Forse dovremmo arrenderci

La democrazia è afflitta dall’ignoranza degli elettori.

Il popolo viene mantenuto ancora nell’ignoranza e si sta lavorando per affondarlo ancor più in questa condizione, riducendo la scuola ad ammortizzatore sociale per laureati disoccupati, lasciando che esista come istituzione ed edificio pieno di futuri cittadini, ma imbrigliando l’istruzione in un sistema che impedisca di dare reale formazione.

In Italia si continua a trascurare in modo deliberato l’insegnamento delle scienze fisiche e naturali.

Parla con la gente e scoprirai che molti credono nel moto perpetuo, che ci sono ancora dubbi sulla generazione spontanea dei viventi, che certe convinzioni pseudo-religiose ancora viziano il giudizio delle persone più insospettabili.

Parla con la gente e continuerai a sentir dire che il cane scomparso in una grotta è uscito a decine di chilometri di distanza, ma nello stesso tempo buttano tonnellate di rifiuti nelle voragini delle Prealpi perché occhio non vede cuore non duole, anche se l’acquedotto sotto è quello che rifornisce casa loro.

E’ l’ignoranza a uccidere ed a spingere la gente a ragionare solo in termini di sopravvivenza, di furbizia, di “favori” da ottenere dai politici.

Ragioniamoo tutti in modo egoista.

Una volta chiedevamo grazie ai Santi, oggi le chiediamo agli “onorevoli”.

Poi ci incazziamo contro la kasta. E appena eleggono uno nuovo cosa chiediamo? Favori personali.

Questo è il prodotto dell’ignoranza. Ignoranza che ti porta ad ascoltare chi grida più forte o chi predica meglio. Senza pensare, o ragionando a partire da informazioni errate, fornite ad arte da chi vuole sviarti.

Cosa ci forniscono i mezzi di informazione “libera” come internet? Informazioni sconclusionate, prive di argomenti e di prove, dove si suppone che “tutti controllino”, ma sulla base di cosa? Di quali conoscenze? Che controllo c’è su ciò che circola in rete se il 99% di noi è ignorante come una campana? Che ne so io, come potrei giudicare se viene data un’informazione errata riguardo la fisica delle particelle, o la chimica dei polimeri, o anche la clinica delle malattie cronico degenerative?

So giudicare quando si danno informazioni errate sull’ecologia delle acque, sulla gestione della pesca, sulla depurazione. E garantisco che la maggior parte delle cose che si leggono in rete sono false, ciarpame, disinformazione pura, creata ad arte o semplicemente perché chiunque si svegli la mattina ed abbia una connessione è libero di sfiatare i prodotti del suo cervello.

Avete mai provato a combattere una bufala in rete? Ebbene, ve la ritrovate più forte di prima dopo un mese, dopo un anno, dopo due. Ritornano. E migliaia di persone cliccano “mi piace” e condividono sui social network.

Sapete quante persone cliccano “mi piace” e condividono un articolo serio? Poche decine e per un paio di giorni al massimo. Ci ho provato e ho parlato con altri che ci hanno provato.

Non c’è soluzione.

Forse dovremmo prendere in considerazione l’ipotesi di arrenderci.

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