R Evolution 9

20200426 giorno 47 delle misure di contenimento

13:40

Molti dicono che questa pandemia stia cambiando il mondo. A me non sembra. Potrebbe farlo, ma non sta accadendo. Gran parte di noi non lo vuole.

17:44

Quello che sento dire, che leggo, è “non vedo l’ora che tutto torni come prima“.

Questa è la volontà collettiva. Forse una volontà che si dovrà scontrare con delle complicazioni. Ad esempio, passata l’ondata emotiva molti hanno ridotto l’attenzione che si prestava, fino a un paio di settimane fa, al problema dei contagi. Abbiamo superato il massimo della curva dei casi attuali e questo ci fa sentire più sicuri. Per essere chiari, siamo ancora nella parte alta.

Ci hanno detto che i reparti di terapia intensiva si stanno svuotando. In verità la loro capacità è aumentata moltissimo. Se erano “al collasso” quindici – venti giorni fa, significa che c’erano meno posti, perché i casi erano di meno. C’erano 91.246 positivi il 5 aprile 2020 (dalla pagina web Protezione Civile) mentre ieri 25 aprile 2020 ne vengono dichiarati 105.847. Vi ricordo che il 5 aprile eravamo disperati per l’elevato numero di ammalati. Oggi siamo contenti perché stanno calando e pensiamo che sia “quasi finita”.

Sta cambiando la percezione. Nel gestire una pandemia è fondamentale prevedere la reazione della popolazione a misure adottate e notizie: servono bravi psicologi! Abbiamo visto che ogni individuo reagisce a modo proprio di fronte all’infezione, ma anche di fronte alle misure di contenimento e alle notizie che arrivano. Questa vicenda mi ha insegnato tantissimo. So poche cose sui virus, qualcosa di più sull’elaborazione dati, ma di psicologia non so praticamente nulla: quello che ho imparato durante questa epidemia mi sarebbe stato molto utile in passato.

Penso che, senza un vaccino e senza una terapia antivirale molto efficace, sia azzardato immaginare che tutto torni come prima. Il dato di ieri (sempre ProteC) è di un totale di 195.351 casi rilevati. Ipotizziamo pure che siano veramente il 20% di quelli reali. Significa che gli ammalati finora sono stati circa 1 milione e che 59 milioni e mezzo di italiani non hanno ancora avuto a che fare col virus. Senza vaccino, sono 59,5 milioni di potenziali ammalati. Un bel po’ di benzina, basta una scintilla.

Quello che sto dicendo è molto brutto. Significa che possiamo inventarci un sacco di simpatici trucchetti, possiamo mettere la testa sotto la sabbia, ma rimane possibile una seconda ondata, alta quanto la prima.

Mi ha molto colpito ieri sera un servizio televisivo sull’incidenza di CoViD-19 in alcune località turistiche delle Dolomiti (vedi il TG da RAI al minuto 19:50). Ho associato immediatamente l’anomalia al fatto che, all’inizio dello sviluppo dell’epidemia in Italia settentrionale, quelle località erano certamente affollate, con migliaia di sciatori provenienti dalle aree dove CoViD-19 avrebbe colpito più persone nei giorni successivi. Chi ha frequentato qualche località sciistica famosa sa di cosa parlo. Per contro, l’incidenza della malattia nei comuni montani non turistici è stata molto bassa. Anche questa è una cosa di cui dovremo tenere conto in futuro.

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