Ricominciare

Ieri alle 15 si sono chiusi i seggi delle elezioni regionali e amministrative in Friuli Venezia Giulia. Nuova Presidente della Regione sarà Debora Serracchiani.

La nostra è una Regione Autonoma a Statuto Speciale, piccola, con una superficie di appena 7.845 kmq e 1.224.201 abitanti. Ma siamo posizionati in un punto cruciale dell’Europa, che ricade oggi nel territorio della Repubblica Italiana. Qui si saldano la penisola italica e quella balcanica, qui è l’estremità orientale delle Alpi, qui l’Europa centrale incontra quella Mediterranea. Piccoli ma crocevia e ricchi di diversità, tant’è che si parlano tradizionalmente quattro lingue: Furlan, Italiano, Deutsche e Slovenščina. A queste aggiungiamo la perla del Rośajanskë, lingua di una valle dove vive dal medioevo una comunità isolata, i resiani appunto, oggi minacciati dallo sciovinismo nazionalista e dall’ignoranza.

Ma torniamo alle elezioni, dopo questa premessa per i lettori che non conoscono la mia terra. Dopo cinque anni di governo di Renzo Tondo, sostenuto da PdL, Lega e UdC, si sono svolte queste elezioni regionali. In FVG eleggiamo direttamente il Presidente e c’è un premio di maggioranza per consentire la governabilità nell’ambito dell’organo legislativo, il Consiglio Regionale.

Il premio di maggioranza è tale che se un candidato alla Presidenza supera il 45% dei voti validi, le liste collegate disporranno del 60% dei seggi in Consiglio, se il candidato vince con 45% o meno, le liste collegate avranno a disposizione il 55% dei seggi. Quest’ultimo è il caso di Debora Serracchiani, che è stata eletta col 39.39% dei voti validi. I consiglieri attribuiti alle liste che la sostengono saranno dunque 27 su 49 totali. Il Friuli Venezia Giulia ha ridotto il numero dei Consiglieri da 59 a 49 nell’ambito della così detta “riduzione dei costi della politica”.

Le elezioni si sono svolte all’indomani di fatti politicamente gravissimi, che sono culminati nella rielezione alla Presidenza della Repubblica Italiana di Giorgio Napolitano. Rielezione a suon di trame d’apparato cui si è giunti a causa di personalismi, calcolo, incapacità di esprimere una maggioranza. Responsabilità che ricade molto sul gruppo dirigente del Partito Democratico, quello scatolone in cui ex DC ed ex PCI si sono mal amalgamati.

Contro Renzo Tondo dunque si è messa a disposizione del centro-sinistra Debora Serracchiani. Romana di origine, vive e lavora a Udine da molti anni, di professione avvocato, ha fatto la gavetta politica partendo da Udine, la sua Provincia ed infine è sbarcata al Parlamento Europeo con una valanga di preferenze, battendo il capolista avversario, un certo Silvio Berlusconi.

Debora Serracchiani è famosa per un suo intervento all’Assemblea dei Circoli PD, il 21 marzo 2009, quando bacchetta l’apparato del suo partito, indica i mali che l’avrebbero portato allo sfascio e si mette in evidenza come la “giovane speranza della sinistra italiana”. Giovane, perché Debora è nata il 10 novembre 1970 (ha appena un anno più di me, che sono giovanissimo!). Non credo molto nell’astrologia, però è scorpione, come me, e si vede.

La parentesi al Parlamento Europeo non è stata esaltante. Qui in Friuli abbiamo faticato a capire cosa e come stesse agendo la nostra rappresentante, ma a livello nazionale e regionale la Serracchiani ha continuato a farsi sentire.

E arriviamo a queste elezioni. Il disastroso e vergognoso bordello romano ha penalizzato tutti indistintamente, ma io guardavo ai fatti, alla regione. Tondo si era rivelato statico, ostaggio di meccanismi e persone che miravano a danneggiare la nostra regione, stava lavorando per un’innaturale “macroregione padana” che mi provoca bollori d’odio solo a sentirne parlare. Non potevo in alcun modo sostenerlo.

La Serracchiani si stava scrollando di dosso molti che avrei cacciato volentieri fuori dal territorio regionale. Stava risolvendo i motivi per cui avevo rifiutato la rielezione di Illy appoggiando un governatore di centro-destra. Ogni giorno mi è parsa più credibile, ho visto una persona che rifiutava i meccanismi di apparato, che si stava svincolando dai legami poco limpidi che hanno rovinato la politica italiana e regionale, quindi ho deciso di votare per lei e fare nel mio piccolo personale una campagna elettorale porta a porta per convincere più persone a sostenerla.

Ora la Presidente Serracchiani ha di fronte un compito difficilissimo. Il 50.48% dei cittadini del FVG aventi diritto non è andato a votare. Dei votanti il 39.39% ha votato Serracchiani, il 39.00% Tondo, appena il 19.21% Galluccio (M5S).
In pratica, l’attuale presidente è stata votata dal 19.88% dei cittadini del FVG aventi diritto. La nostra legge elettorale consente di governare con il 55% dei seggi in Consiglio Regionale, quindi non servono accordi trasversali, come vanno blaterando gli ignoranti non disinteressati del MòViMento 5 Stalle (prima di candidarsi e parlare bisogna conoscere la realtà).

Debora Serracchiani ha la delega per governare la Regione, ha un Consiglio Regionale che salvo tradimenti potrà rendere il governo possibile e sereno, ma deve non solo portare la Regione fuori da una crisi economica lacerante, che ci sta facendo tornare poveri come mezzo secolo fa, deve anche riuscire a convincere quel 50.48% a tornare a votare la prossima volta. Deve ridare fiducia nella politica ai cittadini, che ne hanno sempre avuta poca, ma ora non ne hanno proprio più.

La mia idea sinceramente è che per noi cittadini del FVG (e per tutti i cittadini della Repubblica) sia giunto il momento di riprenderci le nostre istituzioni politiche.

Abbiamo indicato Debora Serracchiani, abbiamo deciso che sarà lei a governare, ma ora dobbiamo continuare a occuparci di politica. Non dobbiamo lasciare sola la Serracchiani, altrimenti verrà presa nella morsa dei sistemi di partito, di apparato, che non sono per nulla morti dentro il PD e gli altri partiti italiani. Dobbiamo seguire attentamente ciò che farà la Serracchiani e ciò che faranno i consiglieri regionali. Li abbiamo delegati, ma non dobbiamo lasciare che facciano tutto al posto nostro per cinque anni.

Personalmente ho votato Serracchiani alla Presidenza, Shaurli per il Consiglio Regionale. Ebbene, questi sappiano che li seguirò passo per passo, giorno per giorno, e non mancherò di esprimere giudizi, sia positivi che negativi, sul loro operato! Né mancherò di cercare in qualunque modo di fare arrivare loro la mia voce. Che sia da questo blog poco seguito (sono Bepo, non Beppe!), che sia inviando e-mail, commenti sui social network, partecipando a incontri. Sono convinto che la politica non sia un diritto, ma un dovere di ogni cittadino, e sono convinto che sia mio dovere rompere le scatole a chi ha ora la responsabilità di gestire la mia regione, il nostro territorio, le nostre risorse, i nostri tesori culturali, la nostra specialità e autonomia, il nostro futuro.

Buon lavoro e auguri!

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