Sono fuori

Esperimento di estraniazione dal mondo del social network

Da un paio di settimane non frequento più Facebook. Dato che temevo di esserne dipendente, ho chiesto a mia moglie di cambiare la password e di conservare la nuova in luogo sicuro. Volevo verificare i risultati.

Innanzitutto, un leggero miglioramento nella produttività sul lavoro. Quando sono in ufficio sono connesso continuamente alla rete, causa e-mail, trasferimento files, ricerca dati e altre “esigenze” dell’età contemporanea. Facebook era diventato il luogo virtuale in cui fare la pausa per staccare. Il problema è che è alienante e la mente si affatica molto. Senza FB, sono costretto a guardare fuori dalla finestra.

Il secondo elemento che apprezzo è un miglioramento dell’umore. Su FB leggo molti “commenti” che sono offensivi per la mia mentalità. Notizie evidentemente errate o manipolate, commenti buttati giù giusto per dire qualcosa anche se non ce n’è bisogno. Nulla di ciò che leggo su FB riguardo al mondo grande aggiunge qualcosa alle informazioni (di pessima qualità) che posso trovare su vari mezzi di informazione. Aggiunge però rabbia, nervoso, voglia di andare a cercare i commentatori e tirargli una palettata di liquame di colatura di letamaio. Non poterlo fare è frustrante.

Ho perso un mucchio di informazioni perfettamente inutili, come sapere cosa ha mangiato Tizio ieri sera, dove è stato in spiaggia Caio, dove Tizia ha fatto aperitivo col fidanzato, dove Caia ha visto delle cose stupende in saldo. Non ho ricevuto pubblicità di prodotti che non mi interessano, o se mi interessano so trovare benissimo da solo, né ho ricevuto richieste di amiciza da sedicenti giovani bielorusse desiderose di spolpare vivo qualunque italiano over 40.

Nello stesso tempo mi trovo con un telefono per nulla smart. Quindi mi sto perdendo centinaia di messaggini simpatici ma inutili che sostituivano qualunque lontana idea di avere una vita sociale reale.

Notate bene, da quasi 45 anni Giuseppe Moro e “vita sociale” sono espressioni che stanno insieme solo in un ossimoro o in una parodia. Tuttavia, se quel poco di voglia che ho di interagire con altri esseri umani si traduce nell’uso di Facebook e Whatsapp, è chiaro che vado ben oltre la finzione di Matrix.

Comunque, vi volevo dire che in queste due settimane sono stato a fare una bellissima escursione nelle Dolomiti in zona Fanes con mia moglie, poi siamo andati in cima al Mangart con degli amici in carne e ossa e poi in una grotta in Carso a fare un po’ di allenamento “sugli spaghi”. Nel mezzo non vi dico cosa ho mangiato e bevuto perché non me lo ricordo. Però abbiamo seguito, come si può nonostante gli orari, le gare delle Olimpiadi 2016, con una certa soddisfazione. Il tutto senza aggiornare il mondo ogni 15′ con post su Facebook!

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