Ai miei tempi non era meglio

Se tutto andrà bene, fra tre mesi compirò 50 anni. La mia barba è bianca e sopra la fronte ho sempre meno capelli, ma quelli che ci sono sulle tempie sono sempre più grigi. Sono stato adolescente negli anni ’80 del XX secolo e giovane negli anni ’90.

Ripensando alla mia adolescenza, posso certamente dire che è stata né bella, né brutta. Tutto ciò che non ho conseguito in quegli anni dipende da me stesso. Eppure la società di allora, l’Italia degli anni ’80, i film, la moda, fanno abbastanza cagare. La musica no, gran bel periodo. Continuo ad ascoltare volentieri U2, Queen e altri gruppi che, a dire il vero, scoprii alcuni anni più tardi.

Alla mia età molti iniziano a manifestare la sindrome del “ai miei tempi”. Io no. Conosco poco i giovani di oggi, li non li evito ma non ho alcun motivo per incontrarli. Non ho figli, non insegno, non collaboro nemmeno più con le Università. Quel poco che vedo è una semplice evoluzione di ciò che eravamo noi: egoisti, disinteressati ai problemi del mondo, concentrati sulla marca dei vestiti. All’epoca senza Timberland non eri nessuno, ora i miei coetanei rompono le palle ai giovani perché seguono la Ferragni. Non vi ricordate lo squallore degli anni ’80 e una moda che dovrebbe essere considerata un crimine contro l’umanità.

Degli anni ’90 non mi lamento. Ero all’università, iscritto a un corso che mi piaceva, mi sono persino innamorato di una bellissima ragazza che ha ricambiato, ho smesso di credere di essere “comunista” e sono diventato uno che metterebbe fascisti e comunisti nello stesso manicomio. Negli anni ’90 ho effettivamente aperto gli occhi sulla società, l’economia, la politica e gli umani, mentre studiavo come funziona il fenomeno che chiamiamo vita. Non era malaccio, non meglio di oggi, ma certamente meglio degli anni ’80, anche se stavano scomparendo i politici veri. Preludio alla schiera di “influencer” che oggi fingono di fare politica in Italia. Comunque era l’embrione dell’oggi, senza web e soprattutto senza social, ma le idiozie circolavano lo stesso, più lentamente comparivano, più lentamente svanivano.

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