Attacco al wurstel

Leggo il titolo sul sito web dell’ANSA: “Oms, le carni lavorate sono cancerogene come il fumo“. In primo piano una bella piastra coperta di salsicce alla tedesc, wurstel. Leggendo l’articolo apprendo che la International Agency for Research on Cancer (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che le carni lavorate debbano essere incluse nell’elenco del Gruppo 1 insieme al fumo e al benzene.

Il benzene è stato la prima sostanza evidentemente correlata all’insorgenza di tumori, a quanto ricordo dagli studi universitari. Il fumo è da anni indicato come causa di un gran numero di tumori, oltre a quello classico localizzato nei polmoni. Ora la IARC dà ufficialità a una posizione che circola da anni fra alcuni oncologi, convinti sostenitori della nocività del consumo di carne. Apprendo che si tratta del risultato di una review, ovvero di un’esame della letteratura scientifica disponibile, in base alla quale gli esperti dell’OMS hanno stabilito che esiste una correlazione sufficiente fra consumo di carni lavorate e insorgenza del tumore colorettale. In discussione è anche la carne rossa non lavorata, che dovrebbe essere classificata non come cancerogena “certa” ma come pericolosa.

Ripeto, ho solo letto l’articolo sul sito ANSA.

Mi sembra un deciso passo avanti nella storia dell’umanità. Dopo mezzo milione di anni l’uomo si rende conto che mangiare la carne fa male. Come fa male il fumo e fa mare inspirare i vapori della benzina verde, ricca in benzene. Prima faceva male il piombo della benzina super. Quando ero bambino non faceva male la formaldeide, tanto che ci veniva somministrata nelle pastiglie contro il mal di gola come chemioterapico antibatterico.

L’uomo si sta finalmente affrancando in modo definitivo dalla sua bestialità, escludendo dalla propria alimentazione ciò che ne fa parte per necessità fin dalla nascita della nostra specie. Ci stiamo allontanando sempre più dall’essere animali normali, estendendo le nostre convinzioni e abitudini agli animali che ci vivono accanto. Conosco ad esempio persone che somministrano al proprio cane un’alimentazione vegetariana, dichiarando che il cane sta benissimo e la gradisce molto.

Il cane non può scegliere. E’ un carnivoro per definizione, ma è dipendente e convive con una scimmia che si è autonominata proprietaria della Terra (inventando poi un’investitura divina per giustificare le sue malefatte).

Qualche anno fa ho scelto di smettere di fumare. Avevo iniziato quando avevo 18 anni e l’ho fatto fino a 37. Un’etât dal stupit piuttosto lunga, ma non credo di essere l’unico.

Sono stati diciannove anni di contribuzione alle casse dello Stato e delle multinazionali del tabacco, di attentato alla mia salute: diciannove anni di aspirazione più o meno intensa di fumo prodotto dalla combustione di foglie di tabacco seccate, trattate e triturate.

Non fu proprio una folgorazione, ma posso dire che ci fu un episodio determinante. Un giorno ero seduto accanto a un fuoco da campo e stavo arrostendo una salsiccia conficcata su uno stecco. Il massimo del cancerogeno a questo punto. Una modesta corrente d’aria cambiò direzione e il fumo mi investì. Infastidito mi spostai, perché mi dava fastidio respirare il fumo di quel fuoco. Poco dopo mi accesi una sigaretta. Immediatamente mi resi conto della stupidità del gesto. Ci vollero alcuni mesi perché quell’episodio si trasformasse in un abbandono del fumo di sigaretta che a dire il vero fu facilissimo: non ho mai più avuto voglia di fumare fino ad oggi.

Ad ogni modo, continuo a sniffare benzene, grazie all’inefficienza dei sistemi che dovrebbero proteggerci dagli effetti dell’uso della benzina “verde”. Continuo anche a inspirare fumi invisibili e a bere acqua, che spesso contiene sostanze cangerogene quanto il benzene, ma in tracce, o semplicemente si tratta di sostanze che non sono inserite nell’elenco magico di quelle che devono essere cercate nel dichiarare la potabilità dell’acqua.

Il tumore, in generale ogni malattia neoplastica, è la manifestazione di un’anormale moltiplicazione di gruppi di cellule. Comportamento che viene innescato da qualche guasto nel sistema di regolazione dell’attività cellulare e dunque dell’espressione del genoma. Questo guasto può essere provocato da un sacco di cose. Per ora tendiamo a parlare più di fattori causali che di cause.

Una causa vera e propria è ad esempio assunzione di cianuro di potassio = morte. Un fattore causale è ciò che aumenta la probabilità che avvenga qualcosa.

Quando gli esperti dell’OMS dicono che l’assunzione di carni lavorate è da considerare fra i più importanti fattori di rischio per l’insorgenza di patologie neoplastiche, stanno dicendo di fatto che se mangi wurstel la probabilità che ti venga un tumore è superiore in modo significativo rispetto al caso in cui non li mangi.

Bada bene, probabilità di ammalarsi = 0 non esiste. Esiste invece la probabilità del 100% di morire, causata dalla nascita. Quello di cui stiamo discutendo è il “quando” e il “come”.

C’è da capire una cosa importante: sono stati eliminati gli altri fattori? Per dire una cosa del genere gli esperti OMS, che non sono biologi sfigati come me, ma probabilmente dei signor medici e biomedici esperti, avranno tenuto conto solo dei casi in cui si parlava di persone che mangiavano wurstel confrontandole con chi non li mangiava e a parità di tutte le altre condizioni.
Insomma, io che stavo arrostendo una salsiccia e fumando una cicca non sarei stato un buon caso di studio.
Se mi ammalassi oggi, mangiatore di wurstel, non sarebbe così facile dire che è colpa delle salsicce. Ho fumato, ho mangiato mille porcherie in fast food e ristoranti, merendine con conservanti oggi fuori legge, ho assunto formaldeide fino a poco tempo fa sul lavoro, ho fatto il bagno in acque inquinate e Dio solo sa cosa c’era negli intrugli che ho bevuto.

Lo stesso vale per mio nonno, che sopravvisse a due guerre combattute e una sotto i bombardamenti da civile, ma morì di tumore, o il mio amico che morì a 25 anni, oppure l’altro che è sopravissuto a un tumore manifestatosi quando era un ragazzino.

Non ho motivo di mettere in dubbio il metodo usato dagli esperti del OMS. Nè voglio minimizzare. Da quanto so, è da molto tempo che circolano prove convincenti del fatto che il consumo di carne lavorata aumenti la probabilità che si sviluppi un tumore.

Resta il fatto che ho smesso di fumare e ne sono contento, ma le sigarette sono in vendita legalmente in Italia e in molti altri paesi “sviluppati”. Per ora non smetterò di mangiare né wurstel né bistecche. Diciamo che potrei ripensarci fra qualche anno, magari una ventina, che ne so, a 65 anni divento vegano, in attesa che qualcuno abbia inventato un modo per combattere le parassitosi nelle colture agrarie senza usare sostanze che sono molto più cancerogene di qualunque wurstel.

Annunci

Tag: , , , , , , , , , ,

Una Risposta to “Attacco al wurstel”

  1. fandf4 Says:

    Bell’articolo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: