Archive for the ‘Medio Oriente’ Category

Siria si o Siria no?

aprile 12, 2018

La Siria rappresenta, da decenni, uno dei paesi più importanti nell’area del così detto “Medio Oriente”. Da sempre schierata contro lo stato di Israele, vicina politicamente all’Iran pur senza abbracciare l’integralismo islamico, avversa alle ingerenze statunitensi nell’area e incline a collaborare con la Russia. Molti presidenti degli USA hanno desiderato per anni attaccare la Siria, con motivi più o meno legati alla questione del terrorismo internazionale. In verità la Siria è piazzata nel mezzo fra le zone petrolifere del Golfo Persico e penisola araba (Jazeerah) e il Mediterraneo, popolato a Nord da grandi utilizzatori del petrolio.

Quello che sta realmente succedendo in Siria è difficile da comprendere. Il regime impostato dalla famiglia Assad è saltato, ha avuto inizio (more…)

La Sharia e l’Europa

aprile 6, 2016

Il Giornale esprime quasi sempre un pensiero che è molto diverso dal mio, talvolta perfettamente opposto, in ogni caso leggo molto spesso articoli dal suo sito web. Perché trovo sensato non leggere solo ciò che mi fa piacere: bisogna pur conoscere e capire gli altri.

Oggi sono stato colpito (non alla testa) da un articolo il cui titolo è Gli occidentali si preparino a un’ondata di sharia e islam, virgolettato, attribuito a un tizio di nome Fouad Belkacem, indicato come leader del movimento Sharia4Belgium. Questo movimento avrebbe come scopo l’adozione della Sharia, la legge islamica, in Belgio.

Il signor Belkacem fa, stando all’articolo, delle considerazioni piuttosto interessanti riguardo a Islam e democrazia, Islam ed Europa, diffusione e vittoria dell’Islam sulle altre religioni e adozione globale della Sharia. Di fatto Belkacem sostiene che la democrazia non sia concepibile per un musulmano, in quanto non ha senso definire una legge scritta da un’assemblea di uomini, a fronte del fatto che esiste una sola legge accettabile per un fedele, La Legge, in arabo appunto “Sharia”. La logica, per quanto possa sembrarci folle, c’è.

Per il fedele musulmano la volontà di Dio è stata comunicata agli uomini attraverso il Profeta Muhammad. Null’altro conta se non la volontà di Dio, che è creatore di ogni cosa e onnipotente. Non ha dunque senso immaginare delle regole inventate dagli uomini, c’è la legge divina, la Sharia, quella è stata definita da Dio e quella deve essere seguita.

Potrei dire che secondo me Muhammad non fu la voce di Dio, perché per me l’unica manifestazione di Dio in terra è stato Yeshu ben Yosef, la forma umana di Dio stesso, non un profeta. Chiunque sia venuto dopo (more…)

Mi sento ferito

marzo 23, 2016

L’attacco a Bruxelles nel mio sentire non è stato diretto contro il Belgio, ma contro l’Europa. Per molti di voi, temo per la maggioranza, l’Europa è solo un pezzo di continente e non un “paese”, quindi non posso che immaginare una visione diversa di quest’ultimo attacco da parte di un commando di combattenti della così detta “guerra santa” per l’Islam. Per me invece l’Europa esiste, è quella porzione di mondo che considero “il mio paese”, quella che vorrei diventasse un vero stato federale nei prossimi anni.

In ogni caso, questo ennesimo attacco fa sortire ancora domande. Nelle ore scorse ho ascoltato programmi radio e guardato telegiornali, per informarmi. Ho volutamente rinunciato ad ascoltare le testimonianze di chi era a Bruxelles, non ho questa morbosa curiosità e di gente che mi racconta di guerra, morti, bombe ne ho avuta anche troppa, fra i racconti della II Guerra Mondiale dei miei genitori e quelli delle guerre balcaniche da amici e conoscenti che le hanno vissute.

Quello che mi interessa molto è l’analisi della situazione, e non mi soddisfa.

Abbiamo capito che manca un coordinamento dei servizi segreti e di sicurezza europei, perché di fatto l’Unione è innanzitutto una finanziaria, per scelta dei politici dei singoli paesi, che non vogliono mollare l’osso su alcune questioni. Così ci troviamo con la stessa moneta a Bruxelles e a Paris, ma scopriamo che chi dovrebbe proteggere la gente in quelle due città, non comunica, non scambia informazioni. Figurarsi se c’è un protocollo comune di azione.

Questo è profondamente sbagliato. Uno dei buoni motivi per avere un’Unione Europea è proprio quello di essere più forti, unendo le capacità di tutti gli stati in un’unico sistema organizzato e più potente. Appurato che non dobbiamo più combattere una guerra fra Germania e Francia, è da cretini continuare a tenersi per sé le informazioni.

Ma oltre a questo c’è l’analisi più spietata, che alcuni hanno fatto: anche il miglior sistema di sicurezza non può fermare sempre e per sempre questi attentati. Perché chi li prepara non ha bisogno di una struttura estesa e complicata, dunque facile da individuare. Qui bastano cinque o sei persone, addestrate e capaci di organizzarsi. Beccarli non è per niente facile e nessun confine con filo spinato e mitra spianati è in grado di fermarli, semplicemente perché gli attacchi a Parigi e Bruxelles ci hanno fatto capire, o avrebbero dovuto farci capire, che il nemico non è entrato ieri in Europa, è già qui da anni, anzi a volte è nato qui!

Dunque, la soluzione finale del problema (more…)