A casa loro

“Aiutiamoli a casa loro!” è uno degli slogan più diffusi fra coloro che cercano una soluzione popolare al problema dell’immigrazione.

Sembra assurdo, ma quando sento questa frase penso a Gino Strada, non a Salvini. Perché diciamocelo, se c’è qualcuno che si dà da fare per aiutare sti poveracci “a casa loro” è la gente di Emergency. Anche di altre organizzazioni, per carità, ma in Italia mi vengono in mente loro.

Cosa fa invecce Salvini? Dice semplicemente ciò che tutti noi sotto sotto vogliamo sentirci dire. Perché il diverso fa paura, ma sta invasione lenta e continua fa ancora più paura. Sappiamo come andrà a finire: cambieranno la nostra società. Sta cosa non ci piace. A me non piace molto, se devo essere sincero, specialmente perché abbiamo fatto delle conquiste sociali negli ultimi duecento anni e vorrei conservarle.

Non so se gli immigrati ci cambieranno in meglio o in peggio, dipende dai punti di vista. Probabilmente questo fenomeno migratorio modificherà in modo sostanziale la cultura europea nel prossimo secolo. Con quella gente arriva la loro cultura, la loro mentalità, arrivano le loro regole morali e sociali. Noi non siamo in grado di integrarli se non diluendo la nostra, di cultura. Integrare significa accettare di modificare noi stessi, per questo è difficle farlo.

Quando mi dicono che gli immigrati si devono integrare e intendono con questo dire che devono diventare tutti come noi, mi viene da ridere. La mia terra è stata invasa non so quante volte, in modo violento per lo più, ma anche in modo pacifico. L’ultima invasione è stata quella italiana.
Se oggi vi dicessi che i miei bisnonni non mangiavano la pizza, l’aglio olio peperoncino, cosa pensereste? Che sono matto? No, è la verità. La verità è che ciò che un friulano medio come me vuole conservare non è nient’altro che il prodotto della contaminazione della cultura originale del nostro popolo, che si è realizzata attraverso un progetto di egemonia militare, politica e culturale degli italiani. Peggio di quanto hanno fatto loro non credo si possa fare.

Ma pensateci bene a come le cose stiano cambiando, vent’anni fa andavate a mangiare il kebab? E quando eravate bambini (parlo per noi quarantenni), mangiavate gli hamburger al fast-food? Quando eravate alle elementari per caso qualcuno di voi aveva idea di cosa fossero ste cose? No. Siamo già cambiati, siamo già stati contaminati, ci siamo già diluiti.

Comunque aiutarli a casa loro mi sembra una buona idea, dato che sono esseri umani come noi, non possiamo spostare tutta la popolazione dei paesi poveri e travolti da guerre verso l’Europa e il Nord America. Anche perché se accadesse, diventerebbero povere anche queste zone e non avremmo risolto nulla.

Rimane il fatto che aiutarli a casa loro lo dice Salvini ma lo fa Strada. Mi sembra significativo.

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2 Risposte to “A casa loro”

  1. lunadelfalco Says:

    Certo che è significativo, perchè Salvini parla… anzi, no, chiedo scusa, Salvini urla e parlare (uralre in questo caso) è facile e poi non costa nulla tranne un po di fiato, che vuoi che sia? Per non dire che nel caso specifico (Salvini) porta voti.
    Strada, che dei voti non se ne fa nulla “fa”… che è poi ciò che davvero conta.

  2. zakunin (@zakunin) Says:

    Imho abbiamo la possibilità di arricchirci, piuttosto che di diluirci. Come “popolo” potremmo capire che buona parte dei problemi che spingono queste persone ad affrontare un viaggio potenzialmente mortale, sono causati da noi. Tutti noi occidentali: sfruttamento delle risorse, smercio di armi, favoreggiamento della schiavitù, interessi economici vari sono solo alcuni dei pesi etico-morali che pendono sulle nostre teste, così aggrappati al nostro tenore di vita. Già capissimo questo e cambiassimo un po la prospettiva da cui osserviamo certe cose, qualcosa migliorerebbe ovunque e aiuterebbe queste genti a casa loro.
    Purtroppo affrontiamo questo “esodo” come popolo dal basso profilo culturale ed i fascismi che nascono ed attecchiscono sempre più ostinatamente intorno a noi sono il naturale frutto delle nostre pluri decennali mancanze e soprattutto, di quelle di politici, amministratori e classe dirigente.
    Detto questo credo che aver più possibilità di scelta sia meglio che averne di meno: ma una porca carbonara ignorante rimane e rimarrà un punto di riferimento immutabile (ma si, ma si, anche el frico de voi furlani :D)

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