Meditazioni su Ebola

In questi giorni i mezzi di informazione europei stanno parlando molto della malattia detta “Ebola”. Una patologia provocata da un virus, individuata per la prima volta in Africa occidentale, dove pare si stia diffondendo in modo epidemico.

A quanto ho capito si tratta di un virus a RNA, che non infetta le vie respiratorie ma colpisce gli organi interni, in particolare reni e fegato. Oragani piuttosto importanti. Il fatto di non essere un virus “respiratorio” è positivo, perché ne rende più difficile la trasmissione, che può avvenire solo da malato a sano e solo per contatto con i fluidi del malato.

Ciò che colpisce particolarmente di questa malattia è che, a quanto pare, provoca una gran fragilità dei vasi sanguigni, dunque emorragie. Una cosa impressionante che siamo abituati a vedere nei film horror di serie B (ovvero tutti) quando parlano di terribili malattie che distruggono l’umanità intera.

La difficoltà di trasmissione dovrebbe essere un vantaggio per il contenimento del contagio. In pratica si trasmetterebbe come l’AIDS, con il vantaggio di non avere lunghi tempi di latenza durante i quali un soggetto infetto può diffondere il virus.

Lo svantaggio è che questa malattia sta colpendo zone del mondo dove la prevenzione è sconosciuta, la sanità ad un livello paragonabile a quello dell’Europa al tempo delle grandi pestilenze. Inoltre oggi ci sono gli aerei e le persone, dunque i virus, viaggiano.

Qualcuno ha proposto la quarantena per chi arriva dall’Africa, in particolare per gli africani. Peccato che la specie Homo sapiens sapiens sia tutta soggetta a infezione, non solo chi ha la pelle nera.

Non ho notizie di cose più serie, ad esempio di un eventuale vaccino allo studio, o di un test diagnostico rapido basato sull’individuazione degli anticorpi, perché sto dannato virus qualche risposta immunitaria deve pur provocarla, se esistono soggetti che sopravvivono alla malattia.

Già un test diagnostico sarebbe di aiuto, per individuare chi può essere portatore del virus. Di sicuro un vaccino sarebbe auspicabile. Ho sentito dire che negli USA stanno testando dei farmaci antivirali.

Quello che mi consola è pensare che dove Ebola sta mietendo centinaia di vittime il livello di assistenza sanitaria è infimo e probabilmente coloro che vengono a contatto col virus non sono in buone condizioni fisiche, ad esempio potrebbero essere mal nutriti. Ma ciò che particolarmente mi spaventa di questa vicenda di Ebola è che sento circolare, sul web e nelle strade, le stesse idee strampalate che vengono riportate dai cronisti medievali e rinascimentali quando parlavano della peste. Siamo totalmente impreparati, nonostante la presunzione di essere ben più colti di un africano medio, ad affrontare una minaccia biologica. L’ignoranza resta il male più diffuso.

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