, o di attacchi portati deliberatamente contro i civili. Durante la Seconda Guerra Mondiale è sempre stata prassi normale per l’aviazione USA attaccare le città europee, colpendo obiettivi civili. Era la strategia del terrore, piegare la forza morale del nemico colpendolo dietro le linee. Le nostre città hanno subito molti bombardamenti ed i miei genitori ne sono stati testimoni: colpivano deliberatamente le case, non installazioni militari. I bombardamenti di Dresda, Hiroshima e Nagasaki sono altrettanti esempi del modo di operare della USAF durante quel conflitto. Se altri avessero riservato lo stesso trattamento a Los Angeles, gli americani lo chiamerebbero “terrorismo”. Dunque è estremamente probabile che gli operatori di Emergency siano veramente testimoni scomodi. A questo punto è ovvio che la tentazione di levarli di mezzo sarebbe forte, per gente che non ha dimestichezza con il concetto di diritto.
Dall’altro lato c’è Emergency stessa. Questa organizzazione porta assistenza sanitaria in zone di guerra di tutto il mondo, soccorrendo tutti, come si addice ai medici. Credo che Emergency sia una delle più belle idee che l’umanità abbia mai avuto. Ma le idee vengono realizzate sempre dagli uomini, e l’umanità è imperfetta. L’idea che Emergency possa appoggiare i talebani è del tutto insensata, ma che qualche aderente ad Emergency possa pensarla diversamente, non è per nulla improbabile. Al mondo ci sono milioni di persone che credono nella necessità di opporsi al dominio militare americano sul pianeta, e non mi meraviglierei se tre di queste persone fossero disposte a collaborare con i talebani. Certo stiamo parlando di persone, mentre a finire sotto accusa è Emergency, che nulla ha a che vedere con le possibili responsabilità personali dei suoi collaboratori. I tre arrestati potrebbero essere dei santi, o dei cretini, non lo sappiamo, ma valutando nel complesso Emergency, tendo a considerare l’oroganizzazione come estremamente positiva. Dovremmo essere orgogliosi di avere gente che rischia la vita per soccorrere i più deboli in tutto il mondo. Questo non toglie che se ci sono elementi deviati debbano essere eradicati, ma non attaccate Emergency!
Infine c’è il Ministro degli Affari Esteri italiano. Le dichiarazioni di Frattini sono comprensibili sul piano personale, ma mi sembra che sposi con eccessiva facilità la tesi della colpevolezza. Ricordo all’onorevole Frattini che egli è Ministro della Repubblica, non un privato cittadino. Vorrei confrontare il comportamento di Frattini in questo frangente con quello dei suoi colleghi di altri paesi, che difendono sempre e comunque i propri connazionali, anche di fronte all’evidenza. Frattini no, accusa Strada di politicizzare il problema, ma non nasconde un evidente fastidio nei confronti di Emergency, organizzazione che ha una chiara impronta “di sinistra”. Trovo che le dichiarazioni del Ministro Frattini siano deludenti: è suo dovere difendere sempre e comunque gli italiani fino alla prova della loro colpevolezza. Questo è il fondamento della Giustizia in Italia: la colpa va provata. Non ho dunque apprezzato le dichiarazioni del Ministro, anzi le disapprovo in modo netto e spero che nelle prossime ore si smentisca o per lo meno rimanga più aderente al suo ruolo.
Mi unisco solo nella preghiera: che quei tre non siano veramente così coglioni da avere coperto i talebani, la cui completa distruzione è secondo me un obiettivo da perseguire, non ad ogni costo, ma con determinazione.

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