Dovere o potere?

Il referendum sulla modifica costituzionale

Sono andato agli Uffici del Comune e mi sono fatto dare la nuova tessera elettorale, dato che avevo esaurito la vecchia. Con questo mi sono preparato ad esercitare il dovere di voto in occasione del referendum sulla riforma costituzionale. Dico “dovere” perché mi sembra tale e non un semplice “diritto”.

Riguardo al “potere” ho qualche perplessità. Certo potere scegliere posso, ma mi sento come chi ha il potere di scegliere fra A e B, ma non quello di decidere il contenuto della busta A e della busta B.

Per essere chiari, la Costituzione originale della Repubblica Italiana mi sembra riformabile, anzi ne auspico una modifica per alcuni aspetti. Alcuni di questi sono stati toccati dalla riforma proposta dal Governo presieduto da Renzi, talvolta andando in una direzione simile a quella che avrei imboccato io stesso.

Tuttavia il testo proposto dal Governo con la legge costituzionale è spesso intricato, complesso, eccessivamente confuso. Assomiglia più a una legge ordinaria che alla Costituzione, dove mi aspetto di trovare pochi chiari principi.

La Ministra Boschi ha ribadito più volte che non si fa una riforma ogni pochi mesi, quindi bisogna prendere o lasciare, anche se questo testo non è perfetto. Mi permetto di correggere la signora Ministra: una proposta di modifica della Costituzione della Repubblica si fa solo quando si è arrivati talmente vicini alla perfezione da non potere fare umanamente di meglio. Serviva più tempo? Servivano altre persone? Non lo so, ma la perfezione è lontana e l’occasione potrebbe essere sprecata.

Ovviamente non sto parteggiando per il No, ma neppure per il Si. In effetti ciò che ho deciso riguarda solo me stesso, ma sento il bisogno di esprimere il mio disappunto sia per la proposta mal formulata, per un quesito referendario eccessivamente generico, per gli argomenti portati in camapagna referendaria sia dai sostenitori del Si che da quelli del No.

Durante la campagna referendaria abbiamo ascoltato una pletora di idiozie che mi ha fortemente infastidito. A quanto pare tutti, ma proprio tutti, pensano di avere di fronte un popolo di persone ignoranti, spaventate, poco intelligenti. Su questo sono stati concordi i sostenitori delle due tesi. Governo e opposizione sono accomunati da una mancanza di rispetto verso il popolo che trovo sintomatica e mi fa infuriare.

Non siamo una massa di imbecilli ignoranti, care signore e signori, prima o poi ve lo dimostreremo.

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