Pensieri sulla rete dei trasporti in Friuli Venezia Giulia

In Friuli Venezia Giulia ci spostiamo in auto, movimentiamo le merci usando i camion, siamo attraversati da enormi flussi di traffico commerciale e turistico. E’ naturale, è sempre stato così, dai tempi in cui il traffico commerciale era rappresentato da carovane di asini, cavalli, muli. Il problema è che la rete delle infrastrutture non si è evoluta. Anzi, dopo il raggiungimento del massimo livello di efficienza alla fine dell’epoca romana, non siamo più riusciti a risollevarci dal medioevo.

Molte delle strutture di cui disponiamo sono state concepite per condizioni differenti rispetto a quelle attuali. La rete delle strade ex-statali è ormai trasformata in una rete di strade urbane, martoriate dagli accessi carrabili e dai semafori, con buona pace dei realizzatori di rotatorie che tentano di sanare con queste ultime tutti i mali.
L’autostrada da Palmanova a Tarvisio è quella che sta meglio, ma la Venezia – Trieste è decisamente sottodimensionata. Si farà presto l’allargamento, verrà creata la terza corsia, e questo è un bene, anche se è ovvio che si tratta di un’evoluzione in una direzione differente rispetto a quella che tutti auspicano pubblicamente, ma nessuno vuole. Il famoso trasferimento delle merci da gomma a rotaia non sembra in vista, ovvio che si voglia rendere più capace la A4.

C’è poi il problema di un asse piuttosto importante, anche se non viene mai identificato come tale. Chi desideri percorrere la strada fra Pordenone, Udine e Gorizia, si prepari ad un’avventura oltre i limiti delle capacità di sopportazione di un santo.
Questi tre capoluoghi di provincia sono sede di importanti istituzioni e nel loro hinterland ospitano fabbriche e centri commerciali, ma per andare da una zona all’altra si è condannati ad usare la statale Pontebbana e la statale di Gorizia ed Aidussina (ora Slovenia).
Anche un cretino, guardando la carta geografica, capirebbe che creare una strada di elevata capacità fra Pordenone, Udine e Gorizia sarebbe sensato oltre che naturale.

Oggi per andare da Udine a Pordenone ho due alternative. Posso seguire la Pontebbana, rassegnandomi alla roulette russa, con elevate probabilità di impiegare ben più di un’ora per percorrere appena 50 Km. In alternativa posso seguire la A23 fino a Palmanova, prendere la A4 fino a Portogruaro e risalire a Pordenone lungo la A28, per un totale di 83 Km, pagando un pedaggio, ma con la certezza di essere a destinazione in un’ora nella peggiore delle ipotesi.

Se voglio andare a Gorizia posso seguire la SS56, con la prospettiva di impiegare un po’ più di 50 minuti per percorrere 37 Km. In alternativa, solito giro di autostrade su A23 e A4 per poi seguire il “raccordo” Villesse – Gorizia ed impiegare tre quarti d’ora per fare 47 Km (sempre pagando un pedaggio). Il tutto se va bene, perché in genere si incappa in qualche lavoro che rallenta il traffico. Ci sono sempre lavori lungo le nostre autostrade.

Una soluzione parziale ai miei problemi sembrerebbe essere nella promessa via Cimpello – Sequals – Gemona. Insomma un altro “giro dell’orso” per andare a Pordenone. Sono consapevole del fatto che ai pordenonesi fa schifo l’idea di passare per Udine, noi udinesi ricambiamo, ma non credo che la pianificazione dei trasporti si debba fare partendo dalle antipatie paesane.

Come andrebbero le cose se esistesse una superstrada Pordenone – Udine – Gorizia? Bene, secondo me. Credo che si potrebbe andare da PN a GO in un’ora e venti circa. Ovviamente bisognerebbe vietare assolutamente ogni accesso diretto dalla superstrada a fabbriche o centri commerciali, abitazioni ecc ecc. Una vera strada di comunicazione, non l’ennesima farsa.

E l’ambiente? Ci ho pensato all’ambiente?
Certo che ci ho pensato, è il mio mestiere!
Una via di comunicazione del genere potrebbe tranquillamente attraversare zone esclusivamente agricole, molte delle quali sono state devastate da riordini fondiarii. Ben altra cosa rispetto alla Sequals – Gemona, che attraverserà zone di elevato valore naturalistico e paesaggistico.
Ovviamente bisognerebbe realizzare la “mia” superstrada in modo tale da consentire comunque sia la permeabilità ai flussi di traffico locali, che la conservazione della connessione ecologica fra i due lati dell’asse viario. Problemi risolvibili facilmente, se in fase di progettazione se ne occupa un gruppo multidisciplinare.

Sto lanciando una sfida ai politici ed agli amministratori del Friuli Venezia Giulia.

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Una Risposta to “Pensieri sulla rete dei trasporti in Friuli Venezia Giulia”

  1. Sam Says:

    Qui stanno buttando su circonvallazioni e nuovi tratti di strada un po’ ovunque…ma se non conosci le stradine rischi di rimanerci incastrato cmq molto spesso anche nelle nuove varianti…e al lato ecologico non ci pensa minimamente mai nessuno.

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