Cos’è la “sinistra”?

A parte la mano con cui alcuni privilegiati, fra cui me, scrivono. Cos’è la sinistra?

Non lo chiedo con intento polemico, lo faccio con sincero interesse e con la segreta speranza che qualcuno, fra gli esigui lettori di questo blog, possa darmi una risposta sensata, o almeno convincente.

Un tempo c’era il Partito Comunista Italiano. Era chiaro. Un partito comunista, di ispirazione marxista. Sapevi esattamente quali fossero le tesi di Marx, per quanto vecchiotte. Sapevi qual’era il modello di società che prevedeva il comunismo marxista applicato.

Dico “applicato” perché fra la teoria marxista e la pratica del comunismo nei paesi del “socialismo reale” c’erano differenze significative. E forse già all’epoca c’era qualche problema di identificazione.

Quando ero al liceo per me il mondo si divideva nel sistema capitalista e nel sistema comunista. Fra i due avevo scelto quello comunista, mi stava più simpatico e soprattutto avevo una sicurezza: quasi tutti i miei compagni di classe non avrebbero mai abbracciato il comunismo!

Il problema è nato per me e per la sinistra italiana quando ci siamo resi conto che il comunismo non stava in piedi. Per quanto rigaurda me, scoprii che a parte volere essere diverso dagli altri non avevo molto del comunista. Solo l’idea di non avere proprietà privata cozzava contro la mia cultura. Noi friulani abbiamo un mito solo nella vita: “la cjase”. La casa di proprietà. E poi “la robe”, i beni.

Sorvoliamo sul fatto che proprio nella lingua friulana la parola “comunist” esistesse molto prima che nascesse Marx, ma si trattava di un altro concetto di “comunismo”, più vicino al “comunalesimo” delle città italiane che al regime dei soviet.

Ad ogni modo, i comunisti veri si accorsero che il comunismo era irrealizzabile perché inumano. Inumano semplicemente perché pretenderebbe di annientare un aspetto intrinseco nell’essere umano: essere un individualista sociale. L’umano non può accettare di diventare un numero grigio e uguale a milioni di altri numeri in un sistema dove è impossibile sperare di elevarsi di un centimetro sulla media. Fermo restando che a tutti noi, per lo meno a quelli sani, vivere in società piace.

Beh, adesso mi trovo in un’Italia dove il “comunismo” rimane nella mente di pochi emarginati e si parla un sacco di “sinistra”. Per un po’ ho creduto di avere le idee chiare su cosa significasse “sinistra” ma oggi sono piuttosto disorientato.

Non c’è un’ideologia, un impianto di idee chiare, uno schema, un obiettivo. Mi sembra che la “sinistra” oggi si possa caratterizzare per una sorta di benevola tolleranza verso le diversità e le intemperanze altrui. Essere di sinistra significa pensare ad accogliere gli immigrati, mentre la destra li affonderebbe sulle loro carrette nel canale di Sicilia. Essere di sinistra significa parlare di diritti degli omosessuali, ma non troppo perché chi è di sinistra ma cattolico da sto orecchio non vuole sentire.

Ecco, il problema lo ha in parte anche chi è cattolico. Perché negli ultimi vent’anni c’è stata un po’ di confusione. L’attuale Papa ci tiene un sacco a ribadire che le sue parole sono diverse da quelle dei predecessori, il suo modo di approcciarsi ai fedeli è diverso, i fedeli sono diversi, ma la fede, la dottrina della chiesa, sono immutabili perché espressione della volontà divina.

Almeno loro hanno le idee chiare!

La “sinistra” invece boh? Si parla di servizi ad esempio. Il PD in passato ha predicato la necessità di non svendere, di non dare il controllo alle multinazionali estere, ma nello stesso tempo i vertici del PD sono fautori delle privatizzazioni. Lo è stato Bersani, lo è Renzi. Non mi pare cosa da poco. Voglio dire, capisco di non imporre la nazionalizzazione delle aziende come vorrebbe Rizzo coi suoi comunisti del XXI secolo, ma questi sotto sotto vorrebbero cedere su tutta la linea.

Oppure no? In qualche caso si tirano dei bei siluri alla sanità in convenzione, o alle scuole private. A meno che non si tratti di realtà gestite da satelliti della chiesa, perché il maggior partito della “sinistra” oggi è di fatto in mano all’ala “sinistra” della ex DC.

Ed io continuo ad essere molto disorientato.

A parte sta idiozia delle liste bloccate per le elezioni politiche, che pare Renzi abbia digerito (non so quanto di malavoglia) su imposizione della controparte Berlusconi. Io non ci capisco più niente. E se non capisco non posso decidere. E se non posso decidere non posso votare. Questo è grave. Votare è un dovere, mica un piacere.

Qualcuno mi può aiutare a capire?

No slogan, per favore, quelli vanno bene allo stadio ed a me il calcio fa cagare.

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Una Risposta to “Cos’è la “sinistra”?”

  1. michiamoblogjamesblog Says:

    Una volta c’era il PCI, Partito Comunista Italiano,
    poi la svolta
    PDS, Partito Democratico della Sinistra
    poi la svolta
    PD, Partito democratico
    adesso la svolta
    P, partito.

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