Termoregolazione

20200419 giorno 40 delle misure di contenimento

11:19

Il termometro in terrazza indica una temperatura di 25°C sulla parete che, al momento dell’osservazione, è in ombra. Sono in pantaloncini corti da corsa e maglietta manica corta con scollo a v e sto proprio bene. Probabilmente questa è la temperatura ideale per me. In realtà credo che il termometro stia sovrastimando la temperatura, penso che quella reale dell’aria all’ombra a 2m da terra sia leggermente inferiore a 20°C. Tuttavia l’irraggiamento è tale da alzare la temperatura sulla superficie del mio corpo e tanto basta per percepire sensazioni analoghe a quelle che proverei con 25-27°C all’ombra. Sarebbe una temperatura piacevole per la notte, mentre per il giorno sarei disposto ad arrivare fino a 30°C, con umidità relativa inferiore al 70% e una leggera ventilazione. Con la ventilazione possiamo arrivare anche a 32 – 33°C per alcune ore. Di notte 25°C va benissimo sia per stare all’aperto che per dormire coperti solo da un lenzuolo. Certo, senza inverno e temperature sotto lo 0°C non saprei vivere, ho bisogno delle stagionalità.

E’ evidente che, dopo avere abbandonato l’Africa circa 60.000 anni fa, i miei antenati si sono adattati talmente bene al clima poco “umano” delle regioni nordiche da rendere sgradevole vivere nel clima in cui la nostra specie si è evoluta. Va anche detto che 60.000 anni fa in Africa centro orientale il clima non era per nulla quello attuale, così come non lo era qui.

All’epoca una grande lingua glaciale si spingeva sulla pianura a Nord di Udine e depositava grandi quantità di detriti alla sua fronte. Oggi quei mucchi di detriti sono i dolci colli morenici detti dell’arco tilaventino, che si estendono fra Tarcento e Ragogna. In questa stagione probabilmente i torrenti iniziavano a gonfiarsi per fusione del ghiaccio, una gran quantità di acqua sgorgava dalle gallerie di base del ghiacciaio e attraversava la pianura. Erano i giorni in cui Cuâr, Cormôr, Tôr e le varie laviis erano grossi torrenti glaciali, inguadabili e di tutto rispetto. Posso solo immaginare la quantità di mulinelli glaciali che avremmo potuto esplorare percorrendo le zone pianeggianti del ghiacciaio. Ma i nostri antenati probabilmente non praticavano la speleologia glaciale, oppure gli articoli che hanno scritto sono andati perduti.

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