Una bella sberla (morale)

Oggi mia madre mi ha chiesto: ma questi che arrivano con le barche, perché scappano?

La domanda mi fa saltare sulla poltrona. Ma come perché?! La guerra, la gente che spara, le bombe, manca cibo, mancano medicine, manca la sicurezza, può capitare che qualcuno arrivi e ti ammazzi da un momento all’altro!

Non risponde nulla, semplicemente tace e guarda davanti a sé, sembra nel vuoto, ma non è nel vuoto, sta guardando qualcosa che io non posso vedere.

Ci penso e mi rendo conto che la mia spiegazione è inutile e sciocca.

Mia mamma è nata nel 1936. Ha vissuto la guerra. I bombardamenti. I cosacchi che entravano in casa ubriachi e a rubare il cibo. I tedeschi che rastrellavano e fucilavano coi loro alleati fascisti. Le rappresaglie, la guerriglia, la mancanza di derrate, di medicine, di qualunque sicurezza. L’intrico mortale di fazioni in lotta l’una contro l’altra per controllare il territorio e il futuro.

Semplicemente mia mamma non sa esattamente dove sia la Siria, non riesce a inserire in un contesto geografico i mille conflitti di cui parlano i telegiornali, anche perché una bambina del 1936 non ha potuto studiare e conoscere il mondo come un borghesuccio nato nel 1971. Ma ha conosciuto la guerra.

Ci sono dei silenzi che sono più difficili da reggere di qualunque parola e fanno più male di una sberla. E qualche sberla anche dopo i 40 una madre te la può sempre dare.

Annunci

Tag: , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: