Si decapitano i cervelli

La notizia dell’esecuzione dell’archeologo Khaled al Asaad in Siria potrebbe sembrare una delle tante notizie di esecuzioni effettuate da parte del così detto ISIS, tuttavia in questo caso c’è qualcosa di più.

Si tratta di un caso in cui la decapitazione è doppia, nel senso che non solo è stato ucciso un uomo, ma è stato tolto di mezzo un cervello pieno di conoscenza. L’organizzazione che chiamiamo ISIS non è composta esclusivamente da fanatici idioti, ma ha evidentemente un coordinamento da parte di persone capaci, dotate di intelligenza, per quando discutibile sia il suo uso.

La conoscenza è qualcosa di estremamente pericoloso. Gira voce che al Asaad sia stato interrogato lungamente per ottenere informazioni su “tesori” di epoca romana nascosti prima dell’arrivo dei miliziani ISIS e si dice che la sua decisione di negare le informazioni richieste sia la causa della sua morte. E’ una motivazione credibile, ma semplicistica, che ci fa credere di avere a che fare con bande di predoni crudeli. Eppure, se le informazioni fossero state così interessanti, avrebbero potuto continuare a interrogarlo, cambiando metodo, per mesi magari.

Una motivazione meno semplicistica è che un cervello pieno di conoscenza costituisce un pericolo estremo per qualunque regime, buono o cattivo che sia. Un cervello di per sé ha potenzialità enormi, ma arricchito da esperienza e informazioni, diventa un’arma micidiale.

Tutti coloro che vogliono cancellare una società decapitano, in modo più o meno letterale, le menti più ricche. Accade ogni volta che qualcuno instaura un regime insensato, oppure occupa il territorio di un altro popolo. E’ successo in Europa e nel resto del mondo negli ultimi millenni.
L’idiota, l’ignorante, non fanno paura a nessuno. L’ignorante è facile da convincere, perché non sa, non conosce la storia, non ha scienza, risponde al suo stomaco, agli istinti e all’egoismo. L’ignorante crede di essere sempre il primo ad avere avuto un’idea, vede solo l’oggi, crede in un domani a suo vantaggio, non ha nessuna idea riguardo al passato. Confonde furbizia con intelligenza.

Chi invece ha conoscenza, sa benissimo che quanto sta accadendo oggi non è poi dissimile da ciò che è accaduto in passato. Certamente Khaled al Asaad avrebbe potuto testimoniare cosa fosse la terra chiamata oggi Siria. La stessa esistenza dei resti della città di Palmira testimonia il fatto che quella regione ha fatto parte, anzi fa ancora parte, di un mondo più ampio rispetto a quello che può percepire un uomo solo e stretto dalle morse di paura, fame e una dose di ambizione.

Lo sappiamo molto bene noi europei, che per giustificare la nascita di alcuni stati “nazionali” abbiamo letteralmente cancellato intere pagine della nostra storia, lo sanno bene i capi dell’ISIS, che non sono per nulla degli incolti beduini a capo di una banda di trasandati che sparano in aria. Non avranno forse un grande esercito se confrontato con quello di altre potenze, ma credo che in questo assassinio ci siano le prove evidenti di una strategia intelligente quanto perversa.

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