Regole e natura umana

Oggi, mentre mi recavo in ufficio, mi sono imbattuto in due persone che stavano attraversando viale Trieste, strada molto trafficata a quell’ora, a una ventina di metri dalle strisce pedonali e tagliando in diagonale, con passo tranquillo, senza nemmeno guardare se per caso stesse arrivando qualche veicolo. Era ovvio che fosse pieno di veicoli in arrivo!

Bassorilievo dal Duomo di Orvieto

Bassorilievo dal Duomo di Orvieto


Questa cosa mi ha innervosito terribilmente. E mi ha fatto riflettere ancora una volta sulle regole. Le regole sono sempre un modo per limitare la libertà individuale. Modo inventato per fare sì che tutti abbiano comportamenti tali da non creare problemi agli altri. Sono elementi essenziali per qualunque società, le regole e il loro rispetto.

Le regole per me sono tutte uguali. Sono conscio di essere considerato un cretino per questa mia idea. Rispettare il limite di velocità è pari a parcheggiare negli spazi stabiliti, attraversare sulle strisce pedonali, pagare il pedaggio dell’autostrada, versare il tot% del mio reddito a Stato e Regione. Sono tutte regole. Come non rubare, non uccidere, non prendere a schiaffi le persone che ti stanno antipatiche e ti fanno arrabbiare.

Non percepiamo come “giuste” tutte le regole. Semplicemente perché siamo umani e per ciascuno di noi, ogni cosa che ci limiti e ci faccia sentire penalizzati, è sbagliata. Fa parte della nostra natura.
Pensate alla Genesi come viene descritta nella Bibbia. C’era una sola regola, l’unica che Adamo ed Eva avrebbero dovuto rispettare, ma non sono stati capaci di farlo. Perché? Perché quella limitazione della libertà individuale, il divieto di mangiare il frutto dell’albero della conoscenza, è sembrato inaccettabile. La storiella del serpente che convnce Eva, la quale a sua volta convince Adamo, è un modo per scaricare la responsabilità su un soggetto terzo e giustificare qualche millennio di maschilismo. La sostanza è che Adamo ed Eva, liberi di scegliere, scelsero di infrangere l’unica regola che gli era stata imposta, da Dio, mica dal Codice della Strada!

Ora, se la nostra natura è fregarcene dell’unica semplice regola dettata da Dio per fare quel che ci pare e mangiare il frutto proibito, figurarsi se accettiamo di attraversare la strada sulle strisce.

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