Le molte cronache

In questi giorni di guerra in Europa orientale è facile rilevare la difformità fra le cronache. Le notizie riportate dai mezzi di informazione e disinformazione sono diverse fra loro a seconda del paese di appartenenza dei redattori. In Italia, allineata con la posizione americana (e dunque NATO), si distribuiscono informazioni diverse da quelle che si leggono sui portali russi o cinesi.

Provate a scorrere le notizie sui siti dell’ANSA, della CNN, di Al Jazeera, della TASS, della Xinhua.

Gran parte delle differenze non riguardano narrazioni  diverse dello stesso fatto, ma il resoconto di fatti diversi.

Questo fenomeno è del tutto normale e storicamente attestato. Dove disponiamo di fonti plurime riguardo a eventi del passato, le narrazioni differiscono allo stesso modo, a volte ancora di più.

Un altro fenomeno che sembra ricorrere è la falsificazione di parte dei resoconti e la decontestualizzazione operata ad arte. Mi è capitato di leggere articoli di debunking che smascheravano l’uso di immagini tratte da videogiochi, spacciate per immagini di bombardamenti. I bombardamenti ci sono davvero, pur non essendo “a tappeto” vengono colpiti edifici civili, ma quelle immagini erano false. In un caso, durante la visione di un telegiornale, ho avuto la netta e sgradevole sensazione di vedere alcuni fotogrammi di scene di battaglia tratti da un film. I combattimenti in città sono in corso, si spara e vengono devastati i centri abitati, ma sospetto che in mancanza di immagini reali, alcune redazioni siano tentate di usare quelle tratte da film, in genere molto ben fatte.

È mia opinione che questo fenomeno abbia due effetti possibili. Se il pubblico non se ne accorge, aumenta la sua paura e rabbia per quanto sta accadendo,  se il pubblico se ne accorge, smette di credere alle narrazioni di una parte e finisce per simpatizzare per quella ad essa avversa. In entrambe i casi, si tratta di azioni di guerra vere e proprie. Chi fornisce informazioni errate, in parte o del tutto, di fatto partecipa alla guerra.

Teniamo conto del fatto che, con l’applicazione di sanzioni economiche contro la Russia, tutti noi avremo piccole o grandi difficoltà. Se venisse meno la compattezza dello schieramento occidentale, a causa di campagne di disinformazione che rendano meno tollerabili queste difficoltà, i governi di molti paesi della NATO potrebbero faticare a mantenere le sanzioni. Si sospetta che in tutti i paesi occidentali ci siano politici e movimenti filo russi. Parlo di sospetto e non di certezza perché non dispongo di informazioni adeguate e verificate al riguardo. L’opinione pubblica può essere manipolata attraverso la distribuzione di informazioni. Non dimentichiamolo, perché non è ancora detta l’ultima parola sull’espansione verso Ovest del conflitto.

L’informazione e la disinformazione sono armi potentissime.

Occhi aperti e diffidiamo da ciò che ci sembra troppo “digeribile per la nostra mente”.

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