Diversi

Credo sia onesto fare coming out: sono diverso.

Sono terribilmente più figo, bello e intelligente di voi, è ovvio! Inoltre sono mancino.

Un giorno, mentre frequentavo la prima elementare, la mia maestra fece un discorso alla classe. Fra di noi c’erano alcuni handicappati. Ma noi avremmo aiutato questi compagni a risolvere il problema, perché era risolvibile.

Trovai il discorso molto sensato e bello. A sei anni dovevo essere un po’ starato mentalmente, se trovavo interessante un discorso sull’aiuto e l’integrazione dei portatori di handicap. Forse dipendeva dal fatto di conoscere da quando ero nato la figlia di un amico di famiglia, che ha tre cromosomi della coppia 21 con conseguente manifestazione della “sindrome di Down”.

Poi la maestra spiegò chi fossero gli handicappati, e io ero fra essi! Che scoperta. Appresi che il fatto di usare esclusivamente la mano sinistra per scrivere e disegnare, usarla in modo preferenziale per afferrare gli oggetti, era un handicap. Non terribile, ma una deformità che doveva e si poteva correggere.

Mi trovai alla lavagna a scrivere con il gessetto nella mano destra e la mano sinistra dietro la schiena. Quella era la terapia.

Tornato a casa raccontari tutto ai miei genitori, che piombarono il giorno successivo sulla scuola per disintegrare la maestra. Essere mancini significa essere divesi, ma per i miei genitori io vado benissimo così.

Accertamenti successivi stabilirono che il mio essere mancino è irrimediabile, sono invertito strutturalmente, ogni aspetto del mio corpo è speculare rispetto a quello delle persone “normali”. Perché normale è colui che rientra nella norma. Io indubbiamente ero e sono diverso, anormale.

Non è che sia comprensivo e tollerante verso coloro che, per motivi naturali, mi creano fastidio. Ad esempio fatico a relazionarmi proprio con i trisomici 21 perché sono per me troppo affettuosi e io ho un altro handicap, in questo caso psicologico: non sopporto le manifestazioni di affetto, se non vengono da una o due persone da me scelte. Nello specifico, mia madre e mia moglie. Il resto dell’umanità deve stare molto lontano da me, a portata di cazzotto, ma non a distanza inferiore.

Ad ogni modo, frequento una piscina dove al termine dell’orario di accesso libero ci sono i corsi di nuoto per “disabili”. C’è chi arriva in carrozzella, chi è trisomico 21, chi ha altre forme di diversità cui non so dare nome, più o meno invalidanti rispetto al mio stato di sciancato ultraquarantenne ma tutto sommato deambulante.
Incontro queste persone un paio di volte a settimana e più li guardo, più penso che siano fighissimi. Quando sono lì e li vedo arrivare, salutarsi, chiacchierare e cicalecciare, penso che effettivamente non sono normali: sono straordinari. Li chiamerei X-Men.

Ho incontrato diverse persone “anormali” nella mia vita. Lasciamo stare noi poveri mancini, che ormai siamo quasi accettati dalla società, a parte la cronica difficoltà che incontriamo ad aprire porte e stappare bottiglie. Ho incontrato ad esempio molti omosessuali, maschi e femmine. Appartengono a una porzione di popolazione più piccola rispetto a noi mancini. Noi siamo circa il 7 – 10% della popolazione, mentre gli omosessuali pare si attestino attorno al 5% (stime però vecchie e controverse). In ogni caso, non è proprio una rarità essere omosessuali. La loro sfortuna è che se noi mancini siamo considerati solamente deformi e disabili, l’handicap dell’omosessuale sta in una sfera che, in modo più o meno esplicito, domina una bella porzione della nostra mente: la sfera sessuale.

In Italia si sta discutendo ora riguardo a una norma per consentire agli omosessuali di siglare dei contratti di tipo matrimoniale, chiamatele unioni civili, matrimonio civile, contratto di convivenza, chiamatela come vi pare, è un atto formale con cui due persone si impegnano reciprocamente, per la vita. E’ il tipo di contratto che io ho stipulato con una donna (fighissima anche lei, anche se non è mancina), aggiungendo una cerimonia religiosa, perché siamo credenti e per noi conta più prometterci le cose di fronte a Dio che di fronte allo Stato.

A quanto pare la società non è ben disposta all’idea di permettere questo rapporto fra persone dello stesso sesso. C’è stato un tempo in cui l’omosessualità era addirittura reato, oggi è legalmente tollerata, ma non c’è oggettivamente un diritto ad avere preferenze sessuali diverse da quelle della gran parte della popolazione. Una coppia omosessuale è costretta a passare la vita unita da un legame morale, senza potere in alcun modo ottenere i diritti che la società riserva alle coppie eterosessuali, anche in termini di rapporti interni alla coppia.

Sta cosa è piuttosto drammatica, se ci pensate. Provate a calarvi nella vita degli omosessuali. L’omosessualità, leggi o non leggi, spaventa molte delle persone che conosco. Le spaventa per motivi che non sono in grado di discutere, ma percepisco la paura, la puzza della paura, a volte il terrore. Le reazioni isteriche di fronte a manifestazioni di omosessualità, in particolare di quella maschile. Eh già, perché per qualche motivo a me ignoto, al maschio eterosessuale eccita terribilmente l’idea dei rapporti fra femmine. Quelli, in segreto, vanno pure bene, ma due uomini, per carità.

Fatto sta che non riesco a sentirmi minacciato dagli omosessuali. Forse perché fra diversi ci si capisce. Anzi, vi dirò una cosa: al mio matrimonio c’era almeno un omosessuale dichiarato e mi piacerebbe tantissimo potere ricambiare presenziando al suo.

Annunci

Tag: , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: