Memento Audere Semper

Oggi fa caldo e non trovo nessuna ispirazione in ciò che leggo sui giornali. Non che manchino argomenti, ma nulla mi colpisce.
Così, mentre tento di convincere uno stupidissimo programma a calcolare l’estensione dell’alveo di un fiume, chiuso in questo ufficio surriscaldato, dove il ventilatore ronza incessantemente, mi prendo qualche minuto per scrivere di una mia piccola ossessione: l’altrui ossessione per la sicurezza. Scusate il bisticcio di parole.

Da quando ho superato la pigrizia della prima adolescenza, ho iniziato a “cercare guai”, come direbbe mia madre. In verità ho cercato altro. Alcuni miei amici mi parlano del bisogno di adrenalina, che li spinge a lanciarsi col paracadute, a fare bungee jumping od a praticare qualche sport “estremo”. Sinceramente, la botta di adrenalina non mi interessa.

Secondo l’associazione nazionale delle zie ansiose anche io dovrei essere uno “sportivo estremo”, definizione che fa sorridere chiunque mi conosca. Lasciando da parte il fisico decisamente poco atletico, si sa bene che sono un terribile fifone. Ma allora?
Allora, anche la paura è relativa. Secondo l’associazione mondiale dei benpensanti ciascuno di noi dovrebbe rimanere ancorato saldamente al divano, tentanto in ogni modo di evitare qualunque attività che possa comportare dei rischi. In sostanza, ci viene chiesto di essere “responsabili”, avviandoci verso lunghi anni di depressione, culminanti in una morte per ostruzione di tutti i vasi sanguigni, causata da accumulo di mayonnaise.

La locuzione latina “Memento audere semper” venne coniata da Gabriele D’Annunzio, personaggio per cui non nutro alcuna simpatia personale. Ma se scartiamo il significato immediato e storico della frase, che tradotta alla lettera significa “Ricordati di osare sempre”, potremmo decisamente rivalutarla.

Io la vedo in questo modo: ricordati di osare. Potrebbe anche significare “ricordati sempre che, comunque vada, tu stai osando”.

Lo sappiamo, da qualche parte nel mondo ci sono un paio di metri quadrati di terra che aspettano le nostre ossa, o qualche chilometro quadrato nel caso di cremazione e spargimento delle ceneri al vento. Sappiamo ma cerchiamo di dimenticare. In teoria sappiamo anche che, da qualche parte nel mondo, c’è una pallottola col nostro nome sopra, oppure un sasso ancora attaccato alla montagna che Dio ha destinato a noi, o magari un tornado pronto a polverizzarci, una tempesta che ha come scopo nella storia quello di fare sfracellare la nostra barca contro una scogliera. Ma potrebbe anche esserci un camion bulgaro che ci farà fuori sulla A4, od un albero abbattuto dalla nevicata eccezionale.
Ricordati che stai osando. Stai sfidando quel destino anche nel momento in cui esci di casa per andare a comprare il latte. Nel mio caso, la faccenda è molto più pericolosa di molti sport estremi: devo attraversare a piedi una statale!

Il mese scorso ho percorso tutta l’Italia per godermi una settimana di vacanza in Puglia. Mille chilometri di autostrada, sono molto più pericolosi di una gita in grotta, un’arrampicata, un giro in apnea. Eppure, nessuno mi ha dato del pazzo. Dove sta l’inghippo?

Penso che il problema risieda nella coscienza. Ci sono azioni che divengono “non pericolose” in quanto “normali”. Nessuno sarebbe disposto ad ammettere di fare normalmente cose pericolose. Questo rende il tutto veramente pericoloso. Ogni volta che mi sono rilassato troppo, che ho pensato “ok, qua è facile, sono al sicuro”, mi sono fatto male. Ci si può rompere un piede cadendo sulle scale di casa, tanto per intenderci, ed è probabilmente più facile che accada in quella situazione piuttosto che mentre si sta arrampicando slegati sul II grado in montagna.

Come ho detto, l’adrenalina non mi interessa. Ciò che mi piace delle situazioni “da guai” è la concentrazione che producono. Sono costretto a fare attenzione, a concentrarmi, i miei sensi sembrano risvegliarsi. Altro che stare seduti su sta maledetta sedia ad elaborare dati!
Osare, o meglio uscire dalla falsa sicurezza della normalità, mi fa girare meglio il cervello. Dunque mi esorto “Memento audere semper!”.

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Una Risposta to “Memento Audere Semper”

  1. maria grazia Says:

    consolati, ho appena parlato con una mia amica, vecchia speleologa, che è praticamente ridotta all’immobilità,sai cosa mi ha detto? “la cosa che più me mette ansia è che non posso permettermi di cadere” ciò significa che in vecchiaia quello che tu pensi normale diventa pericolosissimo e ti impone un’estrema attenzione in ogni tuo gesto…memento audere sempre” ciao!

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