Emergenze

Ce ne sono di vere e di false.

Quando ti vietano di costruire la casa o il capannone in una zona di terreno che hai comprato per poco ma è alveo di piena di un torrente, in genere ti arrabbi.
Vai a piangere o imprecare da qualcuno, cerchi un appoggio “politico” per fare leva su chi dà le autorizzazioni, per avere quel dannato permesso. Se ti dicono che è un alveo di piena tu non ci credi, perché non hai mai visto l’acqua lì.
Magari hai 45 anni come me e la piena passa in media ogni 50 anni, o ogni 100. Per te lì non ci passa l’acqua. Magari ci è passata quando tuo padre era bambino, ma lui non se lo ricorda, non ci ha nemmeno fatto caso, perché allora che l’acqua passasse dove c’erano sterpaglie non impressionava nessuno.
Allora tu fai il diavolo a quattro per ottenere il permesso e se lo ottieni costruisci. Poi arriva la piena. Tu non hai la più pallida idea di cosa significhi “probabilità”, ma nemmeno “sincerità” e ti metti a inveire contro lo Stato, la Regione, la Provincia, il Comune, la Protezione Civile e le Nazioni Unite perché la tua casa o il tuo capannone sono stati travolti dalla piena. In quel momento non ricordi, o fingi di non ricordare, che ti avevano detto di non costruire lì.

Altre volte tutto è andato come si deve, ma l’uomo non ha mai registrato un evento terribile come quello che si verifica. Nessuno sarebbe stato in grado di prevederlo, o comunque la sua probabilità era talmente bassa che era come fosse “impossibile”. Invece tutto è possibile, persino che le montagne davanti alla mia finestra si sgretolino in una frazione di secondo a causa di un terremoto gigantesco che ridurrebbe in polvere la mia città. E’ possibile, non prevedibile, nemmeno a consultare un oracolo! E allora quello che abbiamo di fronte è una vera emergenza, dove la differenza fra catastrofe enorme e catastrofe totale sta solo nella nostra capacità di affrontare la situazione. Si affronta accettando di essere solidali, veramente e sempre. Si affronta grazie alla formazione, alla preparazione, addestramento, esperienza, ragionamento e anche un po’ di cuore.

Il resto, sono cose che ci diciamo perché fatichiamo ad accettare l’idea di essere veramente piccoli e impotenti, anche se da un paio di secoli ci siamo autoconvinti di potere dominare il mondo grazie alla “scienza”. Sono cose che ci raccontiamo e che fanno comodo a chi non ha alcuna idea di cosa fare, ma vuole conquistare il nostro consenso, per ottenere voti, dunque potere, soprattutto il potere di autorizzare il nostro famoso edificio in zona pericolosa, in cambio di altro consenso e potere, per passare l’intera vita a spese nostre.

Le emergenze vere esistono e si affrontano insieme. Le emergenze false vanno dichiarate tali e chi le vorrebbe creare va buttato escluso dalla società.

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