Analisi, logica?

Un altro strappo fra la volontà popolare e le istituzioni democratiche si è consumato, rendendo sempre più labile il colore della democrazia italiana.

Una legge elettorale che consente agli apparati di partito di scegliere i candidati prendere-o-lasciare è già di per sé un problema. Se non altro ti permette di scegliere se votare a destra, sinistra o qualcos’altro.

In Italia i due partiti “nemici”, ovvero il PdL ed il PD hanno formato insieme un governo detto di “responsabilità”, ovvero un esecutivo a duplice guida, Letta – Alfano, il cui scopo doveva essere quello di salvare l’Italia dal fallimento, rimettere in piedi l’economia, tranquillizzare i mercati internazionali e le istituzioni europee.

Di per sé, dopo anni di confronto duro ed una campagna elettorale giocata completamente sulla denigrazione dell’avversario, trovo quanto meno discutibile la scelta. Già lo feci criticando il passato governo “tecnico” del Sen. Monti, mi ripeto con quello di Letta e Alfano.

Ora siamo arrivati alla farsa della democrazia. Si doveva cambiare la legge elettorale, ma tutto sommato continuano a parlarne solo SEL e il M5S. Avrebbero dovuto rilanciare l’economia e come l’hanno fatto? Aumentando la tassazione sulle famiglie. Trasformando l’ICI in IMU ed ora in una Service Tax. Il cambiamento sta nell’abbandono della lingua italiana. Tutto sommato, per chi appartiene ad una minoranza linguistica non è un dramma. Straniero per straniero.

Hanno aumentato l’aliquota dell’IVA. Interessante. Dal punto di vista di chi ha un’attività la cosa cambia apparentemente poco. Acquisto con l’IVA al 22%, recupero l’IVA come prima, il costo del servizio o del bene per me non cambia. Solo un imbecille può vedere la cosa in questo modo.

Innanzitutto ci sono coloro che hanno contratti di fornitura prestazioni ad importo bloccato. Ad esempio, il contratto che ho io con un ente regionale prevede la corresponsione di un compenso “tutto compreso”. Se aumentano gli obblighi previdenziali e l’IVA, l’ente non spende un centesimo di più, io invece intasco diversi centesimi di meno. E’ esattamente quanto accaduro.

Ci sono poi coloro che hanno acquistato merce con l’IVA al 21% e devono vendere al dettaglio. Hanno due scelte. La prima è aumentare il prezzo al pubblico. Quindi una cosa che costava 121€ sabato scoro deve costare 122€ oggi. In alternativa il nostro commerciante deve mantenere il prezzo a 121€ e togliere la differenza dal guadagno. Beh, per 1€ nessuno muore!

Si, nessuno muore per 1€ in meno, Ma quando la famiglia media spenderà di più per oltre 300€ all’anno, famiglia dove oggi probabilmente c’è un solo stipendio, con un paio di persone a carico, e lo stipendio dell’italiano medio non è decisamente quello di Marchionne o di Letta, quei 300€ contano eccome.

E così i consumi vengono “depressi”. A dire il vero saremo noi ad essere depressi. Il tutto perché in questo modo si manterrà un rapporto deficit / PIL inferiore a 0.03, il famoso 3%. Il problema, mica di poco conto, è che diminuirà ancora il PIL, perché questo è legato alla capacità di spesa degli italiani, oltre che alle esportazioni.

E non dimentichiamoci la così detta “legge di stabilità”. Si è deciso, da qualche parte, che nei conti devono rientrare tutte le disponibilità dello Stato e di tutti gli Enti locali. Quindi che si fa? Beh, puntiamo ad avere tot miliardi nel salvadanaio, il che vol dire che dobbiamo vietare di spendere soldi a chi li ha. Se ne parla da un pezzo: le pubbliche amministrazioni hanno debiti miliardari verso imprese, che non incassano perché Comuni, Provincie e Regioni devono tenere i soldi nel salvadanaio per fare tornare i conti. Le imprese falliscono. Ovviamente i dipendenti restano senza lavoro. Non ne trovano altro. Gli “ammortizzatori sociali” sono un bel bidone. Funzionano se ci sono milioni di persone che lavorano e qualche migliaio in cassa integrazione, ma se iniziamo ad avere milioni in cassa integrazione, chi potrà mai pagare il loro sostentamento?

In tutto questo, regole comunitarie scritte per tutelare gli interessi delle aziende dei paesi “forti”, come Germania e Francia, stritolano le nostre realtà. Come non bastasse, liberalizzare significa cancellare progressivamente ogni forma di collettivismo. Per carità, suona di soviet! Peccato che il collettivismo abbia funzionato in Europa per più di mille anni prima che nascesse Stalin. L’obiettivo delle aziende degli altri paesi, e dunque dei loro politici, è quello di costringerci a cedere ai privati tutti i servizi possibili ed immaginabili. Gestione del ciclo dell’acqua, rifiuti, sanità. E il governo Letta – Alfano è perfettamente in linea, non solo per la consueta piaggiosa abitudine italiana ad allinearsi a chi fa la voce grossa, ma perché i due (ed i loro ministri) sono liberisti convinti. Sono campioni di quel tipo di economia, così come lo era Monti, che ha portato in rovina l’Europa ed il mondo intero.

I conti devono tornare perché le banche mondiali investono sugli Stati come qualunque strozzino investe sui suoi “clienti”. I nostri titoli di stati sono in realtà cambiali, firmate a grandi finanziarie così come a piccoli risparmiatori. Solo che le grandi finanziarie acquistano decine o centinaia di milioni di € di titoli ed hanno una mente (diabolica) unica che dirige il gioco. I piccoli risparmiatori italiani, sono immersi nel sistema e non hanno una volontà comune, se non quella di sopravviere. Sperare e sopravvivere.

In tutto questo ci troviamo con un’opposizione che come al solito si concentra su slogan, su piccoli fatti, incapace di individuare una strategia. L’Italia non conta nulla in Europa perché nessuno è mai andato in Parlamento e in Commisione a sbattere i pugni sul tavolo. L’Europa siamo noi, ma stiamo permettendo ai tedeschi di governarla, esattamente come in Italia stiamo permettendo a Letta, Alfano, Berlusconi, Bersani, Grillo, Renzi e compagnia cantante di continuare a prenderci in giro, gozzovigliando alle nostre spalle.

Vorrei tanto comprare un pascolo ed un po’ di pecore.

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Una Risposta to “Analisi, logica?”

  1. Marco Says:

    Ciao, ti rimando a qualche riga che scrissi nel 2007:
    http://marcoplebani.com/sulla-vivace-imprevedibile-vita-politica-italiana/

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