L’illogica conseguenza

L’Italia assediata e invasa dagli immigrati

Arrivate all’apice del loro sviluppo alcune civiltà del Centro America, come i Maya, si trovarono a fronteggiare un periodo di cambiamento climatico, che mise in crisi la loro economia. All’epoca ovviamente tutto era basato sull’agricoltura, fonte di alimentazione per la popolazione. Non che oggi le cose vadano diversamente, ma nessuno di noi sta veramente a contatto con la produzione e quindi percepiamo meno il problema. Caldo o freddo, siccità o pioggia, sugli scaffali del supermercato trovo sempre quello che cerco.

Un periodo di scarse precipitazioni può essere fatale per una civiltà che abbia creato un sistema di centri urbani, dunque una concentrazione di popolazione che ha bisogno di essere rifornita di cibo.

Tempo fa, in un cenote della penisola dello Yucatan sono stati trovati i resti di sei individui che, secondo gli archeologi, sono stati sacrificati al dio Chaak, la divinità della pioggia presso i Maya.

Quando le cose vanno male e non si hanno le conoscenze necessarie per adattarsi, reagire, trovare una soluzione che ci consenta di mantenere un livello dignitoso nella nostra vita, ci attacchiamo per forza all’invisibile. Non rimane altro.

Oggi riteniamo che il sacrificio umano dedicato a Chaak non possa modificare l’andamento del clima e che quei sacrifici siano stati sostanzialmente inutili. Ma questo dipende dal fatto che alcuni di noi abbiano studiato l’origine dei fenomeni meteorologici, individuando meccanismi che apparentemente non hanno nulla a che vedere con l’intervento divino.

In questi anni la gran parte di noi sta vivendo un periodo di paura e incertezza. Io stesso, dopo vent’anni di lavoro, mi trovo di fronte alla possibilità di non “arrivare a fine mese”. L’economia italiana, con buona pace degli “indicatori” elencati da ministri e giornali, è stagnante, anzi maleodorante. Clienti insolventi, o che pagano con ritardo enorme, costi che rimangono elevati, pressione fiscale asfissiante, i servizi sempre meno efficienti e uno stuolo di arruffapopolo che soffiano sul fuoco delle nostre paure, delle incertezze, con il solo scopo di conquistare (per sé) uno stipendio da favola in una delle camere del Parlamento o in qualche Consiglio Regionale.

Più o meno come dei Maya spaventati dalla siccità, la nostra risposta alle difficoltà è irrazionale, perché non sappiamo esattamente quali siano i meccanismi di cui siamo vittime. Personalmente fatico a comprenderli, o meglio a intuirli. Mi rendo solo conto che in questo momento, in Italia, il lavoro subordinato è in grave crisi e quello autonomo è equiparabile al bracciantato del passato. Con una differenza: al bracciante del passato non si chiedevano tasse, acconti, contributi e split payment vari fino a sommare un debito verso lo Stato che è superiore a quanto si è incassato. Perché questa è la realtà, esistono moltissimi casi in cui, per i meccanismi perversi del sistema fiscale e contributivo, in un anno un soggetto dovrebbe pagare quasi quanto l’incassato, se non di più. In sostanza, lavorare in modo autonomo non conviene, perché se ci aggiungiamo i costi che bisogna sostenere, rimanere a casa a dormire ed erodere i magri risparmi del passato è una mossa molto più sensata.

In tutto questo, che soluzioni ci vengono proposte? Robetta, tanto per attirare la nostra fiducia. Eliminare i vitalizi agli ex parlamentari, rabbrividisco pensando alla quantità di risorse che verrebbero liberate. Per fare cosa? Per dare un reddito di cittadinanza a tutti noi. O meglio, a quelli che sono disoccupati, quindi non proprio a tutti noi, perché noi che incassiamo dalla nostra attività siamo evidentemente già a posto, anche quando ci portano via il 55% più gli acconti per arrivare a superare il 100%.

Altra cosa importante, mentre la Presidente della Camera continua ottusamente a trascurare le paure e il disagio dei cittadini, è utile usare come capro espiatorio quattro immigrati clandestini. Che per inciso non dovrebbero esistere, se fossimo un paese serio, ma ci sono e non sono di certo la causa dei nostri mali. Anzi, appena scopriranno che l’Italia è sull’orlo del collasso e gli italiani stanno diventando poveri, non verranno più, state tranquilli!

Intanto non piove.

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