Governi usa e getta

Ricordate gli anni ’70 e ’80?

dcpci
La differenza fra allora e oggi è una e semplice: cambiava governo, non cambiava politica generale. C’era una DC forte all’esterno (ma divisa all’interno) e un PCI forte all’esterno e non troppo diviso all’interno.
C’erano poi i satelliti, utili per ottenere la fiducia, attualizzato li chiameremmo “i verdiniani” di allora. I partiti “minori” della così detta “Prima Repubblica” erano a volte eredi di grandi partiti, discendendi in linea teorica di chi aveva costruito la Repubblica, ma dall’inizio degli anni ’80 erano in realtà divenuti centri di gestione del potere, erano finiti in mano a gruppi di persone che volevano solo avere qualche posizione decente per incassare tangenti e gestire favori per amici, amici degli amici e parenti associati al clan.

Nella perversione di questo meccanismo, che è stato descritto piuttosto bene durante la fase di Mani Pulite, ma non smantellato, esisteva comunque una linea politica. Le grandi decisioni, la rotta dell’Italia era in effetti tenuta in modo abbastanza coerente da un sistema DC – PCI che era un po’ come dire il vento, la vela, la deriva, il timone. Per chi non conosce le barche a vela: tira di qua, tira di là, sposta di un millimetro, ma alla fine si segue quella strada.

Oggi non è così. A livello di Governo o di Giunta Regionale, ogni elezione fa cambiare totalmente politica. Ci hanno parlato di quanto sia bella e buona l’alternanza, ma ha un difetto molto grande, immobilizza il paese.

Sto dicendo il contrario di ciò che dicono Renzi e altri “modernisti”! Beh, signore e signori, vi annuncio che Renzi è comparso sulla scena politica quando il sottoscritto stava ragionando su ste cose da molti anni. Non lo dico perché sono contro, lo dico perché lo penso, e perché lo vivo.

Un bambino degli anni ’70 sapeva che per costruire una casetta con il Lego ci vogliono tot ore, i governi sono sempre durati di meno, ma la casetta si costruiva lo stesso. Penso alla ricostruzione del Friuli dopo il sisma del ’76, ad esempio. A tutta la rete autostradale che è stata creata e fatta crescere, insieme a quella ferroviaria, ospedali nuovi, scuole nuove.

Oggi ogni nuovo governo decide che la casetta prevista dal governo precedente non va bene, vuole un castello.

Mentre il nuovo governo approva, finanzia, progetta e pensa ad avviare il cantiere, riceve le richieste accompagnate da busta o meno, smista incarichi per accontentare chi ha votato un “onorevole”, che di onorevole non ha nulla ma in fondo fa tanto del bene dando lavoro a quelli del paese suo, cambia il governo.
Eh bon, spesi i soldi e il tempo per arrivare lì, si butta via tutto e si ricomincia daccapo, perché quello che viene dopo vuole costruire una fattoria di Lego.

A livello di amministrazioni regionali, abbiamo l’esempio del Friuli Venezia Giulia, dove abbiamo avuto un’alternanza ammirevole. Ogni nuova Giunta ha voluto cambiare qualcosa, innanzitutto spostare i dirigenti. Ecco quindi che chi si stava occupando dei mattoncini Lego rossi da 6 è stato mandato a occuparsi di quelli gialli da 2. Il bel risultato è che il dirigente deve ripartire da zero, perché è pur vero che gli Uffici sono fatti più o meno sempre dalle stesse persone, ma è anche vero che il dirigente deve dirigere e per farlo deve avere il tempo di capire come funzionano i mattoncini gialli da 2!

Eh, ma con la nuova legge elettorale ci sarà stabilità e vedrete!! Aspetta amico, la stabilità riguarda la legislatura. Va bene. Ci prendiamo 5 anni sempre con lo stesso Presidente del Consiglio e gli stessi Ministri, stessa maggioranza parlamentare e quindi siamo a cavallo.

Siamo a cavallo? Sapete quanto tempo ci vuole per scrivere una legge, approvare la legge, scrivere i regolamenti attuativi, approvare i regolamenti attuativi, iniziare ad applicarli e scoprire che non sono perfetti (non lo sono mai), quindi modificarli, se non modificare addirittura la legge.

Nessuno è un genio e nessuno scrive la legge perfetta. Quindi una legislatura di 5 anni è in genere appena sufficiente per avviare un processo di cambiamento su scala macroscopica. Il Governo può prendere provvedimenti di breve durata, cosa che fa ad esempio con la Legge di Bilancio (o finanziaria, o di stabilità). Nel 2016 ad esempio ha agevolato l’acquisto da parte di aziende e professionisti di strumentazione e macchine. Io avrei dovuto comunque comprare uno strumento molto costoso per lavorare, mi ha fatto piacere avere la deducibilità superiore al 100%, anche perché con i tempi che corrono i clienti pagano dopo uno, due anni, e non sempre, quindi investire quei due soldi che si hanno (specie quando sei uno che deve dividere i soldi fra sopravvivenza e lavoro) non è facile.

La soluzione? La soluzione non so quale sia, sta nella mentalità e nella cultura dei cittadini.
Ogni nuovo Governo costituirà comunque un problema perché manca alle spalle un’idea guida. Le ideologie non esistono più, ha detto qualcuno, pure soddisfatto. Non è una buona notizia, perché anche l’ideologia muta, ma lo fa lentamente, non è personale ma collettiva, fornisce una direzione in cui muoversi.

Ovviamente, se continueremo a permettere che la politica sia appannaggio di chi ha come scopo primario quello di essere al centro dell’attenzione e di gestire il potere per scopi non chiaramente individuati, continueremo ad avere questo problema. Al momento mi sembra che non ci sia un solo partito o movimento politico italiano che sia estraneo a questa logica. Mi sembrano più o meno tutti privi di ideologia, con idee mutevoli, ma soprattutto con una gran smania di andare in tv a pavoneggiarsi snocciolando slogan scontati e frasi fatte.

Siamo nei guai. Peccato, perché adoravo giocare con i Lego.

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