Astinenza dall’alcol

Oggi è mercoledì e sono passate sei settimane dal mercoledì “delle ceneri”. Come ogni anno, per me sono state sei settimane di astinenza dall’alcol. Mi piacciono molto birra, vino e whisky, ma in questo periodo dell’anno non ne voglio bere nemmeno un sorso. Considerate che per un friulano non bere alcolici rende difficile il mantenimento di una vita sociale. Non sono rimasto chiuso in casa, ma in diverse occasioni mi sono sentito parecchio a disagio.

Ci sono tre motivi per cui non assumo bevande che contengono etanolo per alcune settimane ogni anno.

Innanzitutto ti dirò che non lo faccio per osservare un precetto della dottrina cattolica. In effetti la prassi cattolica non prevede l’astinenza protratta dall’alcol, ma altre pratiche, concentrando in particolare l’astinenza su giorni codificati. Io non appartengo alla Chiesa Cattolica e Apostolica Romana, non ne condivido dottrina su molti punti e non seguo le pratiche e i riti cattolici.

Il primo motivo è che desidero esercitare la mia forza di volontà. Tornare a casa dal lavoro, stanco, aprire il frigo e vedere le bottiglie di birra, lasciarle dove sono e bere una bibita analcolica a “calorie zero” è un esercizio di controllo. Nessuno mi vede, nessuno mi giudica, a parte me stesso. Ciò che mi rende una “persona” è la possibilità di scegliere. Questo è un principio che mi è stato insegnato da mio padre e che condivido. Scegliere, andando contro un impulso, mi rende umano. Per lo meno mi avvicina al concetto di umanità che ritengo corretto.

Il secondo motivo è che l’etanolo altera la percezione della realtà anche a basse dosi. Non serve avere una “sbronza”, dal momento in cui l’etanolo raggiunge il sistema nervoso centrale alcuni processi mutano. In generale il primo effetto neurologico è il contrasto alle inibizioni. Se “sai bere” puoi fermarti a un’alcolemia tale da ottenere come unico effetto una leggera disinibizione, che aiuta ad apparire allegri quando si è in compagnia. Ma puoi anche ridurti a una schifezza. In ogni caso, passare un periodo di tempo senza alterare in alcun modo la propria percezione di ciò che ci circonda o il nostro comportamento è un buon esercizio per la mente e per quello che chiamiamo “spirito”. Ovviamente bisogna affiancare all’astinenza da sostanze psicotrope la meditazione. Non è facile, dato che siamo travolti da preoccupazioni generate da una realtà percepita poco rassicurante. Vale comunque la pena di provare. Personalmente cerco di meditare almeno tre volte a settimana. Non è facile, soprattutto perché la meditazione non è qualcosa che si possa fare “di fretta”. Se hai lo sguardo sull’orologio, stai perdendo il tuo tempo.

Il terzo motivo è forse il meno importante, ma non irrilevante: una dieta senza etanolo contribuisce a ridurre l’affaticamento del fegato e a perdere peso corporeo per diminuzione del grasso. L’ossidazione dell’etanolo fornisce molta energia. Considerate che una birra bionda austriaca come quelle che bevo di solito fornisce circa 140 kcal per una dose di 330 ml (la classica birretta da 0,33). Alla fine dell’inverno, ancora affaticato dall’inevitabile guadagno di peso durante le festività di fine anno, fare sei settimane senza quelle calorie può aiutare a ristabilire un buon peso corporeo. Nel mio caso, quest’anno sono passato da 84,7 a 81,0 kg. La perdita di peso è stata forse un po’ troppo veloce, dato che avrei preferito un ritmo di 2 kg/mese, ma il risultato finale risentirà dell’inevitabile pranzo pasquale. Lo so, c’è gente che ti promette dimagrimenti favolosi in breve tempo. Credimi, te lo dico da biologo e da cinquantenne che lotta col grasso dall’adolescenza: le diete miracolose non fanno altro che provocarti danni da malnutrizione per lasciare poi che il deposito di grasso corporeo torni ad aumentare rapidamente dopo la loro interruzione. La dieta, a parte le sei settimane di astinenza dagli alcolici, è parte del tuo stile di vita. Ma questa è un’altra storia e forse ne parleremo altrove.

Sapete come penso di concludere l’astinenza? Credo che stapperò una bottiglia di vino rosso per il pranzo pasquale. Devo ancora decidere quale, ma sarà certamente rosso. Ovviamente non la berrò da solo!

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