Evoluzione

La crisi economica, e politica, sconvolge l’Italia, l’Europa ed il mondo intero. Negli ultimi due anni sono stato puntuale nel commentare diverse vicende politiche e fenomeni sociali, ma da qualche tempo questo blog tace. Forse perché è difficile riuscire ad esprimere un pensiero in una situazione che, per come viene presentata dai media, è non solo intricata, ma addirittura disperata.
Ora l’Italia è passata ad un governo “tecnico”, un governo che pur sostenuto da un ampio schieramento parlamentare, non nasce da un progetto democratico. Il Presidente Monti non è un politico, non è stato eletto dal popolo in Parlamento, ma è stato scelto dal Presidente Napolitano ed accettato dal Parlamento, ricevendo l’incarico di fare quadrare i conti del Paese, in modo da raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2014. In sostanza, l’Italia deve arrestare l’aumento del proprio debito, spendere esattamente quanto incamera, non un centesimo di più.
Per l’Italia è uno sconvolgimento notevole. Abbiamo basato gran parte del nostro passato benessere (passato con buona pace dell’ottimista Berlusconi) su un debito allegramente in crescita. Oggi siamo costretti ad assecondare gli umori dei mercati finanziari, che terrorizzano il mondo con le proprie altalenanti esplosioni di crisi, crolli ed impennate, ma più che altro crolli clamorosi e poco entusiasmanti riprese.
In questo quadro il cittadino viene chiamato a sacrifici. Aumenti della tassazione, come quelli dell’IVA o delle accise sui carburanti. E tagli.

Personalmente trovo deprimente ciò che si prospetta. Senza entrare nel merito del giusto o sbagliato, equo od iniquo. Consola la sobrietà formale del nuovo governo della Repubblica, fa disperare la promessa concreta di lacrime e sangue. Le nostre lacrime, il nostro sangue.

In questa fase, credo che smetterò di commentare le vicende politiche e sociali del Paese. Non he ho la forza, come temo di non avere la forza per affrontarle nella vita reale, quella di ogni giorno, delle persone che devono fare i conti, lavorare, controllare la spesa. Noi, nelle nostre case, il pareggio di bilancio l’abbiamo sempre realizzato. Ora inizio a temere che il debito pubblico si arresti trasformandosi in debito privato.

Vorrei parlare di altro. Probabilmente così sarà.

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