Sella Nevea: delusione in quota

Giovedì scorso sono stato a sciare per la prima volta in questa stagione. Il tempo non prometteva nulla di buono, ma le nevicate erano previste solo a partire dal pomeriggio.
Dunque al mattino eccoci in due agguerritissimi (Alb e io), a Sella Nevea per iniziare la stagione. Io avevo, oltre tutto, gli sci e la giacca nuovi da provare.
Al parcheggio non c’erano molte auto, ma quello che mi ha stupito è la serie di targhe slovene. Strano, c’è il collegamento con Bovec, che senso ha per loro fare più strada e venire a Sella Nevea? Il collegamento è una delle cose che mi incuriosivano di più, dopo il grande restyling della stazione sciistica.
Innanzitutto, perplesso di fronte alla cabinovia che sale in quota verso il rifugio Gilberti. Le cabine sembrano vecchie, quasi fossero state acquistate di seconda mano, non dico rovinate, ma per lo stile. La cabinovia inoltre è lenta. La tratta è relativamente breve, ma da un impianto nuovo ci si aspetta che schizzi su verso il cielo. Niente di tutto questo, si tratta di una cabinovia riflessiva. Tutto sommato non male per riposarsi un po’, lascia anche tempo per chiacchierare con altri sciatori, ma mi aspettavo qualcosa di meglio da un impianto nuovo.
Arrivati su, decidiamo di fare la pista principale e scendere nuovamente a Sella. La neve è poca e si vede. La conseguenza più evidente è che la preparazione del fondo non può essere adeguata, o forse non lo può essere da noi in Friuli. Anche dove il fondo è duro (come piace a me), non è per nulla regolare. Tant’è vero che diventa impegnativo provare gli sci nuovi. La visibilità è terribilmente scarsa, a causa della spessa coltre di nubi che genera la disgraziata luce diffusa, ma per quello non ci si può fare nulla (la soluzione c’è, ma costa un mucchio).
Beh, il pistone di Sella è sempre un bel pistone. Non capisco cosa abbiano esattamente migliorato facendo saltare in aria non so quanta roccia e trafficando con le macchine. A me sembra poco migliorata rispetto al passato.
Poi ci buttiamo verso Prevala. Il mitico collegamento.
La funivia che porta verso Sella Prevala è bella grossa. Capacità di 100+1. Due corriere per cabina.
Arrivati su ci troviamo sulla classica “bretella di collegamento”. Scendiamo fino al più vicino impianto sloveno e partiamo su verso il monte forato. L’impianto sloveno, per quanto relativamente nuovo, continua a dare la sensazione di “vecchio”. La pista che scende dietro al monte Forato/Prestreljenik è deludente. A fronte di uno sforzo immane per costruire una pista su un versante di gradoni di calcare forati da decine di voragini carsiche, il risultato è una pista non esaltante, strettina e breve.
Dopo un paio di giri esplorando le misere possibilità della nuova zona slovena, con inevitabile incontro con sassi emergenti in piena pista, ci ritiriamo mestamente sul versante settentrionale friulano.
La pista che scende dalla sella alla conca di Prevala è un’altra delusione. Con un vallone così, dove abbiamo sciato “liberi” non so quante volte in passato, ti aspetti un pistone largo. Invece la pista è un po’ costretta. Dopo un breve tratto è evidente che per arrivare giù alla seggiovia bisogna mollarsi “a uovo” per la massima pendenza. In sostanza, il dislivello su cui sciare sul serio è veramente modesto, anche questa volta a fronte di uno sforzo notevole per creare l’impianto di risalita.
Alla fine ci limitiamo a fare su e giù per il caro vecchio pistone di Sella Nevea, dove abbiamo passato buona parte dell’adolescenza.

A fine giornata sono rientrato a casa con l’amaro in bocca. Abbiamo finanziato pesantemente il miglioramento delle stazioni sciistiche regionali, con denaro pubblico in quantità non indifferente. Con i nostri soldi hanno massacrato un pezzo di montagna molto bello, cui fra l’altro sono molto affezionato come escursionista e speleologo. Se tutto questo fosse servito a creare una figata di polo sciistico, lo capirei. Ci mancherebbe, scio da trent’anni e so bene che il mio hobby ha costi elevati, soprattutto ambientali. A Sella Nevea ho invece avuto la sgradevolissima sensazione che il denaro pubblico sia stato buttato via e che lo scempio pasaggistico degli impianti non trovi giustificazione in piste che sono decisamente deludenti per chi ha sciato su metà Alpi.
Rimango affezionato al pistone di Sella Nevea, ma se devo pagare 31 Euro per fare su e giù lungo un’unica pista, preferisco andare altrove e divertirmi su piste più lunghe, diversificate e ben preparate. Mi dispiace, ma il mio giudizio è fortemente negativo. Delusione in quota, in questo caso Promotur bocciata su quasi tutto il fronte.

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