Blave transgenica

Riporto la notizia dell’assalto al campo di (supposto) mais transgenico dal sito web dell’ANSA: “PORDENONE, 9 AGO – Una settantina di aderenti ai gruppi ‘no blobal’ ha abbattuto questa mattina un campo di mais di proprieta’ di Giorgio Fidenato, a Vivaro (Pordenone). E’ uno dei due campi di Fidenato che si presume geneticamente modificato. Il blitz e’ scattato poco dopo mezzogiorno. I giovani, tutti in tuta bianca, sono entrati nel campo e hanno calpestato le piantine radendole praticamente al suolo. Carabinieri e Polizia stanno ora identificando i partecipanti all’azione dimostrativa. (ANSA) “.

La notizia è stata commentata in modi diversi. Innanzitutto il Ministro Galan, ha dichiarato che Si è trattato di un’azione squadristica della peggior specie, da condannare in ogni senso. Ogni cittadino italiano, soprattutto in casi del genere, è tenuto a rispettare leggi e regole proprie di ogni civile convivenza (Corriere della Sera).

La reazione dell’ex Ministro, Luca Zaia, attualmente governatore del Veneto è stata di segno opposto. Zaia ha giustificato, se non addirittura applaudito l’azione dei no global, dichiarando che è stata ripristinata la legalità (Corriere della Sera).

Per una volta, sicuramente la prima e probabilmente l’ultima, trovo un punto d’accordo con Galan. L’azione compiuta da questi “no global” è stata sbagliata, profondamente sbagliata, non tanto per lo scopo che si prefiggeva, quanto per il metodo, il momento e le implicazioni morali del gesto.

Lasciamo da parte, per un attimo, la questione OGM, che mi trova fortemente critico (in senso anti-OGM). Il problema è che in Italia quel campo di blave (parola friulana per “mais”) era illegale. Ed era per questo motivo sotto sorveglianza.
Chi ha seminato mais OGM lo ha fatto in modo illegittimo, con arroganza che merita una severa punizione, nei limiti e nei modi previsti dalle leggi.

Purtroppo l’autorità giudiziaria non ha dato una risposta in tempi utili, nel senso che, mentre stavano ragionando se il sospetto campo di mais transgenico lo fosse davvero, il mais è cresciuto, ha fiorito e diffuso il proprio polline, veicolo di un patriomonio genetico modificato.

Qui ci troviamo di fronte a due assurdità. Innanzitutto la Magistratura, che non reagisce in tempo utile. C’è notizia di un atto non lecito, ma non viene fatto nulla perché non è ancora stata presa una decisione. Coi tempi della giustizia italiana potremmo sapere fra vent’anni che un campo ormai scomparso ospitava del mais transgenico. Capisco le esigenze della procedura, ma un sistema così lento non ci serve.
Dall’altro lato c’è l’inutilità dell’atto dei “no global”, anche dal loro punto di vista. Il mais aveva terminato la fioritura e quindi aveva già diffuso il proprio polline. Si tratta di una pianta ad impollinazione anemofila, ovvero una specie in cui il polline viene portato dal vento. Il polline transgenico a questo punto potrebbe essere arrivato dovunque. Su campi di mais “normale”. Se i “no global” avessero voluto compiere un reale atto di interdizione, avrebbero dovuto agire prima della fioritura, non dopo.
Ma questo è un altro problema. Nonostante si siano riempiti la bocca di parole come “biologia”, è evidente che i “no global” sono ignoranti come campane. Oppure, se non lo sono, hanno seri problemi in fatto di logica.

Fatto sta che il campo probabilmente era fuori legge, ma anche l’azione dei “no global” è stata fuori legge. E’ frustrante attendere i risultati delle indagini ben oltre il limite del tempo utile, ma allo stesso tempo il concetto di legalità non prevede azioni personali.
Sbaglia Zaia a parlare di legalità ristabilita. Quella viene ristabilita dalle forze di Polizia su disposizione della Magistratura, ovvero da organi dello Stato, quell’entità che è costituita da tutti i cittadini. Se un presidente di regione non riesce a capire la differenza fra Stato e “affari miei”, penso che abbia sbagliato mestiere.
Il concetto di giustizia privata può estendersi dal campo di mais transgenico alla lapidazione delle adultere, al rogo delle streghe, alla fucilazione di chi non la pensa come noi. Devo ancora una volta, con la nausea, concordare con Galan. L’azione dei “no global” è stata squadrista, perché dello squadrismo ha i modi, i tempi e l’ideologia di fondo, quel “me ne frego” che rappresentava il motto dei primi fascisti, quella spinta ad agire senza rispettare le regole della civile convivenza che è propria del fascismo squadrista o dei movimenti populisti di ispirazione comunista.

Eppure, gli OGM devono essere tenuti lontani dalla nostra terra. Colutta, presidente della Confagricoltura FVG, si richiama al libero arbitrio. Trovo che tenti di volare troppo alto. Qua non si tratta di libero arbitrio, ma di definire i limiti della libertà individuale nell’ambito della libertà della comunità. Il solito vecchio problema. Fare ciò che ci pare non è libertà, è egoismo irresponsabile. Ormai è noiosa la litania di questi sedicenti imprenditori, che lamentano continuamente gli eccessi di una burocrazia che, nella maggioranza dei casi, è rappresentata da regole create apposta per garantire la maggioranza dei cittadini contro gli interessi personali di pochi.

In conclusione, lasciamo gli OGM fuori da questo Paese, ma facciamolo usando metodi decenti, per favore.

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Una Risposta to “Blave transgenica”

  1. Scintilena Says:

    Sono perfettamente daccordo con te Majo!

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