La tempesta imperfetta

A poche ore dal referendum costituzionale del 4 dicembre 2016

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La mia decisione sul voto l’avevo presa due settimane fa, a dire il vero, ma ho continuato a chiacchierare un po’ con tutti. Con gente che ragionava, non con quelli del “non voto come Brunetta” o “non voto come Grillo” o “voto contro Renzi” o “voto per Renzi”. Quella non è politica, è tifo da stadio, ambiente che non frequento proprio perché il tifo per me è e rimane una malattia.

Ebbene, nel corso delle mie chiacchierate ho scoperto che diverse persone, che hanno la tessera del PD dalla sua nascita, avrebbero votato No. Perché? Perché avevano letto il quesito: vuoi tu approvare QUESTA modifica della Costituzione?

Hanno letto la modifica proposta e hanno semplicemente rilevato che non era la modifica fatta nel modo giusto. Innanzitutto mi ha confortato vedere che anche per loro era contorta e difficilmente comprensibile. Dunque non sono completamente scemo, o almeno sono in buona compagnia. Tanto bastava.

Vede signora Boschi, le spiego una cosa senza essere per nulla umile: se lei proponesse la cosa più bella e giusta del mondo, ma la scrivesse come l’Azzeccagarbugli, a pensar bene crederei che sia il caso di tornare a studiare la composizione dei temi a scuola, a pensar male penserei che lei avesse voluto lasciare proprio spazio ad Azzeccagarbugli, per rigirare la Costituzione come una frittata nella sua applicazione, ovvero nel regolare la vita politica e sociale della Repubblica.

Ecco perché militanti del PD, a cui Renzi sta persino simpatico (gusti son gusti anche io sto simpatico a due o tre persone) hanno votato No al referendum costituzionale.

Molti altri hanno votato No perché gli stava antipatico Renzi, capisco. Altri hanno votato No per paura di qualunque cambiamento e l’avrebbero fatto comunque. Altri ancora hanno votato No perché hanno bisogno di una fede anche nella politica e la chiesa grillina ora sembra la migliore per uscire dal pantano in cui ci siamo infilati. Ma io resto dell’opinione che l’unica speranza per risollevare l’Italia siano coloro che hanno votato No perché la riforma era scritta male, fatta male, proposta male e argomentata peggio.

E da domani governicchio, poi una legge elettorale “nuova” che ci farà rimpiangere tutte quelle vecchie, altre elezioni, altro governo e chissà cosa succederà, ma a tutti noi spetta tenere ben sveglio il pensiero e continuare a operare per Giustizia e Libertà.

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