Afghanistan

Quella guerra, secondo me, non è mai stata una questione di esportazione della democrazia o di difesa dei diritti delle donne afghane. La guerra in Afghanistan è stata una risposta mal riuscita all’attacco terroristico del 9/11 negli USA. Quell’attacco è stato il primo sul suolo USA dopo Pearl Harbour e il primo nel cuore degli Stati fondatori dalla fine della War of Independence.

La reazione fu dettata probabilmente dalla necessità di seppellire la brutta figura fatta dal sistema di agenzie, che avrebbero dovuto garantire la sicurezza interna negli USA. In ogni caso, avrebbe dovuto risolversi molto più rapidamente. La cosa più sensata da fare, atteso che l’Afghanistan fosse realmente il cuore dell’organizzazione terroristica mondiale islamista, sarebbe stato colpire, colpire duro, e andarsene lasciando un mucchio di macerie. A posteriori sappiamo che il risultato sarebbe stato esattamente quello ottenuto con 20 anni di impegno militare sul campo. Invece la scelta, profondamente criticata da molti durante gli ultimi 20 anni (e dunque non col senno di poi) è stata quella di impantanarsi in Afghanistan, un paese da cui nessuno straniero nella storia è uscito vincitore. Peggio ancora, la scelta è stata di comportarsi come se il Pakistan fosse un alleato, quando ospitava probabilmente più uomini di Al Qaeda dell’Afghanistan stesso. Il famigerato Osama Bin Laden non è stato scovato in Afghanistan, ma in Pakistan. I comandanti dei Talebani si sono in gran parte rifugiati in Pakistan dopo l’arrivo delle truppe NATO.

Altro errore fondamentale: la guerra non la combattono solo i soldati. Una guerra non è solo una questione militare e la sua conduzione deve tenerne conto.

La scelta di restare lì per vent’anni è stata veramente irrazionale. Nessuno aveva il coraggio di dare l’ordine di ritirata, sapendo che non si era risolto nulla. Perché la questione talebana in effetti è una faccenda interna, in cui il ruolo degli stranieri c’è ma non è preminente. Perché si è ignorato tutto ciò che si sapeva sulla cultura e società afghane. E’ stato creato un simulacro di “occidente” nelle città, ma è stata alimentata la corruzione, sono stati pagati per due decenni coloro che non avevano alcuna intenzione di fare alcunché di “occidentale” per il proprio paese. In sostanza, pur di non dire “andiamocene”, si sono buttati in quel pozzo miliardi di dollari e migliaia di vite umane.

Sia chiaro, non ne faccio una questione di spesa. Quando si va in guerra si spendono molti soldi, ma gran parte di quei soldi vengono incassati da aziende del proprio paese, che riforniscono le forze armate. Ogni colpo sparato in Afghanistan ha portato denaro nelle casse dei produttori di armi e munizioni in Europa e negli USA, non nelle tasche degli afghani. Lo stesso vale per ogni mezzo usato sul campo, per il carburante, le divise, il cibo, le medicine. ogni attrezzatura. I soldi sprecati sono stati quelli messi in mano ai politici e funzionari afghani, che li hanno intascati o li hanno fatti intascare ad amici, parenti e soci, senza ricaduta alcuna sulla popolazione. I soldi sprecati sono stati quelli spesi per alimentare la corruzione e addestrare decine di migliaia di poliziotti e soldati afghani, il cui unico scopo era prendere uno stipendio. In questa guerra, secondo fonti USA, sono morti circa 40.000 militari afghani e altrettanti talebani. Ma quando è venuto il momento di combattere per il proprio paese, i militari afghani hanno steso il tappeto per accogliere i talebani, la cui riconquista dell’Afghanistan si è conclusa nell’arco di una decina di giorni. Giusto il tempo di fare il viaggio verso Kabul, considerata l’estensione del paese e la qualità delle strade.

Ho ascoltato le parole del President Joe Biden. E’ stato chiaro, sa che verrà criticato per il ritiro delle truppe, ma non aveva intenzione di continuare a impiegare militari e risorse in un paese dove le stesse truppe locali non avevano alcuna intenzione di combattere i talebani. Rimanere lì avrebbe significato continuare a sprecare vite umane e denaro, per nulla. L’errore è stato quello di rimanere lì dopo i primi mesi. Sono poi seguiti tutti i classici errori commessi da noi europei e americani, quando crediamo che tutto il mondo sia fatto di persone che ragionano come noi. Non è così. Non si può forzare una trasformazione culturale che richiede secoli, nel giro di due decenni. Quando gli americani e gli inglesi vennero in Italia durante la II Guerra Mondiale stavano intervenendo in un paese che, per quanto mediterraneo, aveva vissuto una progressiva trasformazione. L’Italia era industrializzata almeno in parte, aveva conosciuto una progressiva evoluzione dalla monarchia assoluta a quella costituzionale, con l’elezione di un organismo rappresentativo legislativo. C’era Mussolini, è vero, ma la dittatura fascista poteva essere considerata un incidente lungo un percorso già avviato, che avrebbe condotto alla democrazia parlamentare. In almeno due terzi dell’Italia di allora le donne, almeno quelle delle famiglie benestanti, andavano a scuola. E’ vero che nella famiglia di mia madre le bambine venivano mandate a lavorare a 11 anni, ma in quella di mio padre proseguivano gli studi fino al diploma di scuola superiore e nelle famiglie dei miei suoceri addirittura si laureavano (a Sassari, mica a Stoccolma). Questa è la situazione dell’Italia nel 1945, con oltre tutto un grande movimento antifascista che aveva continuato a esistere e operare dopo la metà degli anni ’20 e un’organizzazione militare che combatteva i tedeschi e i loro collaboratori italiani. Se immaginate che gli americani abbiano trovato una situazione del genere in Afghanistan nel 2001, vi sbagliate di grosso! E purtroppo si sono sbagliati anche molti di coloro che hanno assunto decisioni a Washington e nei paesi alleati.

In Friuli siamo soliti dire, quando una cosa è fatta male, che al è pieç il tacon dal bûs (è peggio la pezza del buco).

Tag: , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: