Anno nuovo

Pensieri per il 2017

Il 2016 se n’è appena andato, astronomicamente parlando era già passato da qualche giorno, amministrativamente è accaduto poco meno di 48 ore fa. Ho letto e ascoltato molte cose negative nel 2016, mi sono confrontato con emozioni negative, con rabbia, ignoranza, paura. Molti di noi vedono nel “capodanno” un modo per impacchettare tutto questo in un unico fagotto, il 2016, e gettarlo via, sperando in un 2017 che possa essere “buono”.

Qualuno ha già iniziato a dire che “il 2017 non suona bene”. Tanto per mettere le mani avanti, così non dovrà rimangiarsi tutto alla prima raffica di lamentele e invettive, in genere espresse su qualche social network, preferibilmente Facebook.

Permettetemi di avere una visione differente delle cose, oltre tutto rafforzata dal fatto che negli ultimi giorni ho trovato indicazioni analoghe in due maestri spirituali, leggendo un’intervista al Dalai Lama e ascoltando l’omelia di don Battista (il “mio parroco” sardo). Sembra che persone molto più sagge di me abbiano suggerimenti simili ai miei.

Nel 2016 io per primo mi sono molto lamentato, del lavoro che non mi piace, del lavoro che mi ha portato via la maggior parte del tempo, del lavoro che mi ha dato miseri risultati economici, di alcuni piccoli problemi di salute, del non avere fatto una marea di cose che mi danno soddisfazione e mi aiutano a stare bene.

Analizzando in questi giorni un arco di tempo che ha inizio dal gennaio del 2015 e termina al dicembre 2016, mi sono reso conto che gli ostacoli oggettivi con cui mi sono confrontato erano realmente pochi.

Parlando di lavoro: ce n’è molto. Le richieste sono buone e tutto sommato c’è la possibilità di ottenere buoni risultati senza essere lì impegnati da lunedì a domenica per 12 ore al giorno. Se le cose sono andate diversamente dipende dal fatto che ho lavorato male.

Innanzitutto non ho rifiutato incarichi che trovo sgradevoli, o in collaborazione con persone che so essere inaffidabili, inefficienti e talvolta scorrette. Questo è un grave errore. Non bisogna avere paura di dire di “no” a un potenziale cliente, o di dissociarsi da altri professionisti o aziende di cui non si ha fiducia. E’ inevitabile che il lavoro nel complesso abbia risultati deludenti e in quel caso siamo tutti corresponsabili. Accettare tutto per paura di non avere abbastanza lavoro e reddito significa mettre in gioco la propria reputazione e credibilità, siamo sicuri che ne valga la pena?

Ho iniziato da questo semplice esempio per parlare di scelte. Noi possiamo scegliere, sempre. A volte ci sembra di non poterlo fare, perché abbiamo paura, di cambiare, di rischiare, di affrontare nuove difficoltà che ci impediscono di ottenere nuovi risultati positivi.

La vita non è esattamente come una lotteria. Quando giochiamo al superenalotto, per esempio, non siamo in grado di influenzare l’estrazione e determinare la nostra vincita. Non dico che non si possa fare, semplicemente che non siamo in grado di farlo. Ebbene, in quel caso possiamo solo buttare giù dei numeri, sapendo che ciascuno di essi ha 1/90 di probabilità di essere estratto. La probabilità di fare 6 è 1/622.614.630 ovvero estremamente bassa. Però anche in quel caso abbiamo un potere determinante: se non giochiamo la probabilità si riduce a 0, che è molto meno!

In questo momento sto scrivendo invece di continuare a compilare il calendario dei lavori per gennaio e febbraio 2017. E’ una scelta. Significa che dovrò complatare il lavoro più tardi, oppure mi troverò in una situazione di totale disordine nella quale tutto diventerà più difficile. Anche questa è una scelta: ho sentito il bisogno di scrivere più forte di quello di organizzare il lavoro. Cazzeggio? Non direi, sto affrontando temi molto più importanti rispetto alla definizione dei giorni in cui andare a contare i pesci del torrente Arzino.

Il nostro problema è duplice e deriva da una lettura, a mio modo di vedere errata, dei testi sacri ebraici in quella che attualmente chiamiamo Bibbia. Nella parte del Tanakh chiamata Bərēšīṯ viene descritta la “genesi” del mondo e di tutti gli esseri. La visione della cosmogonia originale è stata in qualche modo mediata con la cultura europea, improntata su una visione naturalistica e molto diretta dell’esistenza. Per gli europei pre-cristiani ogni fenomeno naturale era legato a una divinità che ne era responsabile. Eisteva si un “capo” della comunità degli Dei, ma che fosse Zeus, Giove oppure Odino, questi era parte di una comunità dove ogni soggetto ha la capacità di controllare certi aspetti della natura, o realtà fisica. Così le tempeste erano governate da Thor, i venti da Eolo e comunque un fortunale marino era di sicuro programmato e scatenato da Poseidon. L’uomo non ha alcun potere, se non quello di evitare di infastidire queste divinità, oppure di ingraziarsele per ottenere un esito favorevole. Questa visione viene in parte inoculata, o meglio innestata, su quella ebraica nel momento in cui dalla Siria giungono in Italia e in Grecia i discepoli di Yeshua ben Yosef, che noi chiamiamo Gesù di Nazareth.

Ecco che per quasi venti secoli la cultura originaria europea trova una nuova espressione nel cristianesimo, modificato a uso dei popoli fra cui si è diffuso. Capiamoci, come cristiano sono feramemente convinto del fatto che nel corpo di Yeshua si sia manifestato il Dio Unico e Assoluto. Ciò che metto in discussione è la dottrina delle chiese e la visione del mondo che il cristianesimo europeizzato ha generato. Nessuno di noi ha mai letto un testo scritto ha Yeshua, ma abbiamo tutti letto alcuni frammenti di testi composti da suoi seguaci, quasi sempre scritti diversi decenni dopo la dissoluzione del suo corpo fisico.

La nostra visione di Yeshua è quella di chi sta contemplando il suo volto su una cartolina, che riproduce un quadro, dipinto da chi ha guardato una fotografia scattata al riflesso di Gesù, sulla superficie di uno stagno leggermente increspata dalla brezza. E’ sicuramente l’immgine di Gesù, tuttavia nessuno userebbe un’immagine del genere come foto sulla carta di identità, perché pur nella sua autenticità, è difficile riconoscere quei lineamenti dettagliati che permettono di distinguere una persona da un’altra.

In tutto questo la nostra cultura è permeata di un senso di impotenza, che ci spinge a continuare la ricerca di un “favore” da parte di Dio e a evitare la sua “ira”. Il tutto usando degli intermediari, rappresentati dallo spirito di Maryam, la madre di Yeshua, e da una schiera di Santi che, in alcune visioni del cristianesimo, hanno il privilegio di potere parlare direttamente con Dio perorando la nostra causa.

Sorvolo ora sulle degenerazione idolatra di questa visione che conserva di fatto lo schema del politeismo tradizionale europeo, il dato rimane quello di una passività dell’individuo, che ritiene di avere limitatissime capacità e possibilità di scelta, per cui deve necessariamente fare affidamento sulla divinità, per intercessione, al fine di risolvere i suoi problemi. Ecco dunque che il 2017 si presenta come già scritto, nel progetto generale di Dio, lasciandoci poco o nulla da fare se non pregare, sperare e lasciare che tutto scorra, comprese le nostre pulsioni.

E’ una visione irrealistica e irresponsabile, che però sta provocando enormi guai all’umanità e all’intero pianeta. Innanzitutto ci induce a non fare quasi nulla, se non lamentarci e pregare. Una condotta che non è in linea con quella che sembra avere tenuto Yeshua, dato che dai resoconti disponibili risultava essere una persona molto attiva, determinata e pure piuttosto “incazzosa”. Porgere l’altra guancia è un’ottimo insegnamento, per evitare reazioni a catena di violenze e vendette, ma Yeshua non sembra essersi mai rassegnato di fronte a un’ingiustizia. Certo, mi direte, lui era Dio. Va bene, vi rispondo, ma non siamo forse tutti “figli” dello stesso “padre”?

Ma non infiliamoci in questioni teologiche complesse, che rischiano di farmi iniziare una lunga disquisizione in merito alla mia personale dottrina, un bel po’ “protestante” per diversi aspetti. Cercherò di rimanere aderente al tema dell’anno nuovo.

Da bambino mi hanno insegnato molte cose riguardo agli insegnamenti di Yeshua; uno di questi fu che la fede può fare muovere le montagne. Uno degli episodi riportati nei Vangeli riferisce di come Gesù abbia spiegato che se qualcuno avesse una fede grande quanto un grano di senape, questo gli avrebbe permesso di ordinare a una montagna di spostarsi e quella si sarebbe mossa. Come al solito Gesù, o meglio il Gesù riflesso che stiamo contemplando, usa un’immagine, una metafora, per insegnare. Questo genera qualche difficoltà di interpretazione.

Una persona comune osserverebbe che le montagne non sono mai state spostate da nessuno. Chi ha una cultura scientifica ci dirà che è lo scontro fra placche a fare nascere e muovere le montagne. Un ingegnere vi può spiegare come fare a pezzetti una montagna e portarla da qualche altra parte a suon di camion. Tuttavia nessuno di noi ha mai visto una montagna spostarsi per ordine di una persona di grande fede.

Per gran parte dei cattolici questo passo dei Vangeli significa che chi ha fede può chiedere a Dio di spostare una montagna e Dio lo farà (se ritiene giusto farlo), perché ascolta chi ha fede in lui. Secondo me invece significa che chi ha fede, dunque crede nell’insegnamento di Gesù, ha la possibilità di fare spostare persino una montagna perché questo è possibile grazie al potere che da Dio irradia ed è conferito a ogni essere.

Io sono convinto di avere una discreta fede in Dio, ma non riesco a spostare il bicchiere che si trova a fianco a me sul tavolo in questo momento, se non allungando il mio braccio (dolorante) e afferrandolo grazie al pollice opponibile, per portarlo all’acquaio, lavarlo e metterlo ad asciugare. Il risultato è un piccolo angolo di ordine che mi farà guadagnare forse l’approvazione di mia moglie e contribuirà e rendere più facile e rapida la preparazione della tavola per il pranzo.

Questo non significa che se io pregassi con grande intensità Dio, lui metterebbe a posto il bicchiere per me. Né lo farebbe se io chiedessi alla povera Maryam di intercedere presso di lui a tal fine. In effetti non penso che Dio sia interessato a mettere ordine in questa stanza e Maryam da buona mamma mi esorterebbe a darmi da fare per tenere in ordine le mie cose. Inoltre Dio non ha, o non dovrebbe più avere, bisogno di fare promozione. Uno degli aspetti più controversi della visione attuale di Gesù è quello del persistere nel considerarlo una sorta di “bancomat di miracoli”. Tu vai da lui e ti guarisce dalla lebbra, restituisce la vista ai ciechi, fa resuscitare l’amico morto in sua assenza, moltiplica pani e pesci per sfamare il pubblico. Una visione piuttosto gretta e bassa dell’incarnazione di Dio, non trovate?

Se volete i miracoli, fateli. Se non ci riuscite, meditate sulla nostra natura, sulla nostra relazione con Dio, su come l’unicità di Dio renda ogni cosa connessa con le altre.

Tornando sull’argomento anno nuovo, io sono convinto del fatto che sia nostra responsabilità, e capacità, quella di fare un buon 2017. E anche un buon 2018 e via dicendo. Certo le nostre capacità sono limitate dalla nostra natura e dalla mancanza di convinzione.

Se non credi di potere fare qualcosa, probabilmente non ci riuscirai! Se credi di potere fare e ti metti in azione, nella peggiore delle ipotesi la probabilità di successo sarà superiore a 0, ma io sono convinto che facendo crescere in noi la fede, potremmo veramente spostare la montagne.
Se arrivassi ad avere la fede necessaria, credo che realizzerei un massiccio dolomitico di 3000 m di altezza da qualche parte al centro della Sardegna e ci farei nevicare sopra da dicembre a marzo ogni notte, con grande vantaggio per me e le riserve idriche dell’isola.

In attesa di migliorare la mia fede, tornerò in Friuli e cercherò di godere il più possibile delle montagne che ci sono senza spostarle. Fate un buon 2017, fatelo sul serio!

Annunci

Tag: , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: