Il saluto al Presidente Napolitano

Giorgio Napolitano, firmata la lettera di dimissioni dalla carica di Presidente della Repubblica Italiana, ha appena lasciato il palazzo del Quirinale, concludendo nove anni di incarico. Molti italiani hanno esultato, altri sono rimasti freddi, pochi sono dispiaciuti.

Napolitano ha avuto una grande sfortuna: essere Presidente della Repubblica in un momento storico in cui la politica è in crisi, l’economia è in crisi e il popolo è tendenzialmente avverso a qualunque carica pubblica. Di certo Napolitano non ha incontrato la simpatia di molti politici e movimentisti, per il suo ruolo di guardiano della Costituzione. Cosa che il popolo non ha potuto apprezzare, perché non conosciamo la Costituzione.

Quello che mi ha colpito, in particolare negli ultimi tre o quattro anni, è stato che Napolitano abbia ricevuto feroci critiche soprattutto quando ha applicaato la Costituzione in modo rigoroso, ovvero quando ha compiuto il suo primo e più alto dovere. Da cosa dipende questo? Fondamentalmente dal fatto che la democrazia repubblicana in Italia è sull’orlo del fallimento.

I padri costituenti emergevano da un ventennio di dittatura e da una guerra catastrofica, che l’Italia ha perso con grande danno nonostante interpretazioni discordi sul ruolo della Resistenza. Nonostante non fosse risolto il conflitto politico fra fascisti, monarchici e repubblicani, nonostante le tensioni fra comunisti e democristiani, l’Italia di allora poteva contare su una classe dirigente nuova (antifascista) formata da persone che godevano del rispetto dei cittadini.

Oggi i cittadini non rispettano i politici perché, secondo la teoria più diffusa, questi sono disonesti, arroganti e non rappresentano il popolo. Ora, il problema è che in Italia vige un regime democratico: sono i cittadini a scegliere chi viene eletto in Parlamento. Ed è il Parlamento che elegge il Presidente della Repubblica, attribuisce la fiducia al Presidente del Consiglio dei Ministri e approva le Leggi della Repubblica.

In ultima analisi, se non siamo contenti di chi siede in Parlamento e di chi questi eleggono o sostengono, il problema è che abbiamo scelto le persone sbagliate. I più dicono che questo è dovuto al gioco dei partiti, che scelgono chi candidare. Abbiamo un esempio di movimento che non fa scegliere alla segreteria i candidati, il Movimento 5 Stelle. Il problema non sembra risolto, dato che ogni santo giorno qualche parlamentare del M5S viene espulso e lascia il gruppo.

Napolitano ha interpetato bene il suo ruolo. Non è stato certamente un Presidente amato come fu Pertini, ma credo che non sia stato nemmeno disastroso come Cossiga a fine mandato. Ha fatto il suo lavoro e per questo lo ringrazio, anche se per mia fede politica non sono daccordo con alcuni principi delle Costituzione.

Ora bisognerà scegliere un nuovo Presidente della Repubblica. Sinceramente ciò che mi preoccupa di più è l’idea di una scelta di immagine, ovvero di un Presidente che sia “gradito al popolo” e abbia più una funzione di facciata che una sostanziale di controllo della vita democratica della Repubblica. Non credo che questo mio timore sia condiviso dagli italiani, non da tutti per lo meno.

In ogni caso, non ci preoccupiamo, l’unica cosa che interessa al popolo del Presidente della Repubblica è criticarne lo stipendio e il trattamento al Quirinale. Se il Presidente prendesse 1500€ al mese e vivesse in un condominio, andrebbe tutto bene, anche se promulgasse leggi a caso.

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